Un 2-2 che non serve al Pisa e al Sudtirol in una partita che sarà ricordata soprattutto per Gaetano Masucci che saluta commosso il pubblico di Pisa dopo sette anni e mezzo indimenticabili.
Prima del meritato giro di campo del numero 26, con moglie e figli al suo fianco, è andata in scena una partita che è un po’ lo specchio della stagione. Novanta e passa minuti tra lucie ombre e un ritmo di gioco, su entrambi i fronti, quasi balneare. Soprattutto in avvio. Un successo, visti i risultati di Brescia e Sampdoria, non sarebbe comunque servito. Al di là dei ritmi blandi nel primo tempo la partita l’ha fatta ilò Pisa che ha creato di più soprattutto grazie ad Arena Uno dei migliori in questo finale di stagione. Il gol di Bonfanti nel finale di tempo è meritato anche se la difesa del Sudtirol sembrava già in vacanza sul corner di Matteo Tramoni.
L’inizioo del secondo tempo è un film già visto. Il Pisa prende gol al secondo tiro del Sudtirol con la difesa piazzata su una punizione di Casiraghi. Sul centro del fantasista altoatesino sbuca Molina con Canestrelli che si perde la marcatura. E a quel punto il Pisa vuole provare a vincere ma ma sbatte contro gli avversari e concede il contropiede troppo spesso. Il rigore trasformato da Odogwu è nato da un fallo ingenuo di Barbieri ma anche da una squadra posizionata male. Il gol di Moreo evita la sconfitta e permette almeno di allungare a sei le gare utili all’Arena.
Magra consolazione per una stagione che non può essere considerata positiva anche se il Pisa dovesse vincere ad Ascoli e fare più punti della passata stagione. Da una parte la salvezza ad un certo punto non era scontata e giocare per il sesto anno di fila in B è comunque tanta roba. Detto questo le prospettive iniziali erano altre. Gli infortuni hanno condizionato la stagione ma non sono l’unica lettura. La squadra poteva fare di più.
Al di là del mancato ingresso ai playoff la delusione arriva soprattutto per la poca continuità che ha avuto la squadra. Nei risultati e nelle prestazioni. Qualcosa di meglio si è visto al ritorno, con picchi importanti nelle gare con Palermo e Catanzaro, ma la sensazione resta che il Pisa non ha fatto il salto di qualità fino in fondo. Anche sotto l’aspetto della mentalità.
I numeri ci dicono che alla lunga l’attacco ha funzionato nonostante il solo Valoti, 10 gol, vada in doppia cifra. Vuoi per l’innesto di Bonfanti, vuoi perché non è facile mandare in gol 19 giocatori diversi e segnare per 21 partite di fila. Al ritorno quello che era uno dei peggiori attacchi è diventato il settimo del campionato e il secondo del girone di ritorno (32 reti). Le noti dolenti arrivano ovviamente dai troppi gol subiti. Non solo nei numeri ma per come difende la squadra. Spesso le reti sono evitabili o nascono da ingenuità troppo evidenti e che paghi a caro prezzo in un campionato competitivo come la B.
E’ da qui che bisogna ripartire perché 52 gol, quarta peggior difesa del campionato, sulle spalle sono davvero troppi se vuoi avere ambizioni importanti. Nel girone di ritorno solo il Lecco (42) ha subito più gol del Pisa che ne ha presi ben 31 in 18 gare. Servirà anche un mercato fatto mantenendo quella virtuosità spesso invocata dalla società, che è sicuramente una cosa positiva, ma anche con qualche innesto importante in grado di far crescere la squadra. E’ vero manca una partita al termine della stagione e non sappiamo ancora se il Pisa ripartirà da Aquilani, che comunque ha un contratto fino al 2025, ma il fatto di non avere assilli di classifica deve far iniziare a progettare la prossima stagione fin da subito. Il tempo a disposizione può essere un grande alleato.