Il Pisa stavolta non meritava di perdere ma ha perso.
I nerazzurri hanno avuto gli episodi arbitrali contro, stesso tipo di fallo ma decisioni diverse sulle entrate di Graves e Marin, e tutte le volte che concedono qualcosa puntualmente prendono gol. Sul primo punto non ci possono fare niente, sul secondo sì. Ma diventa purtroppo una costante che fa la differenza tra portare o non portare a casa i punti. Per Aquilani, confermato dalla società, il bilancio è al momento in rosso. Sette sconfitte, una vittoria che manca da oltre un mese e la zona pericolo sempre più vicina.
Gli episodi di gioco che il Pisa di Aquilani non riesce a portare dalla proprio parte sono però un limite enorme. Rispetto a Catanzaro la squadra non si è limitata solo al possesso palla, stavolta ha fatto la partita. Con il piglio giusto e la determinazione di chi vuol vincere. Con tante novità a cominciare dal ritorno da titolare dal primo minuto di Caracciolo, Veloso e Vignato.
Il primo reduce dall’infortunio, gli altri due da tante gare iniziate dalla panchina. Venticinque minuti di buon livello. Tante occasioni create, molte disinnescate da Pigliacelli, con più coraggio al tiro e con un gol fatto da Marin e con una buona spinta a destra con D’Alessandro e Barbieri e a sinistra con Esteves. Però, c’è sempre un però. Alla prima distrazione la squadra prende gol. La difesa è ancora una volta distratta. Perché è vero che tutto nasce da un contrasto perso ma non c’è mai nessuno che riesce a chiudere. Va così che Gomes trova un corridoio per Insigne che non ha nessuna difficoltà a battere Nicolas in uscita.
Un altro segnale preoccupante arriva dal fatto che dopo una buona occasione creata da Barbieri, sempre impeccabile Pigliacelli, il Pisa si è completamente disunito nell’ultimo quarto d’ora. A sinistra spinge maggiormente Di Francesco e Insigne inizia a trovare terreno fertile sulla sua destra, sinistra per il Pisa, e fa ammattire Esteves.
Il raddoppio arriva proprio da un pallone dell’ex Frosinone sul quale Brunori anticipa Hermannsson e fa 2-0. Su un cross simile di Barbieri nella ripresa, forse leggermente più forte, Moreo è arrivato in ritardo. Per fortuna il recupero è di soli due minuti perché il Pisa era andato completamente in tilt. Vero che visti i primi 25 minuti sembra impossibile ed è ingiusto stare sotto di due gol. Ma anche questo dato è la spia di una squadra in difficoltà.
La cosa positiva è che però stavolta il carattere c’è. Aquilani non fa cambi all’intervallo e la squadra parte ancora meglio che nel primo tempo. Più decisa, finalmente concreta. Segna con Marin, bravo Esteves a recuperare palla di testa, e con Valoti che si inserisce con il solito tempismo in area e pareggia su pennellata di D’Alessandro. Tutto bello e tutto meritato.
Però, come spesso capita qualcosa va storto proprio sul più bello. Marin entra su Coulibaly a centrocampo e per l’arbitro Collu è giallo. Il Var lo richiama e il cartellino diventa rosso. Pisa in dieci con mezz’ora da giocare. Va ribadito che in una situazione analoga a Graves, per un fallo proprio su Marin nel primo tempo, non gli è stato neppure fischiata punizione contro ( ne parleremo approfonditamente nella moviola).
Aquilani toglie Vignato per Piccinini e ridisegna un 4-3-2 che resta piuttosto bene in campo. Il Palermo per forza di cose riconquista metri e soprattutto dalla parte di Insigne crea pericoli. Di Francesco prima coglie una traversa e poi viene murato da Nicolas.
Il Pisa però è rimasto in partita e Piccinini, su assist di Barbieri, ha la palla del sorpasso ma Pigliacelli è ancora una volta bravo. Aquilani mette anche De Vitis e Nagy per difendere meglio, al posto di Valoti e D’Alessandro, e fa il cambio in attacco di Gliozzi con un Moreo ancora sotto tono. Subito dopo i cambi ecco l’ennesimo cross dalla destra di Insigne sul quale Nicolas sbaglia l’uscita favorendo il colpo di testa di Segre. Game, set match. Per gli altri. Purtroppo. La squadra reagisce anche, entra Masucci per Caracciolo, ma tolto un paio di tiri di Veloso diventa anche difficile pungere con l’uomo in meno e sotto di un gol.
Purtroppo la luce in fondo al tunnel non si vede ancora. Perché i risultati contano eccome. Indipendentemente dall’esito del posticipo Lecco-Ternana il Pisa ha desso un solo punto di vantaggio sulla zona playout. Ci sono due scontri diretti alle porte. Quello del 23 dicembre con l’Ascoli in casa e quello di Santo Stefano in casa della Ternana. E’ il momento di stare uniti e fare quadrato.
Ma non si può non notare come questa squadra fin qui sia stata troppo fragile. La concentrazione e l’attenzione ai dettagli in questo sport fanno la differenza. E il Pisa in questi particolari deve ancora crescere tanto. La svolta, l’episodio a tuo a favore, non è ancora arrivato. E dopo diciassette giornate, in cui sono stati racimolati diciotto punti, non può essere un caso.
Ovvio che adesso la priorità è quella di chiudere al meglio il girone d’andata e respirare un po’ d’aria pura in classifica. Ma dal 27 dicembre la società dovrà pensare a una strategia per inserire giocatori importanti per salvare la categoria. Se si fanno male i big non basta dire che la sfortuna ci mette lo zampino, che è anche vero, ma va posto rimedio. Da gennaio ci sarà possibilità di farlo. Speriamo nel modo più veloce possibile.
un allenatore che fa 18 punti dopo 17 giornate nn viene sostituito,dimostra tutta la presunzione e ineguatezza del ds e del dg della societa’ che solo a Pisa sono la stessa persona.
Non tutti, se ne salvano una metà…il resto è fuffa con un allenatore che viene pagato per fa lo spettatore in campo