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Bel Pisa, ma gli errori clamorosi fanno la differenza

L'analisi di Parma-Pisa 3-2

Quella di Parma è una sconfitta che fa male per tanti motivi. Principalmente perché dopo una gara giocata a testa altissima in casa della capolista il Pisa paga a caro prezzo l’ennesimo errore decisivo di Nicolas in occasione del gol di Delprato. Che fa il pari con quello a porta di Torregrossa quando il punteggio era sempre sullo 0-0.
Risulta però più pesante la palla non trattenuta dal portiere brasiliano perché eravamo al 95′. Come contro il Cosenza all’andata il Pisa agguanta un pareggio nel recupero ma non riesce a resistere neppure una manciata di minuti. Segno che la gestione nervosa va migliorata. Un peccato perché la squadra meritava il punto. Lo sottolineano anche gli applausi dei quasi duemila tifosi nerazzurri al seguito.
E’ vero che nel secondo tempo la squadra è rimasta troppo schiacciata ma dopo il gol di Man a dodici minuti dalla fine avevano reagito bene. E pensare che nel primo tempo i nerazzurri avevano approcciato la partita nel migliore dei modi con un 3-5-1-1 solo sulla carta conservativo. Aquilani confermava nove undicesimi della squadra che ha battuto la Sampdoria ripresentando Calabresi, che aveva scontato un turno di squalifica proprio come il tecnico nerazzurro, e Valoti. Proprio l’ex Monza e Touré sono il collante tra la mediana e l’attacco dove Torregrossa è l’unica punta.
Pecchia invece presenta un Parma diverso da quello che ha vinto a Cittadella e iper offensivo con Mihaila, Bendyczak e Man a supporto di Bonny. E un centrocampo con Sohm e Bernabè. Tantissima qualità ma poca quantità. E nel primo tempo il Parma paga molto su questo aspetto.
I ritmi sono altissimi e non c’è un momento di pausa. Le emozioni non mancano e le occasioni ci sono su entrambi i fronti anche se quelle del Pisa sono più nitide. Calabresi, che protegge bene la spinta di Barbieri a destra, libera in area Touré che si vede respingere il tiro da Chichizola ma soprattutto Torregrossa mette fuori a porta vuota un assist di Valoti dopo un’azione da manuale dei nerazzurri.
Contro la prima della classe se non sfrutti certe occasioni la paghi cara e va da se che due minuti dopo Benedyczak gira di destro in rete un cross dalla destra di Delprato. Barbieri arriva con un attimo di ritardo ma c’è poco da rimproverargli. Il suo duello con Culibaly sulla destra è stato uno dei più belli della partita.
Lo svantaggio non spaventa il Pisa che torna a far gioco. Non solo possesso nella propria metà campo ma anche una spinta che mette alle corde la capolista. Con Touré che continua a recuperare palloni e a dare quella forza fisica che alla squadra mancava. Non è un caso che uno stacco in area del tedesco, su corner dalla sinistra di Veloso, porti al pari di Valoti. All’ottavo gol in campionato.
Nella ripresa Pecchia si accorge che non può continuare così e risistema il Parma. Mette dentro Estevez ed Hernani dando equilibrio al centrocampo. Fuori la punta Bonny, apparso sotto tono e di fatto annullato da Caracciolo e Canestrelli, e Sohm che ha sofferto la pressione di Marin e Touré. Aquilani invece tatticamente non cambia nulla e toglie Torregrossa per Bonfanti. La musica cambia anche se il Pisa fino alla mezz’ora tutto sommato riesce a tenere botta.
Il problema è che la squadra è troppo schiacciata e deve solo difendersi. I nerazzurri non riescono più a ripartire. Le energie sono in calo e lo sprinti di Esteves e Barbieri non è lo stesso del primo tempo. Bonfanti è lasciato solo la davanti e adesso il centrocampo è controllato dal Parma che si affida alle geometrie di Bernabè, giocatore che c’entra poco con la serie B e alla crescita esponenziale di Man. Charpentier porta più fisicità di Mihaila e qualche gratatcapo in più lo crea.
I cambi nel complesso fanno la differenza. In positivo per il Parma, in negativo per il Pisa. Specialmente quando esce Barbieri ed entra Beruatto. Esteves va a destra, comunque nel suo ruolo naturale, e il nuovo entrato a sinistra. A centrocampo Piccinini porta un po’ più di dinamismo di Veloso, comunque bravo nel primo tempo, e poi Moreo entra al posto di un esausto Valoti. Ma fino alla traversa di Man, al 32′ con deviazione proprio di Moreo, non aveva coso grossissimi pericoli malgrado il Parma abbia aumentato la pressione.
Al 37′ Man fa centro sfruttando un incertezza di Beruatto su un cross dalla sinistra. Nel male c’è che la rete subita riporta quanto meno la voglia di gettarsi in avanti al Pisa. Prima Moreo calcia alto un bell’invito di Piccinini, poi Lisandru Tramoni, subentrato dopo il gol del Parma ad esteves, guadagna una punizione sulla trequarti. Calcia Marin e stavolta è la difesa della capolista a restare ferma con Canestrelli che stacca indisturbato segna di testa il pareggio.

Sembra la foto perfetta a una splendida cornice. I tifosi esplodono di gioia, Aquilani corre in campo ad abbracciare il ragazzo che è cresciuto più di tutti in questa stagione e che non salta mai una partita( salo squalifiche). Un pari dove c’era di tutto. Il gioco bello del primo tempo e la sofferenza della ripresa. Al cospetto di una capolista degna di tal nome.
E invece no, ancora una volta il Pisa si butta via. Ancora una volta con un un’azione parte da un cross dalle sinistra come nell’occasione del secondo gol. E Nicolas purtroppo la combina di nuovo grossa. Come spesso gli capita nell’ultimo periodo. Peccato perché fin lì il portiere brasiliano aveva fatto il suo dovere. L’applauso finale dei tifosi è comunque meritato. Quanto meno per quello che la squadra ha dato in campo. Ma certi errori gratuiti non te li puoi permettere. Intanto va avanti il silenzio stampa. Ormai è un mese che i tesserati del Pisa non rilasciano dichiarazioni prima e dopo le partite. Eccetto i comunicati bocche sempre cucite.
L’ultima conferenza stampa post partita di Aquilani è quella dopo la vittoria di lecco. Un silenzio che non serve a nessuno. E adesso c’è da far punti nelle due gare di fila in casa contro Venezia e Modena ( quest’ultima nel turno infrasettimanale). Prima di tutto per tenersi lontano dalla zona playout. Tornata a cinque punti.

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