L’1-1 con l’Atalanta conferma che questo gruppo ha carattere, coraggio ed entusiasmo.
La vecchia guardia ha dimostrato di avere le credenziali per potersela giocare senza timori reverenziali anche contro una squadra che si è qualificata sei volte negli ultimi sette anni alla Champions League e ha vinto una storica Europa League poco più di un anno fa. Ma adesso pè passata da Gasperini a Juric.
Il Pisa di Alberto Gilardino, un grande plauso va anche al tecnico di Biella, ha tenuto testa all’avversario attaccando con giudizio quando c’erano gli spazi, alzando muri quando dovevano essere alzati e poi, nel finale, ha alleggerito la pressione per togliersi il fiato sul collo di un’avversario che nella ripresa ha iniziato a macinare gioco e occasioni. L’argine non ĆØ crollato, anzi ha retto piuttosto bene l’urto. E nel primo tempo c’ĆØ anche il rimpianto di aver mancato il raddoppio. Ma il pareggio ĆØ giusto ed ĆØ, per dirlo alla pisana, tanta roba.
La serata di Bergamo ha detto che il Pisa ci può stare con tutte le scarpe. Tenendo sempre in testa che per conquistare la salvezza bisogna essere bravi maratoneti, parafrasando A Gilardino, e l’arrivo ĆØ ancora molto lontano. Con sette debuttanti in serie A nell’undici titolare, più Piccinini che ĆØ subentrato, il Pisa non ha sentito il peso delle emozioni.
Anzi, ci ha messo personalitĆ e ribattuto colpo su colpo. L’Atalanta del primo tempo ha provato ad essere aggressivo ma il Pisa era davvero messo bene in campo. Copriva gli spazi e ripartiva. Zalewski e Bellanova hanno trovato due clienti difficilissimi in TourĆ© e Angori. De Ketelere e Maldini difettavano spesso in precisione e a Scamacca non veniva dato il tempo di girarsi.
Nel mezzo il Pisa puntava su una garanzia come Marin e sul nuovo acquisto Aebischer. Bravo ad impostare la regia e nel recupero palla. Qualche rischio vale la pena prenderselo. Se poi sbagli la squadra copre talmente bene il campo che l’Atalanta fatica davvero ad entrare in area e quando ci riesce, giocando palla a terra. Scalvini, che ĆØ un difensore, non trova la mira.
Il Pisa è disinvolto. Davanti Moreo e Meister sono due grandi punti di riferimento, Tramoni ogni tanto accelera e cerca anche di calarsi nei compiti più conservativi che gli chiede Gilardino. Soprattutto quando si attacca lo si fa in tanti. Anche difensori come Denoon, preferito a sorpresa a calabresi, che per troppa voglia va a togliere un pallone dalla testa di Meister.
L’autorete di Hien al 26′ ĆØ il prodotto della pressione del Pisa. E l’azione da manuale che fa capire come questa squadra non sia ancorata a un solo schema. Se c’ĆØ da lanciare si lancia. E allora la manona di Semper innesca TourĆ© che ingrana la marcia e mete al centro, tacco di Moreo, cross di Angori e il difensore atalantino segna nella sua porta per anticipare Meister.
Il vantaggio ĆØ meritato e nel finale di tempo solo un super Carnesecchi nega la gioia del primo gol nella massima serie a Stefano Moreo. Bravo a staccare di testa su cross del solito Angori.
Nella ripresa l’Atalanta entra in campo più determinata e, se si vuol trovare il pelo nell’uovo, il Pisa subisce il pareggio nel momento peggiore in cui può subirlo. Ovvero dopo appena cinque minuti dal ritorno in campo. Denoon lascia un po’ di spazio a Scamacca che però ĆØ bravoa girarsi spalle alla porta e trafiggere Semper. Gol di spessore e la verticalizzazione di Pasalic ĆØ notevole.
I ritmi della A sono di un’altro pianeta. A volte , noi semplici cronisti, non siamo abituati alla velocitĆ del pallone dalla rapiditĆ di esecuione. Nell’Atalanta giocano a uno, masimo due tocchi. La spinta cresce e i cross, soprattutto quelli di Zalewski, sono pericolosi. Ma il Pisa c’ĆØ. Lo salva una traversa e anche un super Semper. Formidabile soprattutto su Maldini. E anche un missile del solito Zalewski esce di un soffio.
Ma la forza dei nerazzurri sta nella resistenza e nella compattezza. Si soffre ma non si perde equilibrio. I cambi aiutano a portare un po’ di freschezza ed esperienza. Cuadrado ma non solo. Anche la gioventù di Akinsanmiro, quella di ieri ĆØ la seconda presenza in A, serve per dare luciditĆ e forza fisica. Il Pisa porta l’Atalanta dove non vuole. Ovvero ad allargarsi troppo. La squadra di Juric fa fatica a trovare riferimenti centrali dopo l’uscita di Scamacca, con Krstovic che deve ancora entrare nei meccanismi d’attacco.
Pareggio giusto, meritato, storico. Dopo 12.509 giorni senza serie A.Ā Tante belle, splendide sensazioni. C’ĆØ il calciomercato ancora aperto per una settimana e la Roma quasi alle porte. Ma per un’attimo godiamoci la magia di una notte di fine estate. Non un sogno ma una realtĆ .