Agroppi e la sua grande stagione a Pisa

Aldo Agroppi se ne è andato lo scorso 2 gennaio. Aveva 80 anni e ha lasciato un'impronta importante nel calcio da calciatore e da allenatore. A Pisa fece un capolavoro portando in A i nerazzurri dopo 13 anni di assenza nella stagione 1981-82.

Una sola stagione a Pisa ma che ha lasciato il segno.

Aldo Agroppi è l’allenatore che nel 1981-82 ha riportato in A il Pisa dopo 13 ani di assenza. La prima promozione nella massima serie dell’era Romeo Anconetani. Il loro sodalizio sportivo è andato avanti un solo anno. Pensando al carattere schietto e diretto di entrambi può sembrare quasi un piccolo record che il tecnico piombinese sia uno dei pochi allenatori non esonerati dal Presidentissimo. Agroppi fu bravo a parlare con i fatti. Quella infatti è stata una delle squadre più continue e regolari della storia nerazzurra.

I nerazzurri chiusero al secondo posto con 47 punti, frutto di 12 vittorie, 23 pareggi e appena 3 sconfitte. Una sola in casa per 2-1 contro la Sampdoria, poi promossa in A con i nerazzurri e il Verona. Nell’era dei due punti fare anche un semplice passettino in classifica era un fattore che poteva fare la differenza come in quella stagione. Il Pisa riuscì a staccare di due punti le rivali più credibili, ovvero il Bari di Catuzzi e il Varese di Fascetti. 

Pasquale Casale fu una delle rivelazioni di quel campionato e diventò il bomber della squadra con 15 reti. In doppia cifra anche Alessandro Bertoni con 10 reti. Determinante anche il lavoro di Enrico Todesco che faceva a sportellate con tutti, come si direbbe oggi, e segnò anche otto reti. A centrocampo il fosforo di Bergamaschi, la lucidità di Viganò,  ma anche una solidità difensiva spaventosa con con i vari Gozzoli, Secondini, Garuti e Riva a proteggere Mannini, ma anche buso che in porta totalizzerà 10 presenze nella prima parte della stagione. Importanti anche gli arrivi nel mercato di riparazione autunnale di Sorbi e Birigozzi.  Mercato in cui Occhipinti passò al Como. Alla fine le partenze pesanti di Cantarutti e Chierico in estate risulteranno decisive proprio per costruire una squadra vincente.

In un articolo del Guerin Sportivo del 1982, dopo la promozione in A conquistata il 13 giugno 1982 dopo lo 0-0 casalingo con la Reggiana all’ultima giornata, Alfio Tofanelli divideva i meriti del successo proprio  tra Anconetani e Agroppi.  Sul popolare settimanale sportivo dell’epoca Tofanelli scriveva: ” L’artefice principale di questa esplosione va identificato senza dubbio in Romeo Anconetani. D’accordo: bisogna però spendere elogi anche per Aldo Agroppi”.   

Poi, dopo aver parlato del carisma del presidente Tofanelli traccia un profilo di Agroppi. ” Stirpe piombinese, come Riccomini, Sonetti, Nassi e Lido Vieri, cercò di trasmettere a questa squadra il suo modo di vedere il calcio: velocizzazione di schemi, sostanziosa tenuta atletica, valido nerbo agonistico e il motto <primo non prenderle >all’insegna del contropiede piuttosto che una manovra d’urto prolissa e traditrice”.

Agroppi,  in una breve intervista rilasciata allo stesso Tofanelli, aveva della fine del suo rapporto di lavoro con il Pisa passare al Perugia. “Lo so, la decisione può persino sembrare assurda, ma la ritengo giusta perché a Pisa voglio lasciare solo un ricordo bello. gioioso”. Agroppi parlò anche di Anconetani con il quale il rapporto alla fine era genuino e sincero.  ” Devo ringraziare pubblicamente Romeo Anconetani. Forse delle ragioni che mi hanno spinto a cambiare è stata proprio questa amicizia che mi lega ad Anconetani che non vorrei veder scalfire mai da eventi tecnici indipendenti dalla nostra volontà”.

Anconetani puntò su Luis Vinicio e Agroppi poi regalerà un grande dispiacere al Pisa quando nel 1985-86 vincerà con la Fiorentina per 2-1 all’Arena all’ultima di campionato. Viola in Uefa e Pisa in B.  Nel 1984-85 Agroppi con il suo Perugia subì l’unica sconfitta diq uel campionato di B proprio all’Arena e quel ko costò caro agli umbri nella corsa alla promozione.

Il ricordo di quel magico 1982 non è stato scalfito da nessun evento. Anche lo stesso Anconetani invitò Agroppi alla presentazione della squadra nel 1991-92. Dopo che pochi mesi prima si erano “punzecchiati” a distanza quando Agroppi faceva l’opinionista alla Domenica sportiva. Due personaggi che mancano tantissimo al mondo del calcio.

 

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