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Le emozioni infinite del Pisa

L'analisi di Pisa-Palermo 4-3

Tu chiamale se vuoi, emozioni. Cantava Lucio Battisti nel 1970. E nel 4-3 del Pisa contro il Palermo le emozioni sono state infinite.
Sarebbe una tentazione enorme fare riferimento a un altro evento del 1970, finito sul punteggio di 4-3, ma sarebbe troppo. Se pensiamo alla portata storica. Se pensiamo a cosa vuol dire questa vittoria per chi ama questi colori , soprattutto per come è arrivata, nessuna iperbole può bastare. E’ il bello del calcio. Ci si esalta e ci si abbatte ad ogni battito di ali di una farfalla.

E nel pomeriggio di Pasquetta i battiti sono stati davvero tanti. Una vittoria che va al di là del fatto tecnico. In una gara infarcita, da entrambe le parti, di grandi giocate ma anche di errori, soprattutto nel primo tempo tempo su sponda nerazzurra, ma che il Pisa ha meritato di vincere perché ci ha creduto fino alla fine schiacciando il Palermo nella propria metà campo per tutto il secondo tempo.
Anche quando i rosanero non erano ancora in inferiorità numerica. Il doppio giallo a Gomes però non arriva per caso ma per merito di Valoti. Che gioca una gara di umiltà a centrocampo ed è una delle scelte tattiche più importanti della giornata.

Nel 3-5-1-1 iniziale Alberto Aquilani (nella foto mentre esulta alla fine) infatti aveva inserito sul centro destra il numero 27 invertendo le fasce con D’Alessandro a destra e Barbieri a sinistra. E il Pisa era anche partito forte colpendo un palo di carambola dopo un colpo di testa di Moreo e per 20 minuti aveva fatto la partita. Il primo paradosso del giorno arriva quando il Palermo segna uno splendido gol con Di rancesco, poi annullato dal Var, Il paradosso sta nel fatto che l’episodio invece di abbattere i rosanero li esalta e invece di dare ancora più fiducia ai nerazzurri li impaurisce in modo evidente. Da lì fino alla fine del primo tempo il Pisa commette una serie di errori in uscita e di posizionamento. Inoltre il Palermo è favorito dall’ingresso di Vasic per l’infortunato Coulibaly. Il nuovo entrato porta più verve al 4-3-3 di Corini e per il Pisa sono dolori. Colpisce Brunori su punizione e Lund in contropiede. Ma i demeriti dei nerazurri sono evidenti.
Nella ripresa Aquilani trova la mossa vincente. Toglie Barbieri, che aveva sfiorato il gol, e inserisce Beruatto riportando a sinistra D’Alessandro. La musica cambia soprattutto perché Esteves inizia a fare la differenza in mezzo al campo. Recitando da protagonista il nuovo ruolo di mezzala che gli sta ritagliando Aquilani. Proprio Esteves calcia il corner corto per Beruatto che vede in corridoio D’Alessandro che salta secco un avversario e segna un gol bellissimo con il destro a girare.

Adesso è il Palermo a d avere paura e va da se che poco dopo arriva il pareggio di Bonfanti, se non segna c’è un rigore per un tocco di mano su cross di Marin, e a stretto giro di posta l’espulsione di Gomes. L’inerzia è tuta dalla parte del Pisa che finalmente verticalizza e impone il suo gioco. Ci prova anche da lontano ed è estremamente incisivo e forse merita anche un rigore a favore. Ma spesso nel calcio avviene l’imprevedibile. Quando il vantaggio sembra solo questione di tempo è ancora il Palermo a passare con il rigore di Brunori nato da un pasticcio difensivo suggellato dal tamponamento in area di D’Alessandro su Vasic. Tutto da rifare.

Ed ecco che il romanziere di questa partita scrive la pagina più bella. Aquilani stavolta spende tre cambi sia perché ci crede ancora ma anche perché è costretto a giocarsi il tutto per tutto a tredici minuti dalla fine. Entrano Torregrossa, Matteo e Lusandru Tramoni. E qui il buon Matteo sale in cattedra. Fermo da sette mesi dopo l’infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro va subito in gol sul solito corner corto di Esteves. Lasciato solo da un Palermo costretto a riempire l’area e a dare più spazio per l’inferiorità numerica.
La storia si ripete a pochi istanti dal novantesimo. Cross di Esteves a centro area, respinta corta della difesa e Matteo Tramoni anticipa Segre e segna ancora. Sotto la Nord tornata al completo. L’Arena esplode in un boato che può cambiare la storia di questo campionato passato sull’altalena. Dopo i sette minuti di recupero si può far festa. Con merito perché il Pisa ha creato di più, ha tirato di più in porta e soprattutto ci ha creduto maggiormente. Emozioni per tutti. Anche per il patron Alexander Knaster che finalmente può esultare dalla tribuna d’onore. Anche per Aquilani che alla fine si è anche un po’ emozionato per questo primo successo in rimonta della sua squadra.

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