Riceviamo e pubblichiamo il Comunicato firmata dalla Curva Nord Maurizio Alberti.
“La nostra protesta messa in atto la scorsa domenica a Salerno, come scritto erroneamente da molti nei giorni seguenti, non ĆØ stata assolutamente una presa di posizione contro il Var, anche se questo fa parte di un calcio sempre più distante da noi, un calcio āmodernoā contro il quale abbiamo sempre combattuto e combattiamo ancora oggi, cercando di poter esprimere, fino a che sarĆ possibile, il nostro pensiero.
RISPETTO. Questo ĆØ quello che ĆØ mancato. E la mancanza di rispetto, non solo nei nostri confronti, ĆØ stata il solo ed unico motivo per cui abbiamo deciso di abbandonare lo stadio Arechi.
Che questo rispetto verso il tifoso, soprattutto verso chi segue la propria squadra dagli spalti, non ci sia quasi più, ĆØ sotto lāocchio di tutti. Giorni e orari improponibili, prezzi dei biglietti sempre più altiā¦ed ĆØ solo per fare qualche esempio.
Circa 600 persone provenienti da Pisa si sono aggiunte ad altre 15.000 persone del posto. Abbiamo fatto il nostro ingresso sugli spalti alle 14:30, con la squadra che stava facendo il consueto riscaldamento prepartita. Alle 15:00, orario ufficiale di inizio, ci ĆØ stato comunicato, a mezzo altoparlante, che la gara sarebbe iniziata con mezzāora di ritardo, quindi alle 15.30, per problemi dovuti al VAR. Dopo un poā di attesa ĆØ arrivata una seconda comunicazione: il problema era in via di risoluzione ma lāinizio sarebbe slittato ulteriormente. Solamente poco dopo le 16:00 ĆØ stato comunicato dallo speaker che la partita sarebbe iniziata alle 17:30. Durante quelle ore ĆØ iniziato il classico tam tam per avere notizie più certe e veritiere. Dalla ricerca sui vari siti sportivi, dagli amici degli amici, dal passaparola.
Non sapevamo nemmeno se il non poter giocare una partita senza Var (come sempre successo fino a pochissimi anni fa), fosse una regola della Lega oppure una richiesta da parte di una o di entrambe le società . Tutte cose che abbiamo saputo perché ci siamo dovuti documentare. Collegandoci ai vari siti, cercando le varie news, tramite i nostri telefonini.
NESSUNO si ĆØ preoccupato che qualcuno potesse avere delle difficoltĆ per rientrare a Pisa con lo slittamento dellāorario di 2 ore e mezzo. NESSUNO si ĆØ avvicinato a noi dandoci una spiegazione, anche solo per chiedere ātutto bene???ā. Eppure, eravamo lƬ, a due passi. Gente in viaggio dalla mattina, di varia etĆ ed estrazione, come sempre, a pochi metri da chi gestiva o sapeva le cose.
āIl Var non va e quindi al momento non si giocaā. La comunicazione, fredda e distante, ci arrivava da una voce di qualcuno che parlava dallāalto. Ci siamo sentiti burattini, un elemento di contorno. Una cornice di un quadro che dimentichi quando esamini il ācontenutoā. Siamo sicuri che le nostre esigenze non siano mai entrate nelle discussioni sul da farsi.
Vogliamo ricordare, a tutte le componenti che ci hanno mancato di rispetto, che sia il singolo ultras che qualsiasi altro spettatore pagante ĆØ, in primis, una persona. In grado di avere una propria idea e magari di fare una scelta. Quindi un essere pensante. Qualsiasi decisione altrui può condividerla oppure no. Perlomeno metteteci in grado di poter āsapereā, perchĆ© ognuno poi si comporterĆ come ritiene giusto. Siamo stati lasciati lƬ come bambini a un compleanno mentre i genitori parlano tra grandi e decidono a che ora si mangia la torta. Le uniche notizie, lo ripetiamo, sono arrivate dallo speaker dello stadio.
Come ultras non chiediamo vantaggi nĆ© per noi nĆ© per i semplici tifosi. Ma non ĆØ nemmeno giusto che non si sia più guardati come un elemento da considerare quando si parla di calcio o situazioni collegate. Siamo diventati lāultimissima ruota del carro. Anzi, del carrozzone. Abbiamo voluto semplicemente ricordare che dal carrozzone si può anche scendere. Il rispetto per noi conta più di una partita o di un risultato”.
Sicuramente commenti fatti da chi preferisce la poltrona allo stadio ā¦. Continuate a stare in poltrona !
Boia che commenti, allora va bene essere trattati cosƬ senza sapere nulla quasi fino al fischio d’inizio quando poi c’ĆØ da farsi 600km per tornare a casa e il giorno dopo andare a lavorare … bastava un minimo di info in più a tutti
Ć da tempo che sembrate un po’ stanchi, forse ĆØ l’ora di passare la mano.
L’ufficialitĆ era arrivata dallo speaker, non capisco cos’altro avrebbero dovuto fare. Scusate, dobbiamo giocare oppure no? Forse era questa la pretesa? Non sono l’ultima ruota del carro, nessuno lo ĆØ, ma ergersi sul pulpito del protagonismo anche no.