Il Pisa vince e convince con un perentorio 3-0 a Frosinone.
Il passaggio da Aquilani a Inzaghi è stato per il momento metabolizzato al meglio da chi era qui nella stagione passata. Era la risposta che cercava Inzaghi. E l’ha avuta. E’ solo l’inizio, solo calcio d’agosto. In tanti lo stanno ripetendo all’infinito. E forse fanno bene. Ma è vero in parte. A Frosinone era calcio che conta visto che c’era in ballo un passaggio del turno in Coppa dopo tre anni di eliminazioni subito dopo il colpo dello starter.
Quello che una volta era il calcio delle amichevoli agostane è stato anticipato a luglio. Ad agosto si fa sul serio: Coppa Italia e quattro giornate di campionato. E’ giusto ricordarlo. Il Frosinone è ancora indietro, e aveva tanti assenti, ma questo non sminuisce i meriti del Pisa. Sedici tiri, quattro nello specchio, tre gol. Ripartenze e verticalizzazioni.
Intanto godiamoci l’approccio di una squadra che va senza paura in casa di un’altra che è appena retrocessa. Anzi è lei a mettere in soggezione il team di Vincenzo Vivarini che sta cercando di costruire quello che ha fatto a Catanzaro. Impresa non facile. Il 60% di possesso palla, contro il 40% del Pisa, non è servito a niente. Il primo gol dei nerazzurri è la fotocopia di quello che lo stesso Tramoni ha fatto alla Sampdoria quasi un anno fa, ma anche quello di tante azioni pericolose dove il Pisa della passata stagione è caduto spesso.
Parafrasando una frase cult di “Per un pugno di dollari” se una squadra che fa possesso palla, soprattutto dalla propria area, affronta una che aggredisce e non ti lascia respiro la squadra che fa possesso palla è destinata alla sconfitta. Per questo il Pisa è stato bravo ad aggredire sempre i portatori palla del Frosinone fin dal primo possesso e nascondere le qualità della squadra di casa.
Non solo. Le fasce hanno fatto la differenza. Beruatto a sinistra e Touré a destra sono stati un supporto prezioso per tutti gli attaccanti che si sono mossi bene. Con un Marin che nel primo tempo ha fatto sia lo schermo davanti alla difesa, l’incursore in avanti e tanto pressing sui portatori palla. Come in occasione del primo gol.
Molto importante che a segno vanno tre attaccanti, e Moreo che non segna ma gioca bene, come Tramoni, Bonfanti e Arena. Importantissimo non aver preso gol. Il 3-4-2-1 per il momento funziona. Bene anche i nuovi Semper, Jevsenak e Angori. In tutti questi dati positivi è giusto evidenziare che il percorso di crescita è solo all’inizio.
C’è da migliorare qualcosa ovviamente. Inzaghi lo sa bene. Qualcosa magari arriverà anche dal mercato. Quando il Pisa troverà squadre che penseranno solo a difendere o che come lo Spezia di D’Angelo, che sarà avversario al debutto in campionato all’Arena di sabato 17 agosto, sono molto aggressive nell’uno contro uno, bisognerà indossare anche un abito diverso. E qui ritorna il tema del possesso palla. Che è diverso dalla costruzione dal basso e può esser fatto con più continuità anche nella trequarti avversaria. Cosa che si può acquisire con il tempo. Servirà la qualità e la pazienza giusta per scardinare chi cercherà di non dare respiro alla manovra.
Ma intanto l’atteggiamento, la concretezza, la compattezza, la grinta messa in campo allo Stirpe lasciano ben sperare.
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…è ancora presto, quindi, FLY DOWN tapposto 💪🖤💙👍