Oscar Hiljemark ritrova il Genoa da avversario.
L’attuale allenatore nerazzurro è arrivato a Genova nel gennaio del 2017. Il direttore sportivo del Grifone all’epoca era Giorgio Perinetti che seguiva da tempo questo ragazzo che aveva vinto il campionato olandese con il Psv e l’europeo Under 21 con la Svezia. La bella stagione 2015-2016 a Palermo, 38 presenze con 4 gol, e l’inizio di quella successiva, 15 presenze e 0 gol, avevano convinto definitivamente il club rossoblù ad ingaggiare lo svedese.
In totale Hiljemark ha disputato 46 presenze in campionato segnando 3 gol e 5 assist con la maglia rossoblù. Giocando in periodi diversi. Due gol in 14 presenze da gennaio a giugno 2017 prima del passaggio al Panathinaikos in Grecia. A Gennaio 2018 il ritorno in Liguria fino al termine della stagione 2018-2019 con 32 presenze e un gol in totale. Poi il passaggio alla Dinamo Mosca e nel 2020 all’Aalborg dove chiuderà a soli 28 la carriera da calciatore per iniziare quella da allenatore.
Descritto da tutto l’ambiente genoano come un professionista molto serio. Uno che è riuscito a mettere d’accorso i tanti allenatori che si sono dati il cambio in quegli anni sulla panchina rossoblù. Un centrocampista di qualità, di posizione. Intelligenza di occupare il campo e visione di calcio molto tedesca più che svedese. Bravo nella lettura delle partite. Molto sfortunato sotto il profilo degli infortuni visto che proprio i tanti guai fisici, soprattutto quelli all’anca, lo hanno costretto a smettere così giovane.
Adesso l’impatto da allenatore con l’Italia è stato molto difficile. La sfida con il Genoa è la prima delle ultime sei gare di un campionato in cui dovrà lanciare un segnale anche in ottica futuro. Troppo poco quanto fatto vedere finora. Ha preso comunque da ultimo in classifica assieme all’Hellas Verona con 14 punti adesso è sempre ultimo con i veneti a quota 18. Non era una missione semplice ma 4 punti in 9 partite con 4 gol fatti e 18 subiti sono davvero un bottino troppo magro.
Servirà qualcosa in più sotto il profilo del gioco, non solo dei risultati. Un Pisa più coraggioso, simile a quello che è riuscito a battere il Cagliari , giocando a lungo con l’uomo in meno, per 3-1 nell’unico successo ottenuto finora dallo svedese. L’aggressività e la pressione solo in quella giornata sono state portate in modo corretto. Al netto che ovviamente ha affrontato altri avversari di livello più alto, con tutto il rispetto, del Cagliari. Che ha comunque fatto 15 punti in più dei nerazzurri.
Piccola curiosità: tolto il primo tempo di Verona, nello 0-0 dell’esordio al Bentegodi non abbiamo più visto quel 3-4-3 che è stato il suo modulo di riferimento in Svezia. Difficile da adattarsi alle caratteristiche della squadra ma comunque un segnale che in corsa non è mai facile portare le proprie idee in squadre costruite da altri. Fermo restando che anche l’ex centrocampista genoano può e deve fare di più.
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No sfida gli scheletrici dall’ armadio🙈