Il 2-0 in casa della Juve Stabia è una sconfitta che fa male.
Un ko dopo sei partite da imbattuti ci può anche stare ma la squadra nerazzurra in Campania è mancata proprio nelle sue doti migliori. Quelle del ritmo e dell’aggressività. L’approccio alla gara, che fin qui aveva fatto la differenza in modo positivo con quattro gol nei primi dieci minuti da parte dei nerazzurri, stavolta ha di fatto indirizzato la gara in negativo. Fin dal primo pallone giocato la Juve Stabia ha dimostrato di avere più fame e cattiveria agonistica. Non solo ha saputo sporcare la partita dei nerazzurri, cosa che era preventivabile, ma si è anche gettata in avanti imponendo un ritmo a cui il Pisa non ha saputo contrappore le giuste contromisure. La corsa e il pressing stavolta lo hanno fatto gli avversari. Che hanno meritato in pieno la vittoria.
Il campanello di allarme suonato dopo due minuti con la traversa di Candellone non svegliava il Pisa che al 12′ era già sotto per il tap-in dell’ex Varnier che riprendeva tutto solo una punizione finita sul palo di Maistro. Ennesimo gol subito, il quarto, sugli sviluppi di una palla inattiva. La squadra non reagiva e il primo tempo verteva quasi sempre sugli stessi temi.
La Juve Stabia sapeva sempre come infilare in velocità il Pisa. O dalle fasce o in mezzo al campo con Buglio e Maistro, oppure con i lanci dalle retrovie sui quali Adorante anticipava sistematicamente Caracciolo di testa. La punta della Juve Stabia era un autentico riferimento per i suoi e con le sue sponde e i suoi movimenti riusciva sempre ad allargare il gioco. Soprattutto sulla destra.
I llimiti del Pisa sono stati anche tecnici. Troppi passaggi sbagliati, anche quelli più semplici. Le letture fondaentali sono state completamente errate. Le verticalizzazioni, vero marchio di fabbrica, stavolta sono mancate. Anche le mosse di Inzaghi non hanno convinto. La conferma del 3-4-2-1 senza però sostituire l’infortunato Tramoni con un pari ruolo, anche se Arena e Vignato visti nella ripresa non hanno combinato granché, ma con Touré è stata la grande sorpresa di inizio partita.
Il tedesco è stato, insieme a Beruatto, tra i più in difficoltà nel primo tempo in entrambe le fasi. E ha propiziato la punizione che ha portato al primo gol dei padroni di casa. L’ennesima rete presa sugli sviluppi di una palla inattiva. Non a caso Inzaghi ha lasciato nello spogliatoio sia Beruatto che Touré per Angori e Vignato.
Le mosse però non hanno cambiato molto nel secondo tempo. Per vedere un tiro del Pisa si è dovuto attendere 57 minuti. Ovvero quando Nicholas Bonfanti ha impegnato Thiam alla respinta. Prima parata del portiere di casa. Qualcosina in più i nerazzurri hanno provato a combinare ma sempre troppo poco. Nicholas Bonfanti e Moreo si facevano vedere di più in area ma non concretizzavano il poco che gli arrivava.
La Juve Stabia non era più assatanata come nel primo tempo ma ha saputo gestire la partita e colpire nel finale con i due attaccanti subentrati nel finale. Assist di Piscopo e gol di Artistico in una difesa nerazzurra che si va sorprendere da una verticalizzazione di Buglio dopo i disimpegni errati di Angori e Hojholt. La gara si è chiusa con l’espulsione di Vignato che sarà quindi squalificato sabato 5 ottobre contro il Cesena.
Adesso si deve subito voltare pagina tenendo però in mente tutti gli errori fatti in questa partita. La squadra resta prima in classifica e non bisogna buttare in mare tutto quello di positivo fatto fino ad ora in campionato. Però qualche riflessione la partita di Castellammare la deve lasciare.
La squadra subisce qualche gol di troppo per essere una compagine di vertice. Un solo clean Sheet, nel 2-0 al Palermo, e otto reti al passivo. Nove se contiamo anche quella della gara vinta 3-0 a tavolino a Cittadella. Malgrado il portiere Semper sia uno dei più bravi in questo avvio di stagione. Per la prima volta dopo 28 partite, 22 dello scorso campionato, si è fermato l’attacco che almeno un gol lo metteva sempre a segno. Se contiamo anche lo 0-1 di Coppa con il Cesena non è solo arivata la seconda sconfitta in quattro giorni ma anche la seconda gara senza reti.
La rosa è buona ma alcuni giocatori sono difficili da sostituire. Non solo Tramoni, che al massimo starà fermo un altra giornata, ma alla lunga il peso di aver perso sulla destra Esteves e Leris rischia di farsi sentire. Anche a livelli di cambi, senza nulla togliere a un Piccinini che a parte ieri ha fatto cose eccezionali. La condizione fisica non è apparsa delle migliori, dopo che già nel secondo tempo con il Brescia la squadra era apparsa meno brillante a livello atletio ma l’aveva risolta con il gol proprio di Tramoni.
L’importante è non creare nell’ambiente l’effetto Crotone. Ovvero quello che è successo tre anni fa dopo il 2-1 in Calabria contro una squadra di bassa classifica. Cosa che non è la Juve Stabia che ha conquistato già 11 punti. All’epoca un Pisa primo in classifica venne subissato di critiche, soprattutto sui social, alla prima sconfitta. Le quattro gare successive arrivarono appena tre punti. Uno contro il Pordenone ultimo in classifica con un punto.
Non sarà stata colpa delle critiche, che se fatte senza eccessi sono legittime, però quella sconfitta aprì una crepa che la squadra faticò ad arginare tra ottobre e novembre. Prima di riprendere a correre con la vittoria contro il Benevento dopo la sosta. Il Pisa di oggi ha valori importanti ma non deve mai smettere di avere quell’atteggiamento visto nelle prime partite.
L importante è che deve essere un inciampo momentaneo.