A una settimana esatta dalla sentenza della corte d’appello che ha ribaltato l’esito del primo grado di giudizio, dando al Pisa la vittoria per 3-0 a tavolino contro il Cittadella in seguito al “caso Desogus”, la FIGC, attraverso una nota, ha pubblicato le motivazioni della sentenza.
Leggiamo alcuni stralci della motivazione: “L’art. 3.3 del Regolamento del Giuoco del Calcio sancisce che “i nominativi dei calciatori di riserva devono essere forniti all’arbitro prima dell’inizio della gara” e che “un calciatore di riserva il cui nome non è stato iscritto in elenco prima dell’inizio della gara non potrà partecipare alla stessa”. Quindi, prosegue: “In altre parole, un giocatore che non sia stato inserito nell’elenco consegnato all’arbitro prima dell’inizio di una gara non potrà prendere parte alla stessa. Nel caso in esame, è pacifico che il calciatore Jacopo Desogus non sia stato inserito nella lista consegnata all’arbitro prima dell’inizio della partita, con la indiscutibile conseguenza che la società resistente ha violato l’anzidetta norma del citato Regolamento”. Dunque: “La Corte, nell’esaminare il reclamo, deve, quindi, stabilire solo se la violazione di cui sopra rientri o meno tra quelle sanzionate dal comma 6 dell’art.10 del C.G.S. e, segnatamente, in quella prevista alla lett.”a”, che prevede la perdita della gara a danno della
società che l’abbia commessa. Secondo quest’ultima norma, infatti, la sanzione della perdita della gara è inflitta alla società che ” fa partecipare alla gara giocatori squalificati o che comunque non abbiano titolo a prendervi parte. ”
Così, si giunge alla sentenza: “Nel caso in esame, la Corte ritiene, dunque, che debba trovare applicazione, in danno della Cittadella, la sanzione della perdita della gara con il punteggio di 0-3”.
Giusto