Il campionato del Pisa: la dura legge del non gol in serie A

I nerazzurri e il Genoa non hanno ancora segnato un gol in casa. Ma in generale è un campionato che regala pochi gol. Appena 11 nell'ultimo turno.

La settima giornata di serie A si è chiusa con la miseria di 11 gol.

Lo spettacolo, tanto spesso decantato, è un puro miraggio. Nell’ultimo turno ben cinque pareggi: quattro per 0-0 e uno, quello del posticipo tra Cremonese e Udinese, per 1-1. Gli unici singoli che hanno esaltato un po’ le platee sono stati Nico Paz del Como, altra perla nel 2-0 alla Juventus, e Rafael  Leao che lancia il Milan in testa alla classifica.

In coda, che poi è quello che interessa al Pisa, ci sono sei squadre nel giro di tre punti. Dai sei di Parma e Lecce ai tre delle ultime Pisa, Genoa e Fiorentina che hanno un solo punto in meno dell’Hellas Verona che è a quota 4 ma non se la passa meglio. Come nerazzurri, viola, e rossoblù non ha ancora vinto una partita ed è il peggiore attacco con due reti.

Pisa e Genoa, tre gol fatti, sono le uniche due squadra a non aver ancora segnato in casa. Ed entrambe hanno già giocato 4 partite. La Fiorentina, tra queste, è la vera delusione. Il Pisa è la squadra che sta facendo più fatica tra le neopromosse. Sassuolo e  Cremonese sono già a quota 10. Il Cagliari dopo l’infortunio di Belotti si è un po’ fermato ed è a 8 punti con Torino e Lazio. Due squadre, soprattutto i biancocelesti, che sulla carta non dovrebbero avere problemi con la zona pericolo. Più o meno lo stesso discorso vale per l’Udinese che è a quota 9.

Questo inizio di stagione ci ha fatto toccare con mano una serie A molto diversa da quella dei primi anni Novanta. E non è un effetto nostalgia. Gli ultimi del presidentissimo Romeo Anconetani. Stadi pieni, campioni un po’ in tutte le squadre, gol e spettacolo in stadi efficienti. Magari non tutti i campi non erano all’altezza, il terreno del Meazza formato Italia 90 era davvero pessimo, ma il confronto è davvero desolante. Con i tifosi che pagano pure prezzi altissimi per le partite dal vivo o in Tv. Che nei primi anni novanta stavano iniziando a trasmettere le prime gare in diretta e a pagamento.

Anche se pensare alla giornata del 4 ottobre 1992 con 48 gol in serie A e 31 in B, con il Pisa ex capolista sconfitto 2-0 a Cremona, un po’ di magone viene in maniera spontanea. E pensare che in molti criticavano un calcio che non era fatto solo di tatticismo ma che vedeva un po’ tutti giocare a viso aperto. Anche le piccole, soprattutto sull’onda del Foggia di Zeman.

Sicuramente influirono le nuove regole, su tutte quella del portiere che non poteva più prendere il pallone con le mani su un retropassaggio di piede. Fioccavano infatti le punizioni a due ina rea. Mai come in quel periodo si videro tanti gol su quel tipo di soluzione. Ma la mentalità e, soprattutto, la qualità del calcio italiano era decisamente superiore.

Basta vedere cosa combina la Nazionale negli ultimi anni, con tutto il rispetto per Gennaro Gattuso che sta dando il massimo per riportare gli azzurri al mondiale dopo due edizioni viste dal divano, e la vastità di scelta che c’era anche fino alla prima parte degli anni Duemila.

Forse quei critici di un tempo oggi saranno soddisfatti di vedere tanti 0-0. Ma a guardare le partite dell’ultima giornata, non solo ma anche in Pisa-Hellas Verona,  il risultato a reti bianche arriva più per le polveri bagnate e la poca voglia di osare. Non per la grandezza delle difese.

 

 

 

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