Leonardo Gabbanini è il nuovo direttore sportivo del Pisa. Per presentare il nuovo dirigente il club nerazzurro non ha organizzato una conferenza stampa, ma ha pubblicato un’intervista realizzata sui propri canali. In questa, oltre ad aver dichiarato implicitamente che l’accordo con il Pisa era stato raggiunto già da tempo, Gabbanini ha esplicitato il suo ruolo. In particolar modo, dichiarando che in Inghilterra l’Head of Recruitment, incarico da lui ricoperto al Tottenham, svolge una funzione da ponte tra allenatore e proprietario, ha lasciato dedurre che questo modello potrebbe essere riproposto a Pisa, in una situazione inedita per il calcio italiano. Che ciò non possa evidenziare una futura spaccatura con la società composta dalla famiglia Corrado? Con Gabbanini a fare da ponte tra l’allenatore (sarà ancora Hiljemark?) e il patron Knaster? Queste, al momento, restano ipotesi.
Le dichiarazioni di Gabbanini.
COSA RAPPRESENTA PISA – Pisa per me rappresenta qualcosa di importante da un punto di vista di prospettiva. Penso che si possa fare molto bene, altrimenti non sarei qui. Una possibilità di mettere a frutto il tanto lavoro fatto fino a oggi soprattutto in campo internazionale. Ho girato molto. Avere esperienza internazionale non vuol dire averne una migliore, ma permette di avere una visione più ampia. La “cultural intelligence” è importante per approcciarsi al meglio con le persone.
IL PROGETTO PISA – La situazione è da dividere in due parti. Quando si parla di progetto, e vi assicuro che quando ho parlato col Pisa, ho avvertito il desiderio, la voglia di andare avanti. Questa è chiara. In questo momento c’è una situazione oggettiva di difficoltà. Questo è un fatto importante. Ci sono tante persone che seguono il Pisa e hanno una grande confidenza su ciò che questa società farà. Ma c’è da stare attenti al momento. Dobbiamo rivedere qualcosina, prendere spunto da questo, per dare a un futuro oltre al progetto anche concretezza nei risultati sportivi.
COSA PUO’ DARE – Sarebbe presuntuoso dire che posso dare tanto da qui alla fine. Cercherò di dare serietà. Questa parola tengo a riusarla. Tante persone soffrono per questa situazione. Sono toscano, so che non è facile sopportare determinare cose. La proiezione è importante. E’ stata paradossale la scelta di anticipare la mia entrata. All’inizio anche io avevo qualche dubbio. Perché in caso di retrocessione sarei retrocesso io. Ma l’ho voluto dare come pegno al Pisa. Poter conoscere la realtà, i giocatori, la società in maniera così dettagliata prima di poter fare delle scelte è professionale. Non una scelta tipica italiana, più anglosassone.
CHI E’ GABBANINI – E’ un appassionato di calcio. Ho allenato i giovani e ho amato farlo. Ciò mi ha permesso di vedere, di formarmi. Abbiamo formato anche quattro campione d’Europa in quegli anni, non io direttamente, come Bernardeschi, Chiesa, Mancini… Era un modello che funzionava bene. C’era Pantaleo Corvino, che per me a oggi resta il migliore d’Italia, soprattutto nel settore giovanile. Mi sono però reso conto che non mi bastava. Ho deciso di viaggiare e conoscere il calcio. L’ho visto in tutto il mondo. Quindi mi sono stabilito in Premier League e Championship. Ho avuto tanti bravissimi allenatori con cui ho potuto parlare. Lì la concezione del ruolo è diversa. Il direttore sportivo esiste solo in Italia, l’head of recruitment porta avanti la lista che l’allenatore o il proprietario vuole. Sta nel mezzo.
IL FUTURO DEL PISA – Quello che posso dire è che mi piace tanto pensare al domani e rispettare l’oggi. E’ giusto che tutti oggi capiscano la situazione che stiamo vivendo. Io mi ci calo ogni giorno. Dobbiamo cercare di fare il massimo. Ora sono qua per guardare e valutare fino alla fine della stagione, oltre che dare un segnale di proiezione. Viviamo con serietà, non serenità, questo momento.
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…spero si renda presto conto che per fare una squadra vincente serve un allenatore d’esperienza, poi facciano come gli pare 🙄 buon lavoro 👍