Il calcio italiano è in lutto per la morte di Totò Schillaci. E’ stato l’uomo simbolo di Italia 90.
In quel mondiale Schillaci diventò l’eroe che non ti aspetti. Partito dalla panchina arriverà a conquistare il titolo di capocannoniere segnando sei reti. Andò in gol contro Austria, Cecoslovacchia, Uruguay, Eire, Argentina e nella finale del terzo e quarto posto vinta 2-1 contro l’Inghilterra. Un exploit che non portò al titolo mondiale perché l’Italia di Azeglio Vicini perse la semifinale di Napoli ai rigori contro l’Argentina di Maradona.
Schillaci è stato anche capocannoniere della serie B nel 1988-89 con il Messina, 23 reti, ed ha giocato in serie A con Juventus, con cui ha vinto una Coppa Italia e una Coppa Uefa nel 1989-90, e Inter, prima di andare a concludere la carriera in Giappone al Jubilo Iwata, tra il 1994 e il 1997, a soli 32 anni. Da avversario del Pisa segnò un gol in Juventus-Pisa 4-2 del 19 maggio 1991. Ultima gara in trasferta nella storia dei nerazzurri in serie A.
Amatissimo dalla sua Palermo, dove era nato l’1 dicembre 1964, e dalla sua Sicilia che durante il mondiale del 1990 era letteralmente impazzita di gioia per le sue gesta.
LEGGI L’ARTICOLO