Il Pisa supera l’ennesima prova di maturità di questo campionato.
A Palermo è andata in scena la versione di una squadra concreta, organizzata, cattiva e determinata al punto giusto. Spietata , però in senso bello. Meravigliosamente bello. Una squadra che dimostra di saper vincere anche senza due totem come Tramoni e Marin. Assenti rispettivamente per un per un problema al polpaccio e per una squalifica di due turni. Il Pisa ha saputo aggredire e coglier subito l’attimo propizio. Non penserete mica che sia un caso che la squadra di Inzaghi ha segnato otto reti nel primo quarto d’ora. Nove se contiamo anche quella di Arena a Cittadella.
Il gol non è casuale. Arriva dopo un pressing insistito nella prima parte. Il Pisa non non impegna severamente Desplanches ma azzanna il Palermo mandandolo in confusione fin da quando Moreo, dopo pochi secondi, aggancia un pallone al volo sulla trequarti con un gesto tecnico che si vede raramente in serie B. L’episodio giusto è quello del minuto 13 dopo un’azione insistita in area, con Rus che crossa e Ranocchia che allunga la mano. Rigore solare che più solare non si piuò. Rus va dagli undici metri e calcia magistralmente. Il Pisa probabilmente ha trovato anche un rigorista. Oltre che un ottimo difensore.
La squadra gestisce senza troppi affanni. Nel mezzo c’è una vera diga danese con Abildgaard e Hojholt. Qualche errore la squadra lo commette, come la palla persa di Angori che innesca il contropiede di Segre che costa il giallo a Caracciolo. Ma il Pisa c’è, il Palermo no. Almeno nel primo tempo. E lo dimostra l’azione del raddoppio. Desplanches è incerto su un retropassaggio di Nikolaou, però Lind non pressa così alto per caso e approfitta dell’errore e segna un gol che è tutt’altro che scontato anche se dato dalla poca attenzione del portiere di casa.
Solo nella ripresa il Palermo inizia a tirare fuori il carattere. Prima protesta per una trattenuta fuori area di Canestrelli su Le Douaron e poi, grazie a un assist in corridoio di Segre, Brunori accorcia. E’ lì che il Pisa inizia a soffrire ma è sempre da quel momento che si vede come una grande squadra si aiuta nelle difficoltà. Con un Meister non ancora al 100 % è importante l’ingresso di Piccinini ma anche quello di Sernicola per Touré.
Poi ci pensa lui, il glaciale portiere croato che di nome fa Adrian e di cognome Semper. L’ex portiere del Como recita un ruolo fondamentale in questa squadra. Quello di un portiere che non viene impegnato tanto, anche a Palermo è stato così, ma quando serve risponde presente. Prima su una punizione di Ranocchia, poi su un fendente di Le Douaron. Nell’unica giocata importante dell’attaccante francese.
E’ un Pisa davvero bravo a vestire più abiti. Nella prima parte di stagione spettacolare, in questo inizio di secondo solido e concreto. E che prende meno gol. Con un solo comune denominatore. La fame di vittorie. Portata nella testa dei giocatori da Inzaghi. L’uomo della svolta. Un numero uno nel saper gestire la rosa e capire i momenti migliori dei giocatori. Pensate a a Rus che sembrava sul piede di partenza, o ad Abildgaard che non sembrava ancora quello ammirato nel Como la passata stagione. Giusto per citare due protagonisti della serata. Ma anche alla crescita costante di Hojholt e alal conferma di Lind. Al sesto gol in campionato. E adesso il mercato regala ad Inzaghi una squadra ancora più forte e con maggiori alternative. Ad esempio non abbiamo ancora visto Solbakken e si attende l’arrivo di Provstgaard. L’unica cosa da dire è quella di continuare così. Ma è giusto svelare un segreto: questa squadra non è un sogno ma una splendida realtà.