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Il gioco stavolta c’è, ma al Pisa non mancano neppure i rimpianti

L'analisi di Ternana-Pisa 1-1. Tante belle cose: dal gioco al carattere, ma anche una distrazione fatale in occasione del gol. E tanta sfortuna. Si chiude però il peggior girone d'andata degli ultimi cinque anni.

Il Pisa pareggia per 1-1 a Terni ma esce dal Liberati con la consapevolezza di aver sviluppato un bel calcio. Non un possesso palla fine a se stesso ma un gioco armonico e per lunghi tratti dominante.

Tutto questo fa contrasto con il fatto che però senza le parate di Nicolas il Pisa sarebbe potuto tornare a casa anche a mani vuote. E sarebbe stato davvero ingiusto. Ovvio che le cose da migliorare restano al netto della sfortuna che mette a referto due legni e un gol annullato a Canestrelli per questioni di centimetri dopo il consulto al Var. Una posizione irregolare sfuggita all’occhio umano dell’arbitro Bonacina e degli assistenti. Non a quello della macchina.
Il passaggio ai brevilinei sulla trequarti, ritorno di Lisandru Tramoni e Arena accanto a D’Alessandro, è stato forzato dalla febbre di Mlakar e dalle non perfette condizioni di Valoti partito dalla panchina. Sono scelte però che hanno funzionato perché alla lunga la rapidità e la qualità dei piccoletti nerazzurri ha mandato in affanno i corazzieri della Ternana. Con gli esterni, Barbieri ed Esteves, sempre pronti a sovrapporre e alimentare l’azione. I varchi a lungo andare si moltiplicavano e le occasioni fioccavano.
E pensare che i primi della Ternana erano stati più aggressivi. Piccinini perdeva un pallone sanguinoso in favore di Falletti e faceva subito ammonire Marin. Rischiando di condizionare la partita del rientrante centrocampista romeno. Il Pisa però cresceva e proprio grazie a Piccinini costruiva sulla sinistra l’azione che porta al gol di Tramoni. L’assist del numero 36 è ottimo e sul tiro dell’esterno della Corsica diventa decisiva la deviazione di Lucchesi. Il Pisa da quel momento assume il controllo della partita ma nel primo tempo manca l’affondo decisivo in contropiede.
All’inizio del secondo tempo purtroppo c’è la distrazione fatale che costa il pareggio di Sorensen. Anche qui risulta decisiva una deviazione, quella di Luperini, ma anche il fatto di aver lasciato l’unica palla gol della partita al bomber Raimondo, sette reti finora, che trovava i riflessi di Nicolas ma dalla respinta arrivava il pari. Altro aspetto da migliorare è sicuramente l’approccio all’inizio dei due tempi.

Qui però si capisce che il Pisa non è quello visto fino a Catanzaro. Salvo rare eccezioni. Non è quella squadra che si butta giù al primo episodio a sfavore. Anzi, si butta all’attacco per vincerla. Con fame, cattiveria e gioco. L’ingresso di Nagy porta equilibrio al centrocampo e permette alla squadra di non far respirare la Ternana quando vuole ripartire.

L’azione del gol annullato a Canestrelli è da manuale del calcio. Peccato per il fuorigioco, di poco ma c’è, e peccato anche per Moreo che coglie in pieno la traversa. Poi prenderà anche un palo. Iannarilli quando non è salvato dalla fortuna è sempre attento. Decisivo poi sul nuovo entrato Valoti ( nella foto proprio l’attimo dopo l’occasionissima).

Ma in una gara che provi a vincere fino all’ultimo istante e chiudi con un centrale a fare il terzino sinistro, Hermannsson al posto dell’acciaccato Esteves, va a finire che rischi anche di perderla. Ed ecco che sale in cattedra Nicolas. Prima sul tiro ravvicinato di Casasola , poi sulla doppia conclusione di Lucchesi all’alba dei minuti di recupero.
Meritava di vincere  il Pisa, anche per dedicare la vittoria ai seicento tifosi al seguito, ma guardiamo il lato positivo. Uscire da due scontri diretti con quattro punti, Ascoli e Ternana, non è roba da poco. E stavolta, rispetto al vittorioso 1-0 con l’Ascoli, c’è stata anche la prestazione. Certo sarebbe stato meglio chiudere a 24 punti rispetto ai 22 con due sole lunghezze sulla zona playout.

E su questo non si può certo essere contenti. E’ il peggior girone d’andata dal ritorno in B del 2019-2020. Ma questa partita deve diventare benzina super per il nuovo anno. Con la speranza di rinforzare la squadra a gennaio. E permettere a quella che spessa abbiamo definito una squadra incompiuta di diventare una bella realtà della B. Con un allenatore giovane che per il momento paga il noviziato in panchina. Ma che ha idee. Adesso quelle idee devono concretizzarsi in maniera positiva.

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