Pisa, la ciliegina su un girone d’andata superlativo

L'analisi di Pisa-Sassuolo 3-1. Nerazzurri superiori nello scontro diretto a livello tattico, fisico e mentale. Una vittoria che arriva a metà di un percorso che parte dal ritiro di Bormio.

Con il 3-1 al Sassuolo il Pisa mette il punto esclamativo sullo straordinario cammino fatto finora.
Quaranta punti in tutto il girone d’andata rappresentano per il Pisa un record nell’era dei tre punti nei campionati di B a 20 squadre. Con Ventura nel 2007-2008 i nerazzurri chiusero la prima parte della stagione con 42 punti ma le squadre erano 22 e le giornate 21 e non 19 come quelle attuali. Alla diciannovesima quel Pisa aveva conquistato 38 punti. Sono numeri che rendono l’idea di quanto è stato straordinario il percorso fatto dalla squadra di Filippo Inzaghi in questi mesi.
Bene ha fatto il tecnico a dire alla squadra prima di scendere in campo, come ha raccontato a fine partita, di pensare a quando nei giorni di ritiro a Bormio è iniziata questa splendida avventura. In pochi, per non dire nessuno, davano il Pisa come protagonista di questo torneo. Lui, Super Pippo, ci credeva eccome. Era convinto che tanti di quei giocatori che erano qui nelle ultime due stagioni non valessero un tredicesimo e un quattordicesimo posto. Il Pisa di oggi ha solo sette punti in meno di quello di due anni fa e sei in meno di quello dell’anno scorso nell’arco di un intero campionato.
Inzaghi però non fa il mago ma l’allenatore.

Ha capito cosa serviva e fin da subito si è intuito come la musica fosse cambiata. Già dalle amichevoli e poi dalla Coppa Italia e  dalle prime imprese in campionato. Con l’unica costante che, come in passato, non sono mancati gli infortuni pesanti. L’assenza di Esteves e Leris non si è fatta sentire perché Inzaghi ha trasformato Touré in esterno sinistro. E il tedesco è stato uno dei grandi protagonisti della vittoria con il Sassuolo.
Bisognava ricordare parte del percorso fatto per far capire la grande rilevanza di questo 3-1. Il Pisa non ha sconfitto solo la capolista del campionato, ha sconfitto una squadra che in B potrebbe essere solo di passaggio dopo 12 campionati di fila in A e anche una qualificazione in Coppa Uefa. Una squadra che nella passata stagione è stata l’unica a battere l’Inter campione d’Italia, per ben due volte, e che sul lato destro presenta un campione d’Europa del 2021 come Domenico Berardi.
La giornata storta del numero 10 è una delle fotografie dell’indimenticabile Boxing day nerazzurro. Il Pisa l’ha vinto, anzi stravinto, perché al palleggio del Sassuolo ha opposto intelligenza tattica e la pazienza di aspettare il momento giusto. Passando anche per soluzioni diverse dal solito. Sfruttando pure le palle inattive, cosa sulla quale sta lavorando tantissime. Inzaghi ha azzeccato tutte le mosse. A cominciare da Rus che doveva limitare Laurienté. Ci è riuscito perché l’unico guizzo del francese è arrivato con quel gol in fuorigioco.
Il primo gol del Pisa è un manifesto del calcio in verticale di Inzaghi: Canestrelli avvia l’azione dalla difesa per Moreo che lancia subito in corridoio per Tramoni, il numero undici mette a sedere Moldovan e appoggia in rete. Tre passaggi e il Pisa va in gol. Lo sognava Antonio Toma 19 anni fa in serie C. Qui però non si sogna. E’ tutto vero. Il Pisa da lì in poi fa capire che con troppa superbia non si vincono le partite. Il Sassuolo, dopo la respinta di Semper su Boloca, gioca al limite del lezioso. Cosa proibita con una squadra concreta come il Pisa. Una che va dritto all’obiettivo per cui è nato il gioco del calcio. Ovvero fare gol.
Il raddoppio di Touré arriva dopo uno schema sugli sviluppi di un corner con Marin che serve il tedesco dopo il cross di Tramoni. Nella ripresa non cambia il copione. Moreo e Lind sono due punti di riferimento incredibili. Attaccanti e primi di fensori. E poi c’è lui, il folletto della Corsica che si prende anche lo sfizio di segnare di testa (nella foto) su cross di un Angori le cui azioni salgono in maniera vertiginosa che sembra di stare a piazza affari. L’unico errore il Pisa lo commette al 25′ quando su un lancio lungo è troppo schiacciato in difesa ed arriva la frittata che porta al gol di Pierini. Ma, al contrario della gara pareggiata 2-2 con il Cosenza, non c’è nessun braccino. Un brivido su un cross del nuovo entrato Pieragnolo sul quale Laurienté arriva con un attimo di ritardo e nulla più.
Vittoria strameritata. sotto tutti i punti di vista. Tatticamente perché Inzaghi ha letto la partita meglio dell’amico Fabio Grosso, lasciando il palleggio al Sassuolo e facendo le cose giuste al momento giusto. Aumentando la pressione quando era giusto farlo e mettendoci meno foga di altre volte nell’attaccare ma con tanto cervello. Agonisticamente la squadra è apparsa più in palla. Touré si potrebbe portare a casa la fascia destra da quanto l’ha percorsa, Marin e Piccinini non solo hanno corso più dei rivali ma ci hanno messo anche qualità. Soprattutto Marin che da quel punto di vista sta crescendo tantissimo.

Soprattutto il Pisa ha vinto perché ha avuto decisamente più fame di un’avversario che sa di essere più forte di tutti ma ha pagato dazio, come quasi tutti, all’Arena Garibaldi. Dove il Pisa con 24 punti è imbattuto. Adesso testa a Genova, contro la Sampdoria,  dove il Pisa dovrà essere quello formato casalingo o anche formato trasferta quando affronta le big o presunte tali.

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