Pensate per un attimo di tornare indietro con la macchina del tempo ai pomeriggi degli anni Ottanta.
Per chi c’era non deve essere solo un’operazione nostalgia. Per chi non c’era invece ĆØ bello immaginare, almeno per una domenica senza calcio come questa, un calcio più popolare e fatto di riti. Non tanto le partite alla stessa ora, la radiolina quando si gioca in trasferta e il panino con la mortadella mentre fai la fila allo stadio. Ma il fatto che il calcio, almeno fino ai primi anni Novanta, oltre ad essere un grande romanzo italiano, con esaltazione e drammi, era uno dei più grandi centri di aggregazione per i giovani.
Pisa era una di quelle cittĆ che si identificava maggiormente con il rito dello stadio. Cosa che avviene ancora oggi ma in modo diverso. Questo si a causa di orari improponibili per chi lavora. Basti pensare cosa ĆØ stata l’Arena contro il Sassuolo nella prima delle due giornate di fila in B B disputate in un giorno solo.Ā La magia del recente Santo Stefano, con il 3-1 alla capolista, era praticamente la stessa perĀ tutte quanteĀ le gare della stagione. O quasi.
Ecco che la mente in un giorno senza pallone torna indietro ad alcune prime partite dell’anno targate anni Ottanta. Scelgo cinque istantanee. La prima ĆØ un doveroso, e meritato, omaggio ad Aldo Agroppi. Il 3 gennaio del 1982 infatti il Pisa inizia l’anno con il piede giusto. I nerazzurri guidati dal tecnico di Piombino, promossi in A a fineĀ stagione, battono per 3-0 il Lecce con tre gol tutti nel primo tempo. Apre Casale, raddoppia Bertoni e poi completa l’opera ancora Casale. Una determinazione che ricorda quella che vediamo nel Pisa di oggi.
L’8 gennaio 1984 il Pisa conquista il suo primo successo del campionato proprio nell’ultima giornata del girone d’andata di serie A. I nerazzurri di Luis Vinicio espugnano l’Olimpico nello scontro diretto contro la Lazio grazie ad un bel colpo di testa di Arturo Vianello al 39′ del primo tempo su corner di Sorbi. Il Pisa conquista tanti pareggi ma ottiene appena tre vittorie in tutto il torneo, quella dell’Olimpico resterĆ l’unica in trasferta, e torna in serie B.
Il 6 gennaio del 1985 però la musica è diversa. Il Pisa allenato da Gigi Simoni piega per 1-0 il Genoa con un gol di Volpecina e conquista il sedicesimo risultato utile di fila. Record nella storia dei nerazzurri, anche perché la striscia si ferma a 16 visto che la domenica seguente il Pisa viene sconfitto per 2-1 a Catania. Con la vittoria sul Genoa il Pisa consolida il primo posto in classifica che sarà confermato anche a giugno, 50 punti come il Lecce, che valgono il pronto ritorno in serie A.
Probabilmente l’inizio d’anno più bello resta quello del 5 gennaio 1986. A Pisa arriva l’Inter di Mario Corso. Squadra ricca di campioni come āspilloā Altobelli, āKalleā Rummenigge e il pisano Marco Tardelli ma non ancora un vero collettivo. Squadra data come favorita per lo scudetto ma che ben presto abbandona i sogni di gloria. Quel giorno però sono più i meriti del Pisa che, trascinato da unāArena Garibaldi strapiena, riesce nellāimpresa di vincere nonostante lāinferioritĆ numerica per lāespulsione di Ferruccio Mariani.
Decisivo il gol dāautore segnato da Paolo Baldieri (nella foto) al quarto dāora della ripresa. Lāazione ĆØ da manuale del calcio: lancio di Giovannelli da centrocampo, Kieft prolunga di testa per Berggreen che sempre di testa serve di prima Baldieri che da fuori controlla di petto e poi con il destro supera Ferri con un pallonetto e di sinistro la manda allāincrocio alla sinistra di Zenga proteso in tuffo. Non sarĆ la prima e neppure l’ultima volta che “L’Uomo ragno” incassa un dispiacere sportivo contro il Pisa. E’ l’1-0 decisivo. La Gazzetta dello sport del 6 gennaio titola cosƬ: “Inter, vergognati! Il Pisa la batte in 10 con Baldieri”.Ā Il Pisa di Vincenzo Guerini vincerĆ anche in casa del Napoli di Maradona sette giorni dopo, facendo contenti i tredicisti, e bloccherĆ sull’1-1 la Juventus di Platini. Sembra incredibile che quel Pisa a fine stagione tornerĆ in B
L’ultima istantanea ĆØ quella del 1989. Gli anni Ottanta sono ormai finiti e di lƬ a poco RafĀ canterĆ giĆ a Sanremo il suo inno al decennio che sta per chiudersi. Il Pisa di Bruno Bolchi, gioca a Como uno scontro salvezza con i lariani di Rino Marchesi. La partita finisce 1-1. Al gol lampo di Marco Simone nel primo tempo risponde Boccafresca al termine di una bella azione corale con assist di Severeyns. L’attaccante belga che andò a segno solo in Coppa Italia, 5 reti e Pisa in semifinale, e mai in campionato. Como e Pisa finirono in B malgrado in un servizio della Domenica sportiva le stelle, intese come l’oroscopo, avevano previsto la salvezza di entrambe. Anche queste note di colore facevano parte di quegli interminabili pomeriggi domenicali.
Paolinoooooo!