Pisa, resta il rammarico ma la squadra è sintonizzata su Inzaghi

L'analisi del pareggio per 1-1 a Cittadella. Restano i rimpianti ma la squadra nel complesso è piaciuta anche in Veneto.

Il Pisa cambia volto, cinque titolari diversi rispetto alla gara precedente, ma non cambia l’atteggiamento e la mentalità portata da Filippo Inzaghi.

Non arrivano i tre punti ma l’1-1 di Cittadella, al netto dei rimpianti e di due legni colpiti, conferma che questa squadra può diventare protagonista in questo campionato. Intanto, coppa compresa, i conti tornano. Turno passato in Coppa a Frosinone e cinque punti in tre gare di campionato. Quarto posto in classifica a -2 dalla vetta. Che con una maggiore attenzione ai dettagli sarebbe un primo posto assieme alla Reggiana, prossimo avversario dei nerazzurri, momentaneamente prima con sette punti.
E’ un Pisa sulla strada giusta. Adesso bisogna mantenere questa mentalità e migliorare, appunto, su alcuni dettagli. Al Tombolato la squadra poteva segnare più reti ma ancora una volta è piaciuta per l’approccio. Come contro il Palermo gol nei primi dieci minuti, stavolta per merito del guizzo di Arena e non su autorete, e la possibilità di poterla chiudere subito i conti.

Sprecando però quando si trattava di centrare l’ultimo passaggio o la conclusione a rete. L’altro dettaglio dove serviva più attenzione è quello sul gol del pareggio. Carissoni stacca troppo facilmente e Vita non può restare così solo. Ma qualcosa il Pisa può recriminare visto che la punizione da cui è nato il gol non è sembrata così evidente.
Arena è stato il mattatore del primo tempo. Oltre al gol ha colpito anche una traversa e servito una gran palla a Nicholas Bonfanti nell’occasione in cui il centravanti ha sfiorato la traversa. Arena, zero minuti in campionato prima di Ciittadella, è stato l’immagine di un Pisa che sa anche vivere sulle incertezze degli avversari, vedi quella di Sottini sul lancio di Giovanni Bonfanti in occasione del gol, e quella di Casolari nella circostanza del primo legno.
Nella ripresa il Cittadella ha approcciato la partita meglio del Pisa. Gorini ha risistemato la difesa con l’esperto salvi al posto di Sottini e per un quarto d’ora il Pisa ha faticato ed ha anche concesso qualcosa in velocità. Dopo la parata di Semper su Rabbi è tornato in quota il Pisa. Merito anche stavolta dei cambi di Inzaghi. L’allenatore inseriva Beruatto per Angori, meno convincente di quando è entrato in corsa, e cambiava due terzi dell’attacco lasciando Nicholas Bonfanti come punto di riferimento.
Fuori Arena e Vignato, dentro Moreo e Tramoni. E proprio i due nuovi entrati sono i più pericolosi. Moreo centra un palo e la sua stizza è quella di tutti i pisani. Meritava questo gol per quanto sta facendo in questo inizio di stagione. Anche senza aver ancora bucato la rete avversaria. Tramoni, con un tiro a girare, regala l’illusione che la palla vada in fondo al sacco ma invece esce per questioni di centimetri.
Nella ripresa c’è stato meno ordine nella manovra, ad esclusione di Hojholt. Il danese è la nota più bella della serata. personalità, pulizia nella giocata, temperamento. Sembrava a Pisa da cinque anni, non da pochi giorni.

Se Arena è stato l’immagine dell’elettricità che vuole Pippo Inzaghi, Hojholt è quello del tranquillo ci penso io. Come passare dagli Iron Maiden a Mozart. La qualità del suono resta alta ma a decibel diversi. La sua uscita palla al piede da una situazione spinosa davanti alla difesa strappa applausi e sorrisi. Con Marin a rincorrere tutti e lui a dirigere il traffico e a verticalizzare, con passo tutt’altro che lento,  è stato davvero un bel vedere in mezzo al campo.
Adesso c’è l’esame Reggiana per sabato 31 agosto alle 20,30. Ancora in casa. Probabilmente con qualche novità di mercato. L’importante per i nuovi sarà restare sintonizzati sulla frequenza stereo sintonizzata da Inzaghi. Guai a passare alla modalità Off.

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