Missione ripartenza compiuta grazie al 2-0 in casa della Reggiana.
Dopo la sconfitta con il Modena serviva una risposta convincente corredata da una vittoria. Il Pisa lo ha fatto confermando che dopo una sconfitta sa sempre reagire nel modo giusto. Solo a Spezia, dopo la sconfitta con il Sassuolo, i nerazzurri non hanno fatto punti dopo un ko ma sotto il piano del gioco la squadra rispose presente anche al Picco. Stupirsi ad aprile delle prestazione dei nerazzurri significa aver seguito poco il campionato.
E’ la vittoria numero 20. Per la prima volta in serie B il Pisa arriva a questo numero di successi. Il record precedente in casa nerazzurra era di 19 ottenuto nella stagione 1947-48 e nel 2007-2008 con Gian Piero Ventura. Ma c’erano a disposizione 42 giornate e non 28. Sfatato anche il tabu Reggiana. Si torna a vincere con i granata dopo quasi 25 anni. La squadra è seconda a quota 66 punti. Uno in meno della stagione 2021-2022, l’ultima in cui ha lottato per la A, ma con cinque partite ancora da giocare. Alla 33esima quella squadra aveva fatto 59 punti. Sette in meno rispetto al Pisa di oggi.
Inzaghi aveva cambiato di nuovo qualcosa. Prima volta da titolare di Solbakken, poi Piccinini di nuovo dall’inizio a centrocampo e fuori Marin. Uno dei giocatori chiave di questa squadra. Che poi nel secondo tempo entrerà con il piglio giusto. Calabresi preferito a Rus per sostituire lo squalificato Canestrelli e, dulcis in fundo, il ritorno dall’inizio di Lind e Tramoni, Che hanno messo il marchio a fuoco nel tabellino.
Dopo un cartellino giallo a Solbakken per un fallo su Portanova, estratto da Feliciani dopo neanche un minuto, e uno spavento per la conclusione alta di Girma da buona posizione, il Pisa ha iniziato a prendere in mano la partita un passo alla volta. Pressando alto, uadagnando centimetri, manovrando e creando l’occasione buona: giocata sontuosa di Lind che di tacco in area serve Tramoni che trova l’opposizione di Bardi. Il gol che apre la partita al 24′ è il manifesto del calcio in verticale di Inzaghi: Calabresi vede un corridoio per Moreo che ha l’intellingenza di non calciare a rete sull’uscita di Bardi ed è bravo a servire a rimorchio Lind che non sbaglia. Settima rete in campionato per il danese che non segnava dal 31 gennaio nella vittoria per 2-1 a Palermo.
La rete del vantaggio toglie speranza a una già fragile Reggiana che comunque era partita con il piglio giusto. Solbakken inizia a farsi vedere con più insistenza. Chiede spesso la palla ed è bravo intorno alla mezz’ora ad aprire a destra per lind che crossa un pallone che Moreo deve solo spingere in rete di testa. Palal fuori. Il raddoppio però è nell’aria e arriva al 44′ sul più classico dei concetti “inzaghiani”. Ovvero la pressione alta che induce gli avversari prima o poi a combinare la frittata. Accade così che Meroni attende troppo, Lind gli portya via la palla, la prende Tramoni che vola verso la gloria del dodicesimo gol in campionato. Tredicesimo stagionale. Un’azione che per certi versi ha ricordato il gol del 3-1 a Cremona anche se stavolta non c’era nessuno tra l’attaccante della Corsica e il portiere. Il primo tempo si chiude con Lind che si mangia il 3-0 su un cross di Solbakken.
Inzaghi impone la sua legge all’intervallo. Fuori gli ammoniti Solbakken e Piccinini, dentro Marin e Abildgaard. I due portano ancora più equilibrio ed esperienza. La squadra continua ad attaccare e lo fa sfruttando le accelerazioni di Tourè e quelle di Angori sulle fasce, le giocate di Tramoni, che arretra il raggio di azione, e soprattutto la capacità di Moreo e lind di tenere alta la squadra. Tramoni si divora il tris, dopo una percussione di Tpouré, e Lind centra il palo in rovesciata. Entra Meister al posto di Lind per il finale. le caratteristiche sono diverse e inoltre la squadra non può continuare a giocare a tavoletta. La Reggiana cerca timidamente di farsi rivedere ma Semper fa il disoccupato.
Entrano anche Rus e Hojholt per Calabresi, chiede il cambio per i crampi, e Moreo. Al 35′ Rus va subito in gol di testa, centro di Angori su punizione dalla sinistra, ma dopo un consulto al Var, non troppo breve, Feliciani annulla. La partita finisce qui e il Pisa può festeggiare con i suoi 3.500 tifosi che anche stavolta hanno dato spettacolo.
La squadra di Inzaghi si è confermata forte e concreta con le così dette piccole. Dopo Cosenza è riuscita a spianarsi la strada nel modo giusto anche in casa di una Reggiana in piena crisi e che non vince da 10 turni. Unica pecca, come ha sottolineato proprio Inzaghi, aver sbagliato troppi gol. Perché poi, e non è un luogo comune, basta poco a riaprire le partite e ridare fiducia all’avversario.
Detto questo il Pisa di Reggio Emilia ha rischiato davvero poco o nulla ma ha confermato che riesce a controllare al meglio la partita quando continua ad attaccare e resta alta con i difensori, piuttosto ai momenti in cui si abbassa troppo. Cosa che a Reggio Emilia ha fatto solo per pochi minuti a metà secondo tempo. Ed è anche impossibile pensare di farlo per novanta minuti interi.
Adesso lo Spezia proverà a rispondere ai nerazzurri nella gara di Mantova per provare a tornare a -5 a cinque giornate dalal fine. La cosa più importante però era la risposta del Pisa alla sconfitat con il Modena. E questa c’è stata alla grande nel peggiore dei casi il vantaggio resterà lo stesso di domenica scorsa ma con una gara in meno.