Il Lucescu di Pisa: sogni e visioni di una stagione sfortunata

La stagione di Mircea Lucescu a Pisa. La grande partenza, il bel gioco, gli infortuni e l'esonero dopo la sconfitta a Cagliari.

Gli esordi e l’esperienza pisana di Mircea Lucescu.

Tutti lo hanno definito l’allenatore giramondo. E Mircea Lucescu, morto martedƬ 7 aprile all’etĆ  di 80 anni, di giri ne ha fatto davvero tanti. La prima squadra allenata al di lĆ  dei confini della sua Romania ĆØ stata proprio il Pisa.

Attaccante di buon talento capace di collezionare 64 presenze e 9 gol con la maglia della nazionale. Nei club si impone soprattutto alla Dinamo Bucarest dove gioca per 12 stagioni e segna un totale di 57 reti. Nel mezzo solo una parentesi allo Sportul Studentesc e poi gli ultimi 5 anni di carriera passa al Corvinul Hunedoara dove chiude con il calcio giocato nel 1982 e inizia ad allenare.

Intanto era giĆ  diventato c.t. diventa c.t. della Romania quando era ancora un calciatore. Porta la nazionale alla fase finale dell’Europeo del 1984 superando nella fase eliminatoria anche l’Italia campione del mondo in carica di Enzo Bearzot. Uno 0-0 a Firenze e una vittoria per 1-0 a Bucarest con gol di Boloni. All’europeo viene eliminato nel girone ma resta in sella al 1986. La Romania non si qualifica per il mondiale e lui riparte dalla Dinamo Bucarest. La sua squadra.

E’ lƬ che 4 anni dopo suscita l’interesse di tanti club di chi sta dall’altra parte della cortina di ferro. La fine del comunismo in Romania apre anche nuovi orizzonti a tecnici e allenatori. Lucescu porta la Dinamo Bucarest fino alla semifinale di Coppa delle Coppe nel 1989-90 ma il suo destino si chiama Pisa.

Romeo Anconetani è il primo a credere in lui e Lucescu accetta la nuova sfida. Si parla di un Pisa con forte impronta rumena e si fanno nomi di fedelissimi di Lucescu. Il più vicino ad arrivare al Pisa è Florin Raducioiu che però sceglierà di andare al Bari. Che lo convince durante il ritiro in PUglia della Romania per i mondiali del 1990.

C’ĆØ chi ha definito Lucescu un visionario. Sicuramente nell’estate del 1990 abbiamo tutti percepito di vedere un calcio diverso per una squadra neopromossa in A. Un calcio propositivo a costo di rischiare di prendere gol. E pensare che se leggiamo il tabellino delle prime 5 partite ufficiali di Lucescu in Italia sembra, tolto il 4-0 al Lecce, il più pratico dei tecnici italiani.

Doppia vittoria per 1-0 in Coppa Italia sull’Udinese, vittoria per 1-0a Bologna all’esordio in campionato eĀ  0-0 con il Genoa alla terza giornata all’Arena. Il 4-0 sul Lecce del 16 settembre 1990 segnato un passaggio storico. Dopo 8 anni il Pisa ĆØ i testa alla classifica della serie A. Addirittura aĀ  punteggio pieno con Inter e Milan che vincono al 90′ rispettivamente contro Bologna eĀ  Cesena.

Alla quarta giornata il Pisa va in casa del Napoli di Maradona campione d’Italia in carica a giocarsela alla pari. PerderĆ  2-1 ma gli elogi restano. L’intesa tra Piovanelli eĀ  Padovano ĆØ perfetta, Simeone sta giĆ  sbocciando, e Neri diventa fin da subiti un giocatore chiave per Lucescu. Con lui farĆ  grandi cose anche a Brescia.

Purtroppo quella grande partenza ĆØ una grande illusione. Il Pisa in due partite subisce dieci gol, 4 in casa dalla Fiorentina e 6 dall’Inter a San Siro, ma tutto sommato fino alla fine dell’anno tiene bene. In casa riesce a battere il Cagliari, il Cesena e il Torino. Gara capolavoro vinta per 2-0. Probabilmente la più bella con il tecnico rumeno in panchina. Segnano Padovano e Piovanelli. E Simoni para un rigore a Martin Vazquez.

Con quel gol Piovanelli balza in vetta alla classifica cannonieri con 8 reti e la squadra con 11 punti è in zona salvezza alla 13esima giornata con una gara da recuperare in casa del Milan. Piovanelli viene convocato in nazionale contro Cipro, gara valevole per le qualificazioni a  Euro 1992, ma quando torna a Pisa cambia la stagione. Si fa male con la Lazio, fallo di Domini, e da lì in poi il Pisa di Lucescu inizia a scricchiolare.

C’ĆØ il tempo per una vittoria per 2-0 in casa della Roma, che quel girono piange la morte del presidente Dino Viola, e di qualche altra bella prestazione. Su tutte mi viene in mente quella del Ferraris in casa del Genoa. Contro lo squadrone di Bagnoli il Pisa gioca alla pari ma alla fine per de per 4-2 dopo esser passato due volte in vantaggio con Simeone e Padovano.Ā 

Lucescu ĆØ stato anche l’allenatore he ha fatto esordire in Italia il terzino argentino JosĆ© Chamot che ĆØ arrivato a Pisa nel mercato autunnale dopo al cessione di Mario Been. A quel tempo di potevano tenere solo tre stranieri ( gli altri due erano i giĆ  citati Simeone e Larsen).

Ovviamente il rapporto con Romeo Anconetani era molto intenso e non sempre semplice. Il presidentissimo, proprio dopo la vittoria di Roma, aveva risposto ad Aldo Agroppi che aveva detto che Lucescu poteva essere esonerato durante la domenica sportiva.

“Per quanto riguarda Lucescu devo precisare che da quando ĆØ in Italia ha rilasciato 114 interviste fra Tv, Radio eĀ  carta stampata. Chi ĆØ esigente in materia può essere largamente soddisfatto. Con il sale eĀ  senza sale, per terra o in testa. Un messaggio ad Agroppi? Io Agroppi per mia fortuna l’ho perso di vista da 4 0 5 anni”, aveva risposto ironicamente Anconetani al microfono di Gian Piero Galeazzi.

Dopo il pareggio con il Napoli del 17 febbraio 1991, 1-1 con gran gol del pareggio da parte di Padovano, il Pisa perde a Firenze, altro 4-0, in casa con l’Inter per 1-0, tra mille polemiche per l’arbitraggio di Pairetto, e nello scontro salvezza di Cagliari per 2-1. Anconetani esonera Lucescu quando c’era ancora margine per salvarsi.

La squadra, affidata a Luca Giannini che era giĆ  nello staff di Lucescu eĀ  aveva portato il Pisa in A nel 1989-90,Ā  retrocederĆ  tra tanti infortuni eĀ  mille rimpianti. Per Lucescu però quell’esperienza gli aprirĆ  un mondo nuovo. E tanti successi. Per noi ĆØ stato un sogno che ĆØ durato poco ma ĆØ stato comunque molto bello. Per chi scrive ĆØ stato il Pisa dei suoi 13 anni. In qualsiasi caso indimenticabile.

 

 

 

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5 mesi fa

Si fece male Piovanelli e noi per questo si retrocesse. Tutto lƬ.

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