Pisa-Ascoli 1-0: la vittoria della sciabola rende più sereno il Natale

L'analisi della vittoria con i bianconeri. Tanti i temi caldi che ha regalato il pomeriggio dell'Arena.

Vittoria doveva essere e vittoria è stata. La seconda di questo girone d’andata all’Arena. Non importa se è mancato lo spettacolo. Vale l’1-0 finale in favore dei nerazzurri.

Non serviva il bel gioco, servivano i tre punti. Per il morale, per la classifica e per poi magari lavorare con maggiore tranquillità anche all’aspetto del gioco. E’ stato un Pisa di lotta e di sacrificio. Di sciabola e poco fioretto. Quello che il pubblico voleva vedere in una gara che non era come tutte le altre. Una vittoria che non può essere paragonata ad altre. Se andava male con l’Ascoli la partita di martedì a Terni avrebbe assunto un altro significato. Ovviamente, come hanno detto anche i dirigenti, non si può esser soddisfatti del cammino fatto fin qui in campionato ma un conto era andare ad affrontare la Ternana con l’acqua alla gola, un altro è affrontarla con quattro lunghezze di vantaggio e sette squadre alle spalle.

Il Pisa non è fuori dal tunnel delle difficoltà di un torneo in cui ad Aquilani stanno mancando tanti giocatori per infortunio ma anche la continuità delle prestazioni e dei risultati, mai due vittorie di fila. Però la splendida rete di Mlakar che decide una gara “sporca” ed equilibrata è un bel riflettore puntato verso l’uscita.
La partita ha detto comunque qualcosa anche a livello tattico. Mlakar ha fatto più l’attaccante in avvio di gara cercando di stare più vicino a Moreo. Il gol partita è arrivato al 44′ quando entrambi erano andati a sinistra creando un varco nella difesa dell’Ascoli spiazzata dal passaggio finale di Valoti per l’attaccante sloveno. Anche per lui questo può essere un segnale di svolta.
L’Ascoli nel primo tempo ci ha provato con Mendes su punizione, attento Nicolas, e nella ripresa ha spinto maggiormente. Qui è venuto fuori il Pisa che sa soffrire. Canestrelli e Caracciolo non hanno sbagliato niente, e poi anche Hermannsson quando è entrato, ma tutta la squadra ha saputo fare muro evitando l’ennesima beffa finale. Nella ripresa Nicolas a parte qualche uscita non ha dovuto compiere parate. I brividi sono tutti in un palo di Masini, poi vanificato da un fuorigioco, e un tiro in mischia del nuovo entrato Haveri finito alto. Stavolta i cambi di Aquilani hanno permesso al Pisa di restare più allineato e coperto. Badando al sodo. Nei sei minuti di recupero il Pisa resiste e l’Arena, gremita da oltre 6.700 spettatori può sprigionare un urlo di gioia.
Terni diventa cruciale. Se il Pisa vince chiude il girone d’andata a 24 punti. Gli stessi della stagione 2019-2020 e 2020-2021. Dove la salvezza è arrivata senza patemi. Anzi, nel primo caso la squadra ha chiuso con un brillante nono posto e non è andata ai playoff solo per la classifica avulsa peggiore di Empoli e Frosinone. Un risultato negativo invece con i neroverdi riporterebbe le lancette dell’orologio nerazzurro ancora una volta indietro. E questa partita è importante anche in ottica mercato. Una sessione che si apre a gennaio e che potrebbe riservare movimenti importanti sia in entrata che in uscita. Adesso però è ancora presto per fare ipotesi concrete.
Di certo qualcosa a questa squadra serve in ogni reparto. Segnano in tanti, dodici giocatori diversi, ma il bomber è un centrocampista come Valoti con sei gol. Ma anche a centrocampo serve qualcuno con un passo più rapido. Nagy ieri non è andato male giocando al posto dello squalificato Marin ma i tre play, gli altri sono Veloso e Barberis, per il momento non hanno inciso. E in difesa qualche tutela in più serve per evitare rischi.
La fotografia più bella della giornata è la corsa della squadra sotto la Curva Nord che tornava al completo dopo la riapertura, non ancora totale, della gradinata. Purtroppo però i tifosi sono entrati a gara in corso a causa dei controlli al prefiltraggio. Cancelli chiusi fino a pochi minuti dall’inizio della partita e tornelli che non funzionavano bene. File interminabili.  La curva si riempie definitivamente dopo mezz’ora dall’inizio della partita. Dispiace per i tifosi che sono i primi a soffrire per tutti i problemi dell’obsoleto stadio pisano. Sono loro quelli che ci mettono sempre la faccia e che non fanno mai mancare il loro sostegno al Pisa. Sono loro che hanno trascinato la squadra ad un successo che sa anche di liberazione.

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