Il Pisa torna in A e trova un calcio totalmente diverso, come è normale che sia, rispetto all’ultima volta.
Nel 1990-91 le diciotto società di serie A erano guidate da proprietà italiane. Oggi undici club su 20 hanno un’azionista di maggioranza straniero. La serie A 2025-2026 vede come nazione guida dopo l’Italia, dove resistono in 9, gli Stati uniti. Oltre al Pisa del patron Alexander Knaster, socio di maggioranza al 75% con i Corrado al 25 %, ci sono l’Inter e il Milan con i fondi d’investimento Oaktree e RedBird, il Parma con l’imprenditore Kyle Krause, la Fiorentina di Rocco Commisso, la Roma dei Friedkin, il Verona della nuova società con al vertice il fondo Presidio, e, infine, l’Atalanta di Stephen Pagliuca.
Nella società bergamasca però resiste la famiglia Percassi. Rispetto a 34 anni fa Antonio Percassi è l’unico presidente della serie A di allora ancora attivo anche se non più socio di maggioranza. Potrebbe passare a un fondo Usa anche l’Udinese di Gianpaolo Pozzo. Lo storico patron friulano potrebbe restare come socio minoritario sul modello di quanto sta facendo Percassi con l’Atalanta.
Gli altri tre club con proprietà straniera sono il Bologna del canadese Joey Saputo, che ha appena vinto la Coppa Italia e ha riportato ad alti livelli i felsinei, il Genoa del romeno Dan Sucu e il Como degli Hartono. La famiglia indonesiana ha riportato il Como in A dopo 21 anni e ha poi conquistato una salvezza più che tranquilla. Confermandosi una proprietà molto ambiziosa e di respiro internazionale.
I presidenti italiani sono in minoranza. Oltre all’Udinese di Pozzo, attualmente ancora numero uno dei bianconeri, troviamo il Cagliari di Tommaso Giulini, la Cremonese di Giovanni Arvedi, la Juventus guidata da Exor con John Elkann ( famiglia Agnelli), la Lazio di Claudio Lotito, il Lecce di Saverio Sticchi Damiani, il Napoli di Aurelio De Laurentiis, il Sassuolo della Mapei (famiglia Squinzi), e il Torino di Urbano Cairo.