Pisa, vittoria pesante e meritata

L'analisi di Cittadella-Pisa 0-1. Quinta vittoria in trasferta per un Pisa che stavolta riesce a spuntarla nel finale. Frangente dove spesso ha pagato dazio. Successo meritato in una gara non spettacolare ma fondamentale per una classifica più tranquilla. Aquilani stavolta ha letto bene la partita.

Tre punti d’oro per un Pisa che espugna per 1-0 Cittadella, campo sul quale non vinceva da quasi 17 anni, e torna a vincere dopo tre partite in cui aveva raggranellato un solo punto.

E nelle quali però aveva perso nei minuti di recupero contro due big come Parma e Venezia. E pareggiato nel finale contro il Modena che adesso è ottavo, insieme proprio al Cittadella, con appena due punti di vantaggio sui nerazzurri.
Sì, perché questo è un campionato talmente pazzo che basta una vittoria colta a un minuto dalla fine in casa di una squadra che perde da otto partite di fila, compreso questa sconfitta con i nerazzurri, per portarsi a -2 dalla zona playoff e soprattutto a + 5 e + 6 sulle due squadre in zona playout.
Una vittoria sofferta ma estremamente meritata. Basti pensare che Loria non ha fatto una parata. E le occasioni dell’incontro sono tutte dei nerazzurri. A volte imprecisi nel ripartire ma più reattivi e vogliosi degli avversari.
Un Pisa al quale Aquilani ancora una volta ha cambiato volto portando Esteves a centrocampo con il  rientrante Marin, Barbieri a sinistra  e il rientrante Arena assieme a Lisandru Tramoni ad agire alle spalle di Moreo unica punta. Rinunciando inizialmente a Bonfanti.
Nel primo tempo c’è un solo vincitore in campo. La paura. Nessuna delle due squadre può sbagliare e le emozioni latitano. Troppi errori in fase d’impostazione da entrambe le parti. La noia regna sovrana ma comunque il Pisa combina qualcosa di più anche nei primi 45 minuti. Arena ci prova un paio di volte, al 38′ impegna Kastrati nella prima parata della partita, e soprattutto Mlakar, su intuizione di Tramoni, si divora il possibile vantaggio. Il lavoro di Moreo è prezioso nelle due fasi e porterà frutti anche nella ripresa.
Nella ripresa, dopo un gol giustamente annullato a Pandolfi, il Pisa va ancora più vicino al gol. Anche per errori degli avversari. Come al 12 quando Bonfanti, entrato a inizio del secondo tempo al posto di Mlakar, si trova un’autostrada davanti ma frena e poi sterza per saltare Negro concludendo sul fondo. Nell’occasione l’attaccante si sente tirare il flessore e deve uscire. Entra Touré e sarà fondamentale.
Il tedesco porta la fisicità che mancava e fa guadagnare metri alla squadra. Con lui in campo il Pisa riesce a frenare la freschezza del nuovo entrato Mastrantonio che quanto meno aveva dato alla squadra di Gorini un po’ più di brillantezza e filtro a centrocampo. Anche gli ingressi di Beruatto, già entrato a inizio secondo tempo al posto di Calabresi, e Piccinini sono utili. Il primo porta maggiore protezione alle continue discese di Barbieri, il secondo ci mette un po’ di vivacità al netto di una certa mancanza di freddezza in area. Soprattutto quando, dopo una sponda di Moreo si fa respingere da Rizza un tiro a porta vuota. Positivo anche aver rivisto D’Alessandro nel finale al posto di un Arena che si è ben comportato.
Stavolta Aquilani, spesso criticato, è stato bravo a non farsi prendere dalla frenesia di vincere e ha tenuto in campo un Pisa equilibrato. Un Pisa bravo a prepararsi il terreno giusto e sfruttare finalmente l’episodio a favore a un minuto dal novantesimo. La punizione di Barbieri vale tre punti d’oro. La corsa del terzino sotto il settore ospiti per la felicità del secondo gol in campionato è la giusta gratificazione per il ragazzo di proprietà della Juventus. Migliore in campo non solo per il gol pesantissimo.
E stavolta anche il finale è stato gestito meglio. Vittoria sacrosanta con bella dedica finale allo sfortunato Barberis che dopo l’infortunio al crociato del ginocchio destro dovrà stare fuori per tanto tempo. Battere la Ternana in casa nel prossimo turno, sabato 9 marzo alle 16,15, diventa fondamentale per blindare la salvezza. Senza perdere di vista chi sta davanti in classifica e non è troppo lontano.

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