In cento giorni Filippo Inzaghi ha cambiato il volto del Pisa.
Infatti il 3 luglio scorso era arrivato, dopo venti giorni abbondanti di attesa, l’annuncio che Filippo Inzaghi diventava il nuovo allenatore del Pisa. Contratto biennale, pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale del nuovo diesse Davide Vaira.Ā Il matrimonio tra Inzaghi e il Pisa era giĆ nell’aria dopo l’incontro con il patron Alexander Knaster e con gli altri dirigenti del club.
La luna di miele ĆØ iniziata subito anche con i tifosi. Primi allenamenti aĀ porte aperte nei giorni del raduno che ha preceduto la partenza per il ritiro di Bormio. L’aria che si respirava era giĆ diversa ma bisognava costruire la squadra. E un passo alla volta iniziava a nascere il Pisa. Con interventi mirati e di esperienza e anche confermando parte del gruppo che la stagione precedente aveva chiuso al quattordicesimo posto.
Quello che ĆØ subito emerso fin dalle prime amichevoli, soprattutto quella all’Arena con l’Inter del fratello Simone, ĆØ che SuperPippo ha dato una mentalitĆ diversa al Pisa. Più aggressiva e battagliera. La frase “non siamo ancora perfetti ma la voglia di lottare non deve mai mancare”Ā ĆØ diventato un po’ il mantra dell’allenatore.
La voglia di trascinare il pubblico e non solo di essere trascinato. La forza di superare giĆ degli infortuni di un certo peso e fare sentire tutti importanti. Tanto che per il momento il Pisa non sarĆ perfetto ma dal primo impegno ufficiale, la vittoria per 3-0 del 12 agosto in Coppa Italia a Frosinone, fino ad oggi ha sbagliato in pieno una sola partita. Quella di Castellammare di Stabia, seconda sconfitta stagionale dopo quella con il Cesena.
Uniche due gare in cui il Pisa di Inzaghi non ha segnato. Per il resto ĆØ un Pisa a immagine e somiglianza dell’allenatore. Frenetico, determinato, pronto a dare tutto per la causa sportiva. Attraverso la semplice filosofia del lavoro.Ā Altro mantra da sempre di SuperPippo. Altrimenti da calciatore non segni 70 reti nelle coppe Europee e porti a casa tutti quei trofei. Compreso due Champions League e una coppa del mondo con la nazionale.
Inzaghi non sale in cattedra ma ĆØ un allenatore che sa anche adattarsi alle caratteristiche dei propri giocatori. Pur chiedendo a loro, ovviamente, di seguire i suoi principi di gioco. Grande lavoro in fase di non possesso e quando si ha la palla tra i piedi si gioca in avanti e si pensa a concretizzare. Un calcio verticale che non pensa al possesso palla ma esalta comunque la qualitĆ delle giocate. per il momento la miscela funziona.
DurerĆ ?, si chiedono in molti. La sfera di cristallo non ĆØ in possesso di nessuno ma una cosa ĆØ certa. Parafrasando un famoso film di Jack Nicholson, in questi primi cento giorni, qualcosa ĆØ cambiato.
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