E’ un Pisa che va sempre più a fondo

L'analisi di Como-Pisa 5-0. Le partite si possono perdere ma non in questo modo. Il Pisa a Como ha giocato 7 minuti.

Como-Pisa 5-0.
I nerazzurri, negli otto campionati a girone unico disputati in serie A, non avevano mai perso con cinque gol di scarto. Il Como è squadra di altissima caratura ma perdere così non può essere accettato. In primis dai giocatori stessi.
E’ ovvio che il tasso tecnico fa la differenza ma c’è modo e modo di stare in campo. Meriti degli avversari ma anche tanti demeriti propri.
Hiljemark aveva preparato la partita puntando su Albiol come centrale con Caracciolo e Canestrelli ai lati dello spagnolo nella difesa a tre davanti a Nicolas.
A centrocampo confermati Leris e Angori sulle fasce con Loyola, Hojholt e Akinsanmiro nel blocco centrale in un centrocampo da reinventare per le assenze di Aebischer, squalificato, e Marin infortunato.
Tramoni stavolta viene schierato in attacco al fianco di Moreo a causa della squalifica di Durosinmi.
Dopo due minuti Loyola ruba palla a Moreno e poi calcia abbondantemente a lato. La squadra cerca di essere aggressiva ma il piano partita di Hiljemark salta dopo 7 minuti.
Quando Moreo sbaglia un passaggio all’indietro e permette a Diao di involarsi verso la porta andando via in velocità a Canestrelli e Albiol.
La partita del Pisa mentalmente finisce qui. Il Como fa ciò che vuole. Fa girare palla quando crede, accelera quando è il caso di farlo e il Pisa non la becca mai.
Loyola e Akinsanmiro perdono palloni in continuazione e la squadra appare fin da subito svuotata con i due attaccanti che non vedono palla.
Sia perché nel mezzo si fa fatica, sia perché dalle fasce Angori e Leris sono chiamati a una gara prevalentemente di trincea.
L’unica volta che i nerazzurri provano a rialzare la testa, tiro alto di Tramoni al 26′, ecco che il Como decide che si può anche affondare il coltello nel burro della difesa nerazzurra. Alla mezz’ora Diao lascia sul posto Canestrelli e Douvikas anticipa Caracciolo per il 2-0.
La ripresa di fatto è un lungo calvario. Nonostante Hiljemark provi a dare peso all’attacco con Meister e Stojlkovic che, sul punteggio di 3-0, vanno anche in gol ma in fuorigioco.
Se ci fosse stato un minimo barlume di speranza di rimonta viene spento subito da Baturina. Poi nel finale Nico Paz prima e Perrone poi completano la festa del Como e infliggono al Pisa una punizione pesante. Ma, purtroppo, giusta.
Si diceva che quello non doveva mancare era l’atteggiamento. A Como ci hanno lasciato le penne in tanti ma in serie A non si può (non) giocare in questo modo.
Le scoppole ci stanno quando c’è grande differenza. Il Pisa le aveva prese di santa ragione anche a Bologna, Milano e a Torino con la Juventus ma il problema è che nelle partite dove bisogna far punti per la salvezza la squadra è riuscita a vincere solo due volte nell’arco di 30 partite.
Contro Cremonese e Cagliari. Troppo poco. Nessuno fa così male in Italia, l’Hellas Verona che è ultimo come i nerazzurri ha vinto tre volte, e nei 5 migliori campionati d’Europa.
Il Pisa ha la peggior difesa del torneo, 54 gol al passivo, e il terzo peggior attacco con 23 gol fatti. Appena 7 in casa. Con Hiljemark la svolta non è arrivata: 7 partite, cinque sconfitte, una vittoria e un pareggio. Al passivo 14 reti e appena 4 gol fatti. Tre al Cagliari e  uno al Milan in casa. Nessuno in trasferta.

Non c’è gioco e stavolta non c’è neppure anima. Dopo la gara vinta con caparbietà e con un uomo in meno contro il Cagliari.
Il problema non è che il Pisa non è competitivo con le grandi, perché il Como è una grande, non è competitivo all’interno del campionato. E non è questione di punteggio perché la squadra in altre occasioni è uscita anche a testa alta. Ma la differenza rispetto alla concorrenza è evidente. I dettagli giusti li trovano sempre gli altri.
Quando poco più di 10 mesi e mezzo fa una città festeggiava giustamente il ritorno in A dopo 34 anni, con due giornate d’anticipo, la dirigenza non ha saputo creare le basi giuste per il salto di livello.
Un errore dietro l’altro. Un mercato sbagliato in estate e uno se possibile peggiore, almeno fino a quanto sta dicendo il campo, in inverno.
I giocatori d’esperienza quasi mai visti, a causa di infortuni e acciacchi vari, e quando ci sono la differenza la fanno in negativo.
Un po’ di affidabilità, tra quelli arrivati in estate, l’ha portata Aebischer, poi buio totale.
Anche Akinsanmiro dopo un avvio promettente si è visto poco o niente tra infortunio alla spalla e Coppa d’Africa. Nella gara del rilancio da titolare, proprio a Como, ha toppato anche lui.
I cinque arrivati a gennaio hanno inciso davvero in minima parte. E fin qui più in negativo che in positivo.
Adesso c’è la sosta e poi 8 partite per riprendersi un po’ di dignità calcistica e cercare di vivere qualche pomeriggio come quello con il Cagliari.
La matematica offre ancora uno spiraglio, e ovviamente oltre a vincere bisogna sperare in crolli altrui, ma se la squadra approccia le partite in questo modo le strade, parafrasando il titolo di un disco degli anni settanta di Claudio Lolli, sono disoccupate dai sogni.
Ieri il patron Alexander Knaster era presente a Como. Immaginiamo che non sia contento. Per usare un eufemismo.
Non è ancora il tempo dei bilanci ma chi ha costruito questa squadra deve capire dove ha sbagliato e cercare di ripartire in modo diverso.
Le lezioni severe, pesanti, possono essere salutare. Se si individua bene cosa è mancato. Altrimenti non servono a nulla.

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3 ore fa

Bisognava prendere Gianpaolo

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4 ore fa

Secondo me chiedendo scusa a Gilardino e con 4 partite su 8 con lecce parma cremonese e Torino potremmo fare qualcosa o almeno provarci con l allenatore di alci si scenderà giù con disonore

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4 ore fa

ormai è destinata la serie b

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4 ore fa

Poeri pisesi…fogna di firenze

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4 ore fa

Aspettiamo ancora ci bruciate la città…..
😂😂😂😂😂😂😂🍐🍐🍐🍐🍐💜💜💜💜💜💜💜💜💜💜💜

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4 ore fa

Speriamo che Corrado Senior e Knaster rimangano…se devo scegliere tra quelli che devono rimanere.

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4 ore fa

🍐🍐🍐🍐🍐

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5 ore fa

Ci siete abituati

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5 ore fa

Giovanni e Vaira veri fenomeni….tanto paga Kastner

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5 ore fa

E TUTTI dicono va bene cosi, la strada e quella giusta😁😁

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