Se il calcio è seguito da miliardi appassionati nel mondo non lo è certo per tatticismi e moduli ma per le emozioni e gli stati d’animo che spesso cambiano nel giro di novanta minuti. Come un sali e scendi sulle onde della California su una tavola da surf.
La vittoria del Pisa per 3-2 a Mantova è stata prima di tutto questo, emozioni allo stato puro. Ma è stata anche bel gioco e tecnica. Merito di entrambi e le contendenti. Grandi gol e qualche errore su entrambi i fronti. Il successo dei nerazzurri, prima squadra ad espugnare Mantova, è meritato.
Per prima cosa la squadra di Inzaghi ha approcciato la partita come Patrick Swayze e Keanu Reeves approcciavano le onde in Point Break. Al contrario del bellissimo film del 1991 di Kathryn Bigelow non c’è un solo punto di rottura nell’arco dell’incontro. Il Mantova prova come sempre a costruire dal basso ma il Pisa glielo impedisce perché va ad aggredirlo alto e una volta che prende palla punta dritto all’obiettivo.
Dopo un paio di occasioni mancate il Pisa passa approfittando di un rinvio sbagliato di Radaelli. La carambola con Touré favorisce il gol di Angori ma la rete è meritata. Il Pisa in avvio ha riempito la trequarti avversaria di giocatori ed è riuscita a fraseggiare in mezzo al traffico. Arena folleggia, Moreo ricama e Lind segna in allungo. Il raddoppio è servito già dopo 12 minuti. Il danese corre da Nicholas Bonfanti. E’ la fotografia più bella di questo gruppo.
Una volta passata l’onda c’è da gestirla. E il Pisa per un quarto d’ora lo fa in maniera perfetta ma quando sprechi il colpo del ko, Piccinini su assist di Moreo, l’onda rischia di scatenarsi contro di te. Ed ecco che Bragantini, un tipo interessante che svaria tra la mediana e la fascia destra, va via in velocità e serve una gran palla a Mancuso che riapre i giochi.
Nella ripresa Inzaghi toglie Marin, già ammonito, e inserisce Hojholt. Il passo del Pisa è più lento e il Mantova, che fa possesso palla ma non è monotono e noioso nella manovra, inizia a prendere campo. Entra anche Calabresi per Touré, anche lui ammonito, sulla destra. Il Mantova però pareggia con un tiro da fuori di Mancuso, servito ancora da Bragantini. L’onda sembra sbattere ancora una volta in faccia al Pisa. Ma è in questo momento che i nerazzurri dimostrano la loro forza.
Soffrono, Mancuso coglie la parte superiore della traversa, ma non mollano. Lind è un vero punto di riferimento, Angori è un esterno che riesce sempre ad essere una spina nel fianco e Moreo è il solito uomo ovunque. Cosa gli vuoi dire a uno così, tanto più che si mette in testa anche di decidere la partita con un mancino al volo che diventa il definitivo punto di rottura del match. Merito anche di Lind che con un Do di petto lo manda a rete.
Il finale è sofferenza, istinto, irrazionalità. E un bell’intervento di Semper. Il Mantova resta in dieci per l’infortunio del neo entrato Ruocco, i cambi sono finiti, ma anche il Pisa zoppica. Lo stesso Inzaghi ha finito i cambi (sono entrati anche Tramoni, Abildgaard e Beruatto). Per questo motivo Piccinini e Giovanni Bonfanti restano in campo con i crampi. Alzi la mano chi non ha temuto la beffa alla luce delle gare precedenti. Stavolta però Debenedetti non prende le sembianze di Bouah e Fumagalli e anche se fa tutto nel modo giusto non fa gol. E il Pisa di Super Pippo, che ha surfato nell’area tecnica per 96 minuti, resta sulla cresta dell’onda.