Il Pisa vince per 1-0 in casa della Sampdoria e chiude il 2024 con 43 punti.
Non è un sogno ma è una realtà costruita passo dopo passo da Filippo Inzaghi e i suoi ragazzi che dopo 20 giornate sono secondi con cinque punti di vantaggio sulla terza, lo Spezia, e 13 sulla Cremonese quarta. Il Pisa è inoltre l’unica squadra a restare in scia al Sassuolo capolista, distante appena tre punti, dopo averlo sonoramente battuto.
La vittoria del Ferraris è diversa ma forse anche più importante.
Diciamo da tanto tempo che al Pisa mancavano le vittorie “sporche”, quelle che arrivano anche quando giochi meno bene e l’avversario ti costringe a soffrire. La Sampdoria di Semplici è stata aggressiva e reattiva, togliendo tanti punti di riferimento al Pisa, ma la davanti si è confermata poco consistente nonostante due potenziali bocche da fuoco come Coda e Tutino.
Il Pisa, senza Caracciolo influenzato, ha accettato la battaglia. Calabresi ha sostituito nel modo giusto il capitano, con Canestrelli che ha preso i codici della difesa ed è riuscito ad aiutare chi è andato maggiormente in difficoltà come ad esempio Giovanni Bonfanti. La squadra ha commesso anche degli errori, uno su tutti quello di Marin, ma si è difesa complessivamente bene e ha colpito al momento giusto un avversario che adesso è distante 23 punti in classifica. Lo ha fatto proprio come sanno fare le grandi squadre.
E non è un caso che l’azione del gol vittoria, arrivato a -20 dal novantesimo, viene confezionato da tre uomini cardine come Touré, Moreo e Tramoni. Tre giocate in una che sono la fotografia di questo Pisa. La potenza fisica simboleggiata da Touré, la qualità tenuta alta da Moreo che regala un assist al bacio, bravo anche aAngori a spostarsi sulla sinistra, al ragazzo nativo della Corsica che è ormai un marchio di concretezza. In una serata in cui Bellemo e soci lo hanno costretto a girare al largo lui riesce comunque ad essere essere decisivo. Un tiro e un gol da tre punti.
Roba da palati fini, questo Pisa. Anche perché è vero che la Sampdoria ha cercato di spezzare l’onda nerazzurra con un ritmo indiavolato ma è altrettanto vero che Semper non ha dovuto fare gli straordinari pur risultando tra i migliori per attenzione e reattività. E nel primo tempo qualche buona occasione l’hanno avuta anche i nerazzurri, a cui probabilmente manca un rigore per un atterramento in area di Touré. Se a Modena era mancato un piano B, stavolta c’è stato.
Inzaghi e la squadra si meritano un bel dieci e lode per queste prime 20 partite. L’allenatore è stato bravo principalmente in tre cose che vanno oltre ai semplici meriti, che ci sono eccome, a livello tecnico e tattico. Ha creduto fin da subito in giocatori che erano reduci da due stagioni sotto tono, ha dato un’identità alla squadra e poi gli sta mettendo addosso la consapevolezza di essere forte. Consapevolezza che nelle ultime due gare con Sassuolo e Sampdoria, attraverso prestazioni diverse, ha toccato l’apice.
Adesso, come ha detto il tecnico e qualche settimana fa il direttore sportivo Davide Vaira, non bisogna fare danni sul mercato. E soprattutto non bisogna perdere umiltà e consapevolezza, condizione fisica e mentale. Ci sono ancora diciotto riprese prima del verdetto. La strada però è quella giusta e nell’ultimo turno, per usare un termine pugilistico, il Pisa ha messo segno dei punti pesanti. Considerando anche le notizie che nel pomeriggio arrivavano dagli altri campi, in particolare da Bari.