Cinquantasette anni fa la prima promozione in A del Pisa

Ventitré giugno 1968. Il Pisa riposa e tutta la città è con il fiato sospeso. Da Perugia però arrivano buone notizie. E' serie A. Nella foto Roberto Gasparroni, uno dei protagonisti della promozione, qualche anno dopo assieme a Gigi Riva

Un successo arrivato all’ultima giornata proprio quando i nerazzurri osservavano il turno di riposo.
Il Pisa arriva all’ultima giornata con il fiato sospeso. Una settimana prima la squadra aveva perso per 1-0 a Venezia ed era quindi costretta ad aspettare i risultati delle rivali nella domenica decisiva. Senza contare la delusione per i tanti tifosi presenti in laguna. A Venezia c’è stata una mobilitazione senza precedenti: 6 treni speciali, 50 pullman e code interminabili di auto. La società partecipò attivamente alla realizzazione della trasferta. Mai prima di allora si erano viste tante bandiere in trasferta.

Bandiere che sono in attesa di esser sventolate. Il 23 giugno tutta Pisa è incollata alla radio, anzi al telefono delle redazioni dei giornali per sapere i risultati delle squadre in corsa con i nerazzurri. Il Palermo è già in A, mentre Pisa, Verona e Bari lottano per gli altri due posti. I nerazzurri per festeggiare devono sperare che una tra Verona e Bari non vada oltre il pareggio. I gialloblu giocano sul neutro di Ferrara con il Padova e il Bari va a Perugia contro una squadra alla ricerca di punti salvezza. A fine primo tempo il Verona ha ormai archiviato la pratica, mentre il Bari va sotto al Santa Giuliana.

Nella ripresa Galletti pareggia per i “galletti” e Pisa torna a trattenere il fiato. Alle 18,47 di quel caldo pomeriggio d’inizio estate Pisa può esplodere di gioia. Il Pisa è in A con Palermo e Verona. Da Largo Ciro Menotti, dove tanti tifosi si erano radunati sotto la sede de La Nazione, fino ai lungarni Pisa può gridare a tutti di avercela fatta. E’ il ritorno in A dopo 42 anni, la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, la prima nei campionati a girone unico. Un successo meritato per un Pisa che alla vigilia non partiva con i favori del pronostico.

Merito di un gruppo ben costruito dalla dirigenza e dalle sapienti mani del tecnico Lucchi, bravo a saper navigare anche nel mare in tempesta. Un centrocampo tecnico e fisico, una difesa che ha subito appena 32 gol composta da giocatori di classe, su tutti il libero Piero Gonfiantini ( che è morto pochi mesi fa), e un tridente esplosivo con Giampaolo Piaceri, il compianto Sandro Joan e Pierpaolo Manservisi. I tre realizzano rispettivamente 14, 13 e 12 gol. Praticamente tre quarti dei 48 gol totali che fanno del Pisa il secondo attacco del torneo. Tutti quei protagonisti meritano una menzione e un grazie, anche a chi ha giocato meno: Annibale, Badiani, Barontini (capitano), Breviglieri, Cervetto, Federici, Gasparroni, Gonfiantini, Guglielmoni, Joan, Manservisi, Mascalaito, Massari, Piaceri, Ripari, Romanini.

Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Franco
Franco
8 mesi fa

Avevo 17 anni ed ero in Largo Ciro Menotti! Emozioni indimenticabili di un calcio che non c’è più.

Commento da Facebook
Commento da Facebook
8 mesi fa

Mamma mia io c’ero il mio primo campionato neroazzurro ⚽️♥️

Articoli correlati

Padroni di casa leggermente avanti. L'ultima volta Aquilani perse contro Fabregas...
Il 7 novembre del 1999 il Pisa vince per 2-0 a Como, gol di Muoio...
L'ultimo successo nerazzurro sui rossoblù è datato 28 ottobre 1990 all'Arena in serie A. Finisce...

Altre notizie