L’orgoglio ritrovato.
Quando la parola vittoria sembrava praticamente bandita dal vocabolario nerazzurra la squadra che fa palpitare, nella gioia e nelle difficoltà, un’intera tifoseria ritrova l’orgoglio, il gioco e i gol in un colpo solo.
E’ la prima vittoria in Italia da allenatore di Oscar Hiljemark, è la prima vittoria del 2026 per il Pisa. La seconda in campionato dopo quella del 7 novembre scorso con la Cremonese. E’ un successo firmato dalla vecchia guardia.
A cominciare dal tabellino: Moreo la sblocca su rigore e Caracciolo che da difensore solido si trasforma in attaccante di razza. Quello che serviva per un attacco che fino alla gara con i sardi aveva segnato solo 4 reti all’Arena.
La vittoria del Pisa è molto di più. E’ un successo cercato fin dall’inizio e meritato. Soprattutto perché la squadra è rimasta in dieci al 37′ del primo tempo per il rosso diretto a Durosinmi che reagiva alle provocazioni di Mina.
Il vantaggio di 1-0 arrivato in avvio di gara, rigore sacrosanto per fallo su Calabresi di Sulemana, poteva essere a rischio. Ed è invece lì che il Pisa si è compattato andando vicino al gol anche in chiusura di tempo con Hojolt che al 17′ aveva sostituito l’infortunato Marin.
Le mosse Di Hiljemark di rilanciare Canestrelli e Tramoni, di nuovo mezzala nel 3-5-2, senza smontare del tutto la squadra che aveva perso con Bologna e Fiorentina hanno portato frutti positivi. All’intervallo il tecnico era costretto a sostituire Calabresi affidandosi all’esperienza di Albiol.
Ti aspetti la reazione del Cagliari ma il Pisa è impetuoso. Angori spinge, Leris fa le due fasi alla grande, Tramoni lo aiuta, Moreo è ovunque. Hojholt pressa in continuazione, Aebischer porta personalità ed equilibrio, diventando in pratica un vecchio libero a causa dell’inferiorità numerica, e la difesa tiene. Poi ci pensa il bomber a sorpresa con due gol da opportunista a mettere in cassaforte la partita. Per Caracciolo è la prima doppietta in carriera.
In dieci, diceva lo svedese, Nils Liedholm si gioca meglio. Forse non è vero ma il Pisa dello svedese Hiljemark per una volta in questo campionato domina gli avversari. E lo fa con l’uomo in meno. La cosa che piace di più è l’atteggiamento. Anche sopra di due gol e in dieci la squadra insiste.
Il Cagliari, che nel primo tempo aveva colto una traversa con Obert e impegnato un paio di volte Nicolas, è in difficoltà ma prova a tornare in partita grazie a un gol del livornese Pavoletti che fa mostra la L di Livorno, lui livornese doc, alla gradinata nerazzurra.
L’attaccante, che comunque ha segnato un bel gol, non è riuscito a vincere la gara dei fischi ricevuti nella quale si è imposto nettamente Mina. Che Pisacane, tecnico del Cagliari, aveva sostituito all’intervallo.
Trepy si divora il gol che può riaprire la gara ma poi è sempre Pisa. Con grinta, orgoglio e con con Caprile che nega la doppietta a Moreo dopo l’ennesimo cross di Angori dalla sinistra. E con il Caglairi che chiude anche lui in 10 per la doppia ammonizione di Obert. Bravo Leris che guadagna il secondo fallo a favore sulla destra.
Purtroppo questa vittoria, arrivata dopo 17 giornate di astinenza, potrebbe alimentare la fiera dei rimpianti. E quel bastava poco per potersela giocare, la salvezza intendo, potrebbe rimbombare a lungo nella testa di tutti.
Adesso però non è il momento di pensarci. Restano nove partite e poi si farà i conti. Nove partite da giocare con questo carattere. Consapevoli ovviamente che ci saranno ossi molto più duri del Cagliari, con tutto il rispetto per una squadra che ha 30 punti, a cominciare dal Como che dai ieri sera orbita in zona Champions League.
In riva al lago non ci saranno Aebischer , era in diffida ed è stato ammonito, e Durosinmi per squalifica. Marin e Calabresi sono da valutare. A Como va mantenuta la stessa concentrazione e determinazione vista ieri. Per tutti i novanta minuti. Se poi gli uomini d Fabregas si riveleranno ingiocabili gli applaudiremo. Ma lo spirito deve essere questo.
Seguici su
Aggiungi calciopisa.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
