Pisa, sprecare meno e non abbassarsi troppo nel finale

Il 2-2 con il Cosenza mette a nudo pregi e difetti dei nerazzurri. Tante azioni importanti ma anche qualche spreco di troppo, rigore compreso. E il calo finale con una gestione dei cambi che non ha pagato. La squadra è comunque seconda da sola.

Per la seconda gara di fila il Pisa subisce gol nel finale.
Fin qui era accaduto solo a Salerno ma con la vittoria al sicuro. Prima la beffa di Carrara, poi quella dell’eurogol di Fumagalli che costa il 2-2 con il Cosenza. Il Pisa avrebbe meritato di vincere, lo ha ammesso anche il tecnico del Cosenza Alvini, ma ha buoni motivi per fare autocritica.
La giornata era iniziata nel migliore dei modi con un gol di Lind dopo cinque minuti su cross da sinistra di Vignato. Non è un caso neppure che il Pisa spesso e volentieri sblocca per primo le partite. E può gestirle.

Il Cosenza ha reagito e ci ha provato Ricciardi, parata in due tempi di Semper, e con un tiro largo di Rizzo Pinna ma quando il Pisa ha accelerato, almeno per un’ora abbondante di gioco, riusciva a d essere pericoloso. Gli ospiti tenevano palla, 66%, ma il Pisa sapeva come far male. Il raddoppio di Piccinini metteva un altro mattone sulla partita. E nel finale di tempo il Pisa sfiorava ancora il gol con Canestrelli, su cross di Angori da cui era partito il cross del raddoppio, e poi con Giovanni Bonfanti che si fa respingere un tiro da Micai dopo una splendida azione in velocità orchestrata da Vignato a sinistra e rifinita per vie centrali da Piccinini. Proprio Giovanni Bonfanti è stata un po’ la grande sorpresa dell’undici iniziale tornando titolare dopo sette partite in panchina.
L’inizio del secondo tempo è per certi versi più arrembante della fine del primo. Micai deve respingere un tiro di Vignato e poi Arena, con una serzata delle sue, si guadagna un rigore. Ed è qui che un passo alla volta inizia a cambiare la partita. Marin va deciso sul pallone, poi calcia toccando due volte la sfera. Come da regolamente non vale e si riparte con una punizione. Il Pisa poteva ancora segnare ma Arena, dopo l’ennesima cavalcata di Lind, calciava verso il primo palo coperto da Micai.
La partita è cambiata anche tatticamente perché i cambi di Alvini risultano, a conti fatti, più efficaci di quelli di Inzaghi. Moreo non è ancora al meglio e fa quel che può subentrando al posto di Arena. La squadra però inizia a fare fatica e a calare un po’ i ritmi anche perché al 70′ ha fatto un solo cambio, e chi uscirà dopo sarà un po’ cotto, mentre il Cosenza ne aveva fatti già quattro. Alla prima vera occasione gli ospiti tornano in partita con un una bella girata di Mazzocchi, che fin lì non si era visto, su cross di Caporale.

Adesso l’inerzia cambia in modo definitivo. Anche perché gli ingressi di Nicholas Bonfanti per Lind e Hojholt per Vignato non portano benefici. Il Bonfanti attaccante, anche per carattersitiche fisiche, non riesce a fare lo stesso lavoro di Lind e Hojholt toglie quel pizzico di fantasia e verticalizzazioni che poteva dare ancora Vignato anche se i compiti da fare in quel momento erano principalmente difensivi. Entrano anche Abildgaard e Rus per Piccinini e Calabresi. Alvini mette anche Fumagalli per aumentare la pressione. E’ vero come ha detto Inzaghi, che Semper non ha dovuto fare parate clamorose ma è altrettanto vero che il Cosenza nel finale è riuscito a mettere il Pisa prima all’angolo e poi al tappeto con un gol di pregevole fattura proprio di Fumagalli , splendido tiro al volo di destro, quando ormai scorrevano i titoli di coda.
Il Pisa è secondo ma l’amarezza per non aver portato a casa i tre punti è tanta. Da una parte c’è comunque la consapevolezza che sotto il profilo del gioco abbiamo rivisto il solito Pisa versione casalinga. Era una risposta importante dopo il ko di Carrara. Dall’altra però il finale di gara si poteva gestire un po’ meglio e con minor affanno. Merito al Cosenza che è la seconda squadra, dopo lo Spezia, a segnare due gol all’Arena. E merito per averci creduto fino in fondo.

Ma fondamentalmente è il Pisa, con rispetto per avversari che sono al settimo risultato utile di fila e senza il – 4 sarebbero in zona playoff, ad aver buttato via una partita che sembrava avere in pugno. Prima sprecando troppe occasioni, poi mostrando un po’ il braccino. Il secondo posto in classifica è lì a testimoniare che il percorso fatto resta ottimo ma per restare lassù bisogna prima di tutto recuperare in fretta gli assenti, ieri si è fatto male anche Abildgaard al ginocchio, per avere così una rosa di nuovo completa. E andare a Mantova con la solita personalità vista per oltre un’ora con il Cosenza.

Redazione

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1 Comment
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Paolo
1 anno fa

Sono d’accordo, Vignato non andava sostituito, stava facendo una buona gara e fin qui ha giocato poco e così la fantasia della squadra è stata ridotta a zero; a meno che non abbia avuto un problema fisico,ma non sembra. In ogni caso giocare l’ultima mezz’ora in quel modo è assurdo, eravamo la squadra più forte e si giocava in casa invece sembrava il contrario….

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