Nel giro di cinque giorni il Pisa passa da una giornata da sogno a una da incubo. Un’altalena che va avanti dall’inizio del campionato.
Segno tangibile che a questa squadra manca la continuitĆ e anche la mentalitĆ giusta per dare la svolta nelle tante possibili gare spartiacque della stagione. Brescia era una di queste ed ha respinto all’uscio, senza che il Pisa bussasse alla porta, le velleitĆ di quella che, classifica alla mano, poteva essere la giornata di un possibile sorpasso in zona playoff.
Non solo non c’ĆØ stato il sorpasso. Non c’ĆØ stato il Pisa. In un primo tempo da pennichella pomeridiana il Pisa ĆØ riuscito a svegliare un Brescia che non era apparso irresistibile ma che ĆØ stato bravo quanto meno a sfruttare l’occasione propizia nel primo tempo e poi nella ripresa ĆØ riuscito a legittimare il successo. Con una prova di soliditĆ e cattiveria agonistica. Doti sconosciute al Pisa visto al Rigamonti.
Aquilani voleva evitare la giornata no di Como e anche se non ha preso due gol nei primi dieci minuti le cose sono andate anche peggio che in riva al lago. Nonostante il risultato finale sia sempre una sconfitta per 3-1.
Il tecnico romano decide di puntare sulla squadra che aveva iniziato la gara con il Palermo.
Unica eccezione obbligata l’impiego di Beruatto a sinistra per la squalifica di Barbieri. Al Pisa non basta un possesso palla del 57% fatto prevalentemente nella propria metĆ campo. Senza mai un’accelerata importante, senza mai un cambio di passo. Con tanti, troppi errori nei passaggi. Senza osare mai qualcosa in più, senza mai tirare in porta per oltre un tempo.
Il Brescia dell’ex Rolando Maran non ha fatto cose trascendentali ma ha giocato con testa e gambe. E il tecnico trentino ha messo in campo una squadra decisamente più determinata, con un 4-3-2-1 robusto,Ā che ha meritato ampiamente il successo.
Il primo tempo si spiega soprattutto nel gol che prende il Pisa. Calabresi sbaglia sulla trequarti un retropassaggio ma da quella zona lì alla porta di Loria ci sono 70 metri di prateria. Bianchi è pronto ad infilarsi in quello spazio e a servire Moncini che calcia in rete con assoluta tranquillità . Tutto troppo facile.
Nella ripresa gli ingressi di Matteo Tramoni e Torregrossa non hanno dato la scossa come contro il Palermo e il Brescia ha continuato a capitalizzare le incertezze dei nerazzurri. Sul secondo gol con Bianchi che prende il tempo in area a Calabresi dopo un cross di Bisoli dalla destra. Il capitano del Brescia ĆØ andato via con troppa facilitĆ a Marin. E anche il terzo gol, il secondo per Moncini, ĆØ frutto dell’ennesimo pasticcio con Hermannsson, appena entrato al posto di Beruatto, che va a vuoto di testa e poi Calabresi non riesce a chiudere.
E il Pisa? Lezzerini ha dovuto respingere un tiro di Beruatto, sull’1-0, uno di D’Alessandro, sul 2-0, e raccogliere in fondo al sacco il rigore realizzato in pieno recupero da Torregrossa dopo uno spunto di Arena. Troppo poco.
Stavolta Aquilani non ĆØ riuscito a scuotere la squadra negli spogliatoi e soprattutto non incide con i cambi. L’ingresso di un Leverbe che non giocava da due mesi per Caracciolo ĆØ stato, anche in ottica della prossima partita con la Feralpisalò, sbagliato.
Caracciolo era giĆ ammonito e sicuro della squalifica. Per evitare un secondo giallo Aquilani ha inserito Leverbe, anche lui in diffida, che si prende subito un giallo e salterĆ la prossima gara. Stesso destino di Canestrelli. E quindi difesa da reinventare nonostante il rientro di Barbieri dalla squalifica.
Verrebbe quasi da dire che il Pisa deve resettare, imparare la lezione, correggere gli errori. Però è innegabile che a sei giornate dalla fine queste lacune non sono frutto della casualità . La squadra fa un passo avanti e poi uno indietro sistematicamente. Subisce davvero troppi gol evitabili. E nelle ultime tre partite è uscita dal campo sempre con tre reti al passivo. Era successo solo due volte in tutto il resto della stagione.
Vincere con la FeralpiSalò serve soprattutto per la tranquillità ma al di là di obiettivi, prospettive e grandi ragionamenti di classifica si può dire che questa squadra è una vera e propria incompiuta. Anche sotto il fattore della personalità . Giocatori con una certa esperienza non possono fornire prestazioni scialbe e senza nerbo come quella del Rigamonti. Quella di Brescia e quella con il Palermo non possono essere la stessa squadra.