Un anno, un secolo, 365 giorni.
Alle ore 16,55 del 4 maggio maggio 2025 direttamente dall’astronave del San Nicola di Bari il Pisa atterrava sul pianeta della serie A. Nonostante la sconfitta per 1-0 contro i biancorossi, gol dell’ex Nicolas Bonfanti, la squadra di Filippo Inzaghi può festeggiare perché Lo Spezia cade a Reggio Emilia e con due giornate da giocare il Pisa è a + 9 sui liguri.
Può scattare la festa. Al San Nicola e in città per una serie A attesa 34 anni. Precisamente12.397 giorni. Dagli spogliatoi del San Nicola arrivano anche le parole di allenatore e club che oggi appaiono decisamente più vecchie di un anno. “Ora mi godo questa festa e la mia famiglia– dirà Inzaghi- Il mio lavoro ti porta spesso a sacrificare gli affetti. A Pisa sto molto bene. Ci vedremo a breve e vedremo le intenzioni di tutti”. Il patron Alexander Knaster , in una delle sue rare apparizioni ai microfoni, disse: “Sono molto contento, ma è solo il primo step. I tifosi sono speciali, tutti. Anche quelli che arriveranno la prossima stagione”.
Il presidente Giuseppe Corrado dopo aver festeggiato la B a Trieste nel 2019 si prende una nuova grande soddisfazione: “Inzaghi aveva detto che mancava la ciliegina e finalmente è arrivata. Il risultato sportivo è la conseguenza, non l’obiettivo, di un grande lavoro. Questo può essere il primo passo importante verso altre soddisfazioni. Infine devo dire che sono molto contento di quello che ha fatto mio figlio Giovanni in questi nove anni”.
E proprio Giovanni Corrado, che costruì quella squadra assieme a Davide Vaira, oggi non più direttore sportivo nerazzurro, era al settimo cielo: “Roma non è stata fatta in un giorno. Tre anni fa dissi , dopo la sconfitta in finale playoff con il Monza, che il problema non era se sarebbe arrivata la serie A ma quando. Avevamo solo preso la traversa”.
Dopo le feste e le speranze di costruire una squadra competitiva per giocarsi la salvezza, nessuno chiedeva la luna, a meno di un mese dal trionfo di Bari si materializzerà il divorzio tra il Pisa e Inzaghi. Che passerà al Palermo.
Da lì è iniziato quel cammino tortuoso e difficile, fatto con due allenatori, prima Gilardino e poi Hiljemark, che ci ha portato un nuovo 4 maggio. Un 4 maggio che vede il Pisa in A ancora per tre giornate e già con la testa rivolta alla prossima serie B. Un sogno durato troppo poco. Con il rimpianto di non averla giocata ad armi pari. Il bello del calcio è che c’è sempre un’altra stagione.
Adesso tocca alla proprietà, tocca ai dirigenti. Le ambizioni ci sono e allora, oltre a progetti che guardano al futuro come il centro sportivo, c’è tempo e spazio per riprendersi il presente e il futuro per quanto riguarda la gestione sportiva. Questa tifoseria è andata dappertutto. Dai campetti sperduti di periferia fino al Meazza o all’Olimpico. Tessera del tifoso permettendo.
Nessuno si spaventa a fare di nuovo la serie B. E’ il nostro campionato, lo dicono i numeri, visto che il Pisa lo ha disputato già 38 volte. Conquistando 6 promozioni in A.
“Serie A o serie B, noi saremo sempre qui”, si cantava una volta in curva Nord e se non sbaglio ogni tanto quel coro si sente ancora, e quel coro è la fotografia di quanto la tifoseria sia il patrimonio più grande di questa proprietà. I tifosi sono importanti proprio perché ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre.
Una tifoseria con chiede la luna ma la dignità sì. E merita di tornare a vivere una stagione dove si esulta per un gol, ci si rammarica per una sconfitta, ci si morde le mani per un pareggio subito al novantesimo o si fa i salti gioia per un gol tipo quello di Meister con il Frosinone. Di fatto quello della serie A.
Insomma questa tifoseria non merita di vivere le partite come in questa serie A, ovvero aspettando l’inevitabile epilogo di un film già visto e che finisce quasi sempre con la parola sconfitta. E’ da questa lezione che tutti devono ripartire.
Seguici su
Aggiungi calciopisa.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

Ora Tocca al Venezia un Altranno…👍
Le ultime da mediaset il pisa è retrocesso insieme alla sua “B” bellissima “C” urva .