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Il Pisa a Modena incassa la seconda sconfitta di fila e compie un passo indietro dal punto di vista del gioco dopo le due buone prestazioni con Sampdoria e Parma

Sicuramente le tante assenze e il fatto che alcuni giocatori non sono ancora al meglio della condizione per giocare tre partite in otto giorni è un dato reale. Vignato ad esempio, ha fatto in tempo a disfare le valigie ed era già in campo. Tutto questo però non deve servire come alibi di una prestazione deludente e infarcita di tanti errori individuali e di squadra.  Così come è vero che restano delle perplessità sull’espulsione di Hermannsson e su un possibile rigore non dato per un fallo su D’Alessandro.

Il Modena, alla terza vittoria di fila, è stato più reattivo a scattare dei blocchi e ha mangiato a livello atletico il Pisa. Lasciandolo sfogare nel possesso palla, a favore dei nerazzurri con il 56%, e colpendo grazie all’aggressività. Soprattutto in avvio di gara. L’approccio è stato anche peggiore di quello visto con il Parma. Il gol subito da  Tremolada al 4′ non è casuale. Palumbo ruba palla a Valoti e apre sulla destra dove Menconi mette subito al centro con il Pisa scoperto perché pronto all’azione offensiva. Rimontare diventa subito come scalare l’Everest anche perché il Modena insiste e per un quarto d’ora il Pisa è sovrastato in tutto e per tutto. Quando la squadra inizia a riorganizzarsi la manovra risulta troppo lenta e prevedibile.

Gagno deve effettuare solo una parata su punizione di Veloso, mentre quando il Modena riparte sono dolori. Alla mezz’ora il Pisa si fa infilare da Guiebre come si era fatto infilare da Bonny mercoledì scorso. Stavolta è Hermannsson a fare fallo anche se l’islandese protesta a lungo con l’arbitro. Baroni, come Volpi martedì scorso nei confronti del francese, estrae il giallo ma poi dopo il Var cambia decisione ed opta per l’espulsione perché Hermannsson ferma una chiara azione da rete.
Stavolta la reazione con l’uomo in meno è ben diversa da quella della volta precedente. L’unico merito è quello di esser rimasti in partita nel punteggio, grazie soprattutto a Nicolas, fino al 2-0 di Strizzolo nei minuti di recupero. Ma in realtà il Pisa ha fatto il solletico a un Modena che nella ripresa si è limitato a controllare senza concedere nulla ai nerazzurri.

Stanchi , troppo prevedibili e mai capaci di rendersi pericolosi in avanti. L’unico cambio positivo è stato quello di Piccinini che almeno ha portato quella sostanza che è mancata anche per l’assenza di un Marin fuori condizione, Nagy è stato sotto tono,  dopo aver dato tutto con Sampdoria e Parma. Gara giocata dopo un pestone rimediato a Genova.
Insomma, ieri c’è stato poco da salvare. Ma ci sono i presupposti per poter rialzare la testa. La sosta arriva a puntino per recuperare alcuni giocatori e metterne in condizione altri appena arrivati. Non solo Vignato ma anche Mlakar che ha già giocato un tempo e mezzo in meno di una settimana. Aquilani dovrà lavorare sulla difesa ma anche sulla fase di impostazione.

Le idee, in generale,  si vede che non mancano e il mercato resta positivo. Va detto che è presto per fare analisi a lunga gittata. Serve tempo quando si cambia così tanto per uomini e per caratteristiche di gioco. Alcune cose però vanno aggiustate subito. La squadra va assemblata bene e vanno migliorati alcuni meccanismi. Soprattutto vanno evitati errori gratuiti che ti condizionano la gara. Con il Bari, sabato 16 alle 14, si attende un Pisa diverso.

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