Una rivoluzione in termini di giocatori e modulo che non paga. Al di là del 2-2 con il Modena raggiunto comunque in un momento di estrema difficoltà, e va dato atto al Pisa di non aver mollato neppure in dieci, la squadra di Alberto Aquilani, fischiata alla fine come lo stesso allenatore, continua a non avere una vera e propria identità di gioco dopo 27 partite. Le colpe del mancato decollo sono anche figlie dell’ennesimo mercato di gennaio sotto tono, escluso l’ottimo arrivo di Bonfanti. La società continua il silenzio stampa. Un silenzio che non serve a nessuno. In un momento così difficile.
Un possesso palla che viene determinato quasi sempre nella propria metà campo, contro una squadra che ha tenuto molto più il possesso rispetto ai nerazzurri, e soprattutto troppi alti e bassi durante la partita. E le solite ingenuità. Tecniche e caratteriali. Contro il Modena dal folto centrocampo, Bianco adesso gioca con il 3-5-2, Aquilani è tornato al 4-2-3-1 cambiando ben sei uomini rispetto alla gara persa con il Venezia in pieno recupero.
Si sono rivisti dal primo minuto Piccinini e Barberis a centrocampo, poi infortunatosi e sostituito da Veloso, Beruatto sulla sinistra, Lisandru Tramoni e Mlakar sulla trequarti. Ma la grande novità è stata la promozione a titolare di Loria. Una delle poche note liete della serata visto che il vice di Nicolas si è comportato davvero bene con due parate decisive nel primo tempo. E stavolta la scelta è tecnica, e forse definitiva, dopo la gara giocata a Cosenza per la squalifica del brasiliano.
Il Pisa rivoluzionato ha gli stessi difetti di quello di sempre. Ritmo lento e difficoltà di creare occasioni. Dopo una mezz’ora in cui i nerazzurri non sono stati in grado di costruire occasioni una scossa positiva arriva nel finale. Prima Bonfanti anticipa tutti su corner di Veloso ma Seculin si salva d’istinto, poi Mlakar segna un gran gol su lancio dalla trequarti di Caracciolo.
Nella ripresa c’è subito un episodio che segna la partita. L’arbitro Minelli non estrae il secondo giallo a Santoro e poco dopo il Pisa subisce il pari con Abiuso che approfitta di una distrazione difensiva per battere Loria in uscita. Minelli poi butta giustamente fuori Valoti, già ammonito, per un fallo sotto i propri occhi.
E qui la partita cambia ancora con Aquilani che prova a ridare equilibrio togliendo un inconcludente Lisandru Tramoni per inserire Touré e Beruatto, anche lui non troppo brillante, per affidarsi a Barbieri. Sul contestatissimo gol dell’ex Strizzolo, prima tolto e poi dato, il terzino appare tenero in marcatura anche se c’è un fallo ai danni di Caracciolo.
Sembra tutto perduto ma il Pisa almeno ha il merito di reagire al cazzotto preso e segna su palla inattiva. Cosa che per fortuna inizia a diventare più frequente. Sempre con Canestrelli, come a Parma sugli sviluppi di una punizione di Marin, che di testa schiaccia in rete un corner da destra di Veloso. Per il difensore è il terzo gol stagionale. Sempre di testa, sempre su palla inattiva. Situazioni di gioco da non sottovalutare e da continuare a sfruttare, come quella dei lanci che possono sorprendere le difese avversarie, visto l’equilibrio che c’è in ogni partita.
E poi c’è il solito capitolo finale di sofferenza. Nei cinque minuti di recupero probabilmente c’è anche un rigore ai danni di Strizzolo e il Modena riesce anche a segnare con Riccio all’ultimo secondo gettando l’Arena Garibaldi nello sconforto. Il fuorigioco però è netto e stavolta Minelli fa la scelta giusta. Ma quanta sofferenza per tutti quei palloni che ancora una volta sembrano fare una danza macabra nei confronti di un Pisa attanagliato dalla paura di subire l’ennesimo gol da incubo. Paure comunque comprensibili. La classifica è lì a fare da monito. La zona playout è a soli due punti. E adesso c’è già da pensare al Cittadella.
Qui a Pisa continuiamo a dare numeri (4231, ma de che?) e a non fare punti.
Il rigore per Strizzolo sarebbe figlio di non so quale logica. Tutti si strattonano in area, ma non è che se uno si butta e accentua la caduta allora è rigore. La cosa assurda che un calcio in pieno petto non viene ammonito mentre un leggero tocco di Valoti seppur ingenuo con altra sceneggiata dell’avversario è costata l’espulsione…. questo non è calcio.