Seconda e ultima parte dedicata ai dieci momenti chiave del 2025.
25 giugno: la firma di Alberto Gilardino. Dopo la fine dell’esperienza con Filippo Inzaghi, non senza polemiche, dopo appena una anno e la promozione in A il Pisa riparte da Alberto Gilardino che firma un contratto di due anni con i nerazzurri.
24 agosto: Atalanta-Pisa 1-1. Il giorno del ritorno in serie A con mille tifosi al seguito. Potevano essere di più se non ci fosse stato l’obbligo della tessera del tifoso. Il Pisa gioca con personalità e sfiora il colpaccio. La squadra di Gilardino va avanti nel primo tempo su autorete di Hien, poi viene raggiunta da Scamacca. La prova è convincente ma il proseguo sarà complicato.
24 ottobre: Milan-Pisa 2-2. Il divieto di andare tre mesi in trasferta nega a 4mila pisani la soddisfazione di rivedere il Pisa giocare in uno stadio simbolo del calcio italiano e mondiale: il Meazza. E gli nega la possibilità di vedere un grande Pisa che ribalta lo svantaggio iniziale, gol di Leao, con il rigore di Cuadrado e la rete di Nzola. In pieno recupero arriva il beffardo pareggio di Athemake.
7 novembre Pisa-Cremonese 1-0. Lo stacco di Touré (nella foto con Tramoni) è un altro dei momenti storici di questo 2025. Il tedesco va ancora in gol contro la Cremonese. Stavolta su cross di Tramoni. E’ la prima vittoria in A della stagione. L’ultima risaliva al 12 maggio 1991 quando David Fiorentini piegò il Bari per 1-0. La tecnologia non aveva ancora preso il sopravvento ed esisteva ancora, per poco tempo a dire il vero, l’Unione Sovietica.
21 dicembre: Cagliari-Pisa 2-2. Un punto di speranza anche per il prossimo anno. In Sardegna si è visto il carattere giusto che bisogna mettere nelle sfide salvezza. Al netto di pregi e difetti. Tramoni illude, primo gol in A su rigore, Moreo tiene a galla il Pisa. Non a casa gli ultimi due gol dell’anno solare li segnano due dei grandi protagonisti del ritorno in A. E purtroppo Moreoe Tramoni colgono anche gli ultimi due legni del 2025 nello 0-2 contro la Juventus. No, quella delle vittorie onorevoli e sfortunate è una di quelle cose da non volere per il 2016. Buon anno ancora, cuori nerazzurri.
(2-fine)
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