Il Pisa c’è, i segnali sono importanti

L'analisi di Pisa-Reggiana 2-1. La squadra di Inzaghi stramerita la vittoria ed ha già un'identità ben precisa, al netto di alcuni dettagli importanti da migliorare per crescere ancora. La strada però sembra quella giusta.

Un Pisa che brilla ancora nella notte dei pisani alle Olimpiadi e piega 2-1 la Reggiana. La squadra di Inzaghi per il momento è scattata alla Marcel Jacobs. La serie B  non è come fare  i cento metri ma è una Maratona. Però la corsa e la voglia di faticare non mancano certo ai nerazzurri.

Cinque belle prestazioni, compreso la vittoria per 3-0 in  Coppa Italia a Frosinone, sono un segnale importante. Agosto è stato un mese magico. E  non è calcio balneare. Zero sconfitte in cinque gare ufficiali e sosta che arriva nel momento migliore della squadra. Quanto meno per l’entusiasmo che si vede in campo. Servirà comunque. Per inserire Abildgaard, mentre Morutan purtroppo lo vedremo a gennaio, e recuperare Lind.
I tifosi sognano. E’ giusto così. Anche perché quello che piace di questa squadra è lo spirito di gruppo al di là degli otto punti conquistati sul campo, in attesa del ricorso fatto dai nerazzurri per Cittadella, in quattro partite. Tutti si aiutano, tutti corrono e lottano. Connotati che sono in cima alla lista delle preferenze dei tifosi pisani. Al netto di alcuni dettagli da mettere a punto se si vuol recitare un campionato da protagonisti.
Anche ieri sera chi ha tenuto palla ha perso. La Reggiana ha toccato percentuali del 65% ma a Pisa ha conosciuto la prima sconfitta stagionale. Il Pisa ha meritato, più di quanto dica il punteggio, perché ha saputo come prendere il toro per le corna prima e come dominare in lungo e in largo, soprattutto nella prima parte del secondo tempo, prima del finale.
La Reggiana per poco più di 20 minuti ha controllato bene ma alla prima occasione il Pisa ha fatto centro. Non può essere un caso se succede per la terza gara di fila. Marin palleggia elegantemente e poi verticalizza, parola che Inzaghi ha impresso a chiare lettere nei suoi comandamenti, per Tramoni che controlla e sena un gran gol di sinistro.
E’ la prima svolta della partita che si mette nei binari che piacciono al Pisa. Il pressing non dà respiro al calcio manovrato della Reggiana. Marin è dappertutto, Piccinini è diligente, Touré e Beruatto presidiano bene le fasce.  Calabresi torna a fare il braccetto a destra con Canestrelli centrale e Giovanni Bonfanti sul centro sinistra.

La prima senza Caracciolo, che entra nel secondo tempo, non cambia il modo di difendere del Pisa con gli esterni di centrocampo che aiutano sempre.  Gli ospiti si vedono solo nel finale di tempo con un tiro di Vergara respinto con difficoltà da Semper, il portiere nerazzurro subito dopo è reattivo su Reinhart nella parata più difficile dell’intera partita.
Un attimo prima era stato decisivo Bardi su Bonfanti dopo che l’attaccante aveva messo a sedere Reinhart su intuizione di Tramoni. Nella ripresa il Pisa parte a mille all’ora e non toglie il piede dall’acceleratore. Tramoni sfiora il bis, poi Bonfanti raddoppia già al 4′. Il Pisa mette in fila almeno cinque occasioni importanti e tante potenziali situazioni da gol. Il dominio è asoluto, ma non concretizzato.
Bardi si riscatta su Moreo e a Tramoni viene annullato un gol, su assist di Moreo, per un tocco di mano di Bonfanti. Primo dettaglio da migliorare è proprio quello di sfruttare melio la mole di occasioni. Sette gol in quattro partite sono tanti, il Pisa è miglior attacco con la Salernitana che stasera gioca a Mantova, ma troppo spreco può essere pagato caro.
Una Reggiana fuori dal match ci rientra a 13 minuti dalla fine con un colpo di testa di Sersanti che anticipa Canestrelli su un calcio d’angolo battuto da sinistra. Altro dettaglio da migiolrare è quello sulle palle inattive. Tre dei quattro gol subiti arrivano su questo fondamentale.
La stanchezza, il peso degli errori in attacco e la paura di essere beffati rischiano di subentrare. I cambi stavolta non fanno la differenza come nelle altre circostanze. Il Pisa si chiude un po’ troppo ma tutto sommato tolto un colpo di testa dell’ex Rozzio finito sul fondo non ci sono occasioni particolari per la Reggiana. Anche se il fischio finale è una liberazione, nonostante la squadra non abbia mai rinunciato ad attaccare anche nel finale.
Le cose positive sono tante. Il gioco in verticale prima di tutto. Il fatto che gli attaccanti vengono a prendersi palla sulla trequarti e la giocano per i compagni è un dato da sottolineare. Non c’è mai egoismo. La condizione fisica è molto buona. Più di un’ora abbondante giocata a tavoletta non è una cosa da sottovalutare. Insomma, il Pisa delle prime cinque uscite è un corpo unico con il suo allenatore. Con tanti pregi e quei dettagli da migliorare. Per continuare a volare.

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Raffaele
Raffaele
1 anno fa

Grande Superpippo e Magico Pisa 🖤💙

Michele
Michele
1 anno fa

Concordo su tutto … 🖤💙

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1 anno fa

Concordo.⚫🔵

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