Pisa, un grande segnale alle rivali

L'analisi di Sudtirol-Pisa 1-2. Vincere partite sporche con carattere e personalità è possibile. Lo abbiamo visto a Bolzano. Una vittoria importante anche per dire agli avversari che la capolista non molla di un centimetro, anche nelle giornate meno semplici.

Credito Pisa Sporting Club

Quella di Bolzano è stata la vittoria della maturità e della personalità.
Una vittoria arrivata dopo una partita sporca, difficile, combattuta. Il Pisa capolista di Filippo Inzaghi, 22 punti in 9 partite,  ha avuto il merito di calarsi nello spirito da battaglia. Su un campo difficile contro una squadra sempre insidiosa, come è il Sudtirol, che tende sempre a cercare di mettere in difficoltà gli avversari con un gioco fisico e di difficile lettura. Il Pisa inoltre ha saputo rimontare dopo essersi trovata in svantaggio, cosa non semplice e che in queste prime nove partite è successa solo tre volte. Con lo Spezia, pareggio per 2-2 all’esordio, e nell’unica sconfitta, per 2-0, nella trasferta in casa  della Juve Stabia.
Stavolta il Pisa è stato bravo a non farsi prendere dal panico e ha tenuto bene nonostante il Sudtirol abbia approcciato meglio la partita. Il gol dei padroni di casa non è arrivato, come a Castellammare, dopo una lunga pressione ma dopo un rimpallo tra Odogwu e Caracciolo che ha favorito l’inserimento di Tait che non trovava opposizione al centro dell’area nerazzurra.

Il duello tra il capitano nerazzurro è l’attaccante biancorosso è stata la chiave dell’inizio della partita, insieme a tutte quelle seconde palle che il Pisa faceva fatica a recuperare. Dopo il gol e l’uscita di Tait per infortunio le cose iniziavano a cambiare e il Pisa era bravo a cogliere l’attimo con l’intuizione di Hojholt per Lind che andava a segno alla prima vera occasione con un gol tutto di impronta danese. Per qualcuno è cinismo, per altri è bravura. La sostanza non cambia perché il Pisa si conferma, anche in questo dettaglio, squadra vera.

Nella ripresa Inzaghi toglie Piccinini, non solo per l’ammonizione ma anche perché aveva fatto un po’ di fatica, e mette dentro Marin che era partito dalla panchina dopo gli impegni con la nazionale. Con l’ingresso del centrocampista rumeno il Pisa guadagna ulteriormente metri preziosi e inizia a stazionare con continuità nella metà campo del Sudtirol. Cresce Touré, anche se svirgola sul fondo una buona occasione capitatagli sul destro, e la squadra è più sciolta e compatta.
E ancora una volta brava a portare gli episodi dalla propria parte. Come al 14′ quando Moreo si avventa su una palla calciata da Marin e toccata da Ceppitelli, l’esperto difensore tocca l’attaccante nerazzurro e il rigore è solare. Malgrado le proteste dei padroni di casa. Calciare un rigore in questo momento non è banale e Arena, non nella sua miglior giornata a livello di gioco, merita un plauso perché è rimasto frddo e ha calciato il penalty in maniera magistrale. Palla a destra portiere e sinistra.
La squadra adesso è in fiducia e prima del finale convulso rischia poco o niente. Inzaghi cerca come sempre di sdare freschezza con i cambi. Entrano, un po’ alla volta, Nicholas Bonfanti, Tramoni, Angori e Mlakar per Lind, Arena, Beruatto e moreo. Bonfanti dà una gran palla a Tramoni che si mangia la possibilità di mandare al tappeto il Sudtirol calciando a lato davanti a Poluzzi.

L’errore rianima i padroni di casa ma la legge del gol fallito, gol subito non viene applicata per merito di Semper che compie una prodezza sul nuovo entrato Merkaj, lasciato troppo libero in area. Il finale è in trincea ma Ceppitelli non riesce a scardinare il fortino nerazzurro per questione di centimetri.
Le sofferenze finali non devono trarre in inganno. Il Pisa ha meritato il successo perché lo ha cercato e voluto attraverso una porva da squadra che oltre alla qualità ha fatto capire di avere carattere. Un segnale importante in una giornata dove anche Spezia e Sassuolo hanno vinto in trasferta tenendo il passo dei nerazzurri che però si godono sempre un + 3 e un + 4 su bianconeri e neroverdi.
La cosa più importante è che il Pisa sta mettendo in risalto anche giocatori partiti non come titolari alla vigilia del campionato per una serie di motivi diversi. Non solo gli autori delle due reti Lind e Arena ma anche Rus, anche stavolta molto attento sul centro destra e bravo nei calci da fermo, e soprattutto Hojholt.

Il danese è stato autentico uomo squadra a Bolzano. Inzaghi si è dimostrato bravo anche a dare continuità alla formazione che aveva battuto il Cesena, cambiando inizialmente solo Hojholt per un Marin arrivato solo giovedì dagli impegni della nazionale, confermando, non solo a parole, che in questa squadra tutti sono importanti. E tutti si sentono al centro del progetto.

Guardando i numeri il Pisa si conferma, assieme al Sassuolo che ne ha segnati 11 nelle ultime due gare, miglior attacco con 19 gol ( sarebbero 17 senza la vittoria per 3-0 a tavolino di Cittadella) segna per la settima volta in sette giornate più di un gol a partita, è rimasto a secco una volta sola, e subisce la decima rete in campionato (undicesima contando Cittadella). E fin qui solo contro il Palermo ha tenuto la porta immacolata. Dato da non sottovalutare per capire quali sono le cose da migliorare. Ma le cose positive superano di gran lunga quelle da correggere. Fin qui è la compattezza e la coesione a fare la differenza.

Per la foto si ringrazia l’ufficio stampa del Pisa sporting Club. 

 

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1 anno fa

Forza Pisa✌️👍💪
🖤💙🖤💙

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