A Como un Pisa senza testa e con poca reattività

L'analisi di Como-Pisa 3-1. Brutta prestazione dei nerazzurri che adesso devono ricaricare le pile durante la sosta. La zona playoff è lontana due puti e sui playout il Pisa è a più cinque ma dopo una prestazione del genere la prima cosa da fare è pensare ad arrivare il prima possibile a una salvezza senza troppe ansie.

Un Pisa troppo brutto per essere vero esce sconfitto per 3-1 dalla trasferta di Como. Perdere contro la quarta in classifica ci può anche stare ma non così.
La squadra non ha capitalizzato la ritrovata fiducia arrivata dai sette punti conquistati nelle tre precedenti partite. Doveva essere l’ennesimo esame di maturità contro una big e per l’ennesima volta il Pisa è stato respinto. I nerazzurri con le prime sei hanno raccolto appena 2 punti, frutto di altrettanti pareggi, in nove incontri. Non può essere un caso.

Se nelle altre partite la squadra non aveva demeritato, vedi soprattutto Parma, e in molti casi poteva anche raccogliere qualcosa in più, a Como non c’è proprio stata con la testa. E anche quando il punteggio era tornato in bilico non ha mai dato l’impressione di poter pareggiare.
Si possono discutere le scelte di Aquilani che poteva insistere sulla difesa a tre, anche con l’assenza di Calabresi c’erano le alternative, ma il Pisa ha perso questa partita per la scarsa attenzione. Lo si è percepito dal primo secondo che ha messo piede in campo. Poco reattivo, poco determinato contro una squadra che è più forte a livello tecnico ma che ha mangiato il Pisa soprattutto a livello di corsa e determinazione. I lariani arrivavano sempre primi sul pallone.

E dopo quei cinque, dieci minuti che sono stati un po’ meno brillanti a inizio secondo tempo si sono subito rimessi in carreggiata con gli ingressi di Chaija, Fumagalli e Cutrone. Tutti si sono sacrificati e il Pisa invece non ha tirato fuori le idee per sopperire al gap tecnico ed è naufragato inesorabilmente.
Un naufragio nato da un approccio sbagliato. Dieci minuti che hanno indirizzato la partita. A cominciare dal gol di Gabrielloni che sovrasta Barbieri, nato da un angolo regalato da Loria. che dopo appena due minuti spiana la strada al Como.

Dopo un rigore prima dato e poi tolto al Como dal Var, ma ripartenza subita con troppa facilità, la frittata è completa al 10′ con il retropassaggio errato di Marin per Loria, la palla picchia sul palo e permette a Bellemo di realizzare il più facile dei gol. Un gol figlio dell’ossessione della costruzione dal basso. E qui l’allenatore si è preso le sue colpe. Ed effettivamente a suon di rischiare prima o poi un pasticcio del genere  lo combini. E in generale anche il tecnico ha le sue responsabilità.
Da quel momento la partita è un Everest da scalare ma il Pisa fa davvero poco per armarsi di piccozza e provare a scalfire la roccia costruita dal Como anche grazie alla poca consistenza dei nerazzurri. Moreo si muove tanto, Barbieri spinge e prova anche a dare la scossa ma poi quando Gioacchini scatta dalla sua parte è sempre in difficoltà.

Ma quello che non funziona è proprio la costruzione del gioco. Sono davvero tanti i passaggi sbagliati in modo banale. E in tutto questo scenario desolante c’è anche l’ennesima prova incolore di Mlakar, rilanciato da titolare. L’assenza all’ultimo istante di Valoti può aver pesato, Touré sulla trequarti ha fatto davvero poco così come Veloso nel mezzo, ma è un alibi davvero flebile.
La ripresa inizia con la speranza nata dal gol di Barbieri che viene convalidato da Ferrieri Caputi solo dopo il consulto del Var dopo la respinta di Semper oltre la linea. In questo caso però l’errore è soprattutto dell’assistente che non ha sbandierato subito. Buona l’azione di Beruatto sulla sinistra e il tacco di Moreo per Barbieri che segna il suo terzo gol stagionale. Come detto però è un fuoco di paglia.

L’unica sostituzione con segno positivo nel Pisa è quella di Esteves, gli altri si adeguano al concerto stonato. Compreso D’Alessandro e Bonfanti che praticamente non vede palla. Il terzo gol del Como arriva a undici minuti dalla fine con una ripartenza micidiale su un calcio d’angolo in favore del Pisa conclusa con l’assist vincente di Fumagalli per Cutrone. E nel finale la punizione poteva essere ancora più pesante in termini di punteggio. E il Pisa probabilmente l’avrebbe anche meritata.
Adesso la sosta per gli impegni delle nazionali arriva al momento giusto. Per ricaricare le batterie in vista dell’importante sfida di Pasquetta con il Palermo. La speranza è di ritrovare tanti giocatori in condizione ma anche di rivedere almeno tra i convocati  Torregrossa e Matteo Tramoni. Certo è che se il Pisa è quello visto a Como bisogna pensare solamente a salvarsi il più rapidamente possibile.

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2 anni fa

È colpa mia non ho dato motivazione alla squadra mi dimetto🤣🤣🤣🤣

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2 anni fa

con la palla incollata ai piedi e con passaggi corti e ridicoli è difficile dare palla agli attaccanti. I pochi gol fatti sono tutti da calci d’angolo e punizioni. Gioco che non porta a nulla. Speriamo di salvarci senza andare ai play out che con questo gioco si perdono di sicuro

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2 anni fa

E noi, imperterriti, si continua a fare i giochini al limite della nostra area. Pagliacci!

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