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Pisa, una vittoria da squadra matura

Il successo per 2-0 sulla Sampdoria permette di guardare per il momento con meno ansia alla classifica. A pochi giorni dalla sfida con il Parma capolista.

Finisce 2-0 come all’andata. Anche stavolta il Pisa non dà scampo alla Sampdoria vincendo una partita tra due squadre che ieri erano esattamente a metà strada dall’inferno dei playout e il paradiso dei playoff.
Il biglietto della speranza di non scivolare in un campionato anonimo di metà classifica, o peggio ancora, lo stacca il Pisa. Ora a meno tre dalla zona playoff. Con merito, in una partita che va divisa in due parti. Il nulla accaduto per 45 minuti e quello che è successo dopo l’espulsione di Giordani. Per due falli ravvicinati su Barbieri. Il bello è che il Pisa nella ripresa ha sfruttato l’uomo in più capitalizzando al meglio il possesso palle e le azioni create. Senza perdere la testa e la concentrazione.
Quel primo tempo brutto, da parte di entrambe le squadre,  probabilmente è figlio di quella paura di non scivolare in basso che avevano Pisa e Sampdoria. Ma il Pisa ha meritato perché ha osato qualcosa in più. A cominciare dalle scelte di Aquilani, che era squalificato, che torna alla difesa a tre e irrobustisce il centrocampo confermando Touré, importante come a Cosenza, e puntando sulla qualità di Veloso. Con Torregrossa unica punta.
Nella ripresa la mossa vincente, e comunque prevedibile, visto l’uomo in più è stata propria quella di togliere Hermannsson per dare ancora più forza all’attacco con Bonfanti. Il nove stavolta non ha segnato, e si è mangiato un gol piuttosto facile, ma ha dato respiro e profondità alla squadra che finalmente ha trovato il centravanti d’area di rigore. Intendendosela bene sia con Torregrossa che con Arena, uno dei pochi a brillare anche nei primi 45 minuti.
I blucerchiati erano bravi a chiudere le vie centrali e il Pisa attaccava ma con intelligenza. Senza forzare ma cercando di far scoprire la squadra di Pirlo e provando ad andare più spesso sulle fasce anche. Per arginare la disposizione della Sampdoria, che fin quando ha retto Darboe ha detto la sua a centrocampo, sono servite due prodezze.

Quella di Caracciolo con palla all’incrocio (nella foto), seconda rete di fila per il capitano, e quella di Barbieri. Al primo gol in nerazzurro. Prodezze non frutto del caso ma di una pressione stavolta redditizia e non fine a se stessa. Soprattutto nel secondo gol c’è tutta la concretezza del mondo: lancio di Marin, sponda di Touré e tiro al volo di Barbieri nell’angolino. E stavolta anche Nicolas, tornato titolare dopo la squalifica, si esalta due volte sull’ottimo De Luca. La prima quando il vantaggio era di un solo gol.
Una vittoria voluta, arrivata nella pioggia e nel fango di un’Arena che, per validissimi motivi, si presentava in uno scenario grigio come il cielo del pomeriggio pisano. Poche urla in un silenzio assordante dove mancavano anche il grosso dei tifosi blucerchiati perché per venire a Pisa serviva la tessera del tifoso. Il tutto mentre la società continua il silenzio stampa. Per le ragioni note e che non toccano le questioni di campo. Un silenzio che probabilmente nel mondo dell’immagine e della comunicazione è un po’ anacronistico.

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