Il Pisa riesce a vincere anche tenendo il pallino del gioco.
Le prerogative della squadra di Filippo Inzaghi sono la pressione alta e il gioco in verticale. Velocità e rapidità di esecuzione. Doti che non sono mancate nella gara vinta 2-1 con la Carrarese e decisa da due palle inattive.
Il gioco da fermo è uno dei crucci di Inzaghi, come lui stesso lo ha definito, ma può diventare un arma in più quando ha i giocatori forti fisicamente come gli autori dei gol Canestrelli e Caracciolo. Anche il possesso palla, se non sterile e fine a se stesso, può servire. Contro la Carrarese il Pisa ha toccato il 59% del possesso con un 76% di precisione nei passaggi.
Dati in controtendenza con le altre vittorie ottenute tra dicembre e gennaio. Nel vittorioso 3-2 di Mantova il Pisa ha tenuto palla solo per il 33%, nel successo per 2-0 con il Bari il dato è arrivato fino al 47%.
Il Sassuolo capolista a Pisa ha imposto il possesso palla , 67% contro il 33%dei nerazzurri, ma gli è servito solo a specchiarsi un po’ troppo. Il 3-1 dei nerazzurri, elettrici più che mai, è stato il capolavoro di Filippo Inzaghi.
Anche a Genova il Pisa ha tenuto palla molto meno della Sampdoria, 40%, ma ha vinto grazie a una giocata ormai classica. Moreo vede un’autostrada dove altri vedono sentieri, parafrasando Vujadin Boskov, e manda in porta Tramoni per l’1-0 decisivo.
Moreo quella giocata l’ha fatta anche con il Sassuolo e pure con la Carrarese ma Bleve ha negato a Tramoni la gioia del gol. Non è stato quindi un Pisa troppo diverso dal solito per concetti di gioco e mentalità ma che è riuscito a vincere anche con un dato insolito.
Nell’unica sconfitta di dicembre, quella per 1-0 Modena, il possesso palla dei nerazzurri è stato del 49%. Una delle rare volte in cui c’è stata praticamente parità nella gestione del pallone.