Parafrasando una vecchia pubblicità il Pisa non offre sogni ma solide realtà.
Il 3-0 rifilato alla Sampdoria è il manifesto di Super Pippo Inzaghi. Concentrazione, solidità e concretezza. Come vuole il condottiero che in pochi mesi ha dato un’identità ai nerazzurri. Il Pisa ha stravinto la sfida con i blucerchiati perché ha saputo interpretare alla perfezione lo spartito della gara. La cosa che ha più impressionato è che quando il Pisa accelerava riusciva travolgere fisicamente un’avversario estremamente tecnico ma fin troppo compassato nei ritmi. Lo dimostra il fatto che dopo 12 minuti di palleggio blucerchiato la prima chiara occasione da gol capita a Lind su verticalizzazione di Piccinini. Tourè e Moreo sono i grimaldelli che un passo alla volta scalfiscono le fragili pareti blucerchiati. Marin è l’uomo che stoppa ogni velleità degli avversari in mezzo al campo, poi quando la Sampdoria arriva dalle parti di Tutino e Borini, Coda è uscito presto per un infortunio muscolare, ci pensano Rus, Caraciolo e Canestrelli.
Talmente prezioso da non essere sostituito neppure dopo l’ammonizione. Il primo gol di Lind arriva dopo una carambola con Kasami ma l’attaccante danese non sta lì per caso. Attacca sempre gli avversari nella propria area. Moreo potrebbe raddoppiare dopo una lunga galoppata ma il gol resta un tabù. Ma cosa gli vuoi dire quando riesce a fare la sua solita partita fatta di sponde, qualità e sacrificio.
Nella ripresa la Sampdoria prova a farsi vedere, Semper blocca il primo tiro in porta blucerchiato fatto da Tutino, ma il risultato è che alla prima sgasata i nerazzurri fanno di nuovo male alla squadra di Sottil. Tramoni si accende e scambia con Lind che aspetta il momento giusto per ridarla al numero 11 che attende l’uscita di Vismara e lo beffa facendogli passare la palla sotto la pancia. Qui emerge la solidità del Pisa che difende nel modo corretto lasciando sfogare il palleggio dei blucerchiati, arrivato al 61%, che a conti fatti faranno davvero il solletico a Semper.
Il portiere nerazzurro mantiene inviolata la porta per la quarta volta in questa stagione e il dato più bello per Inzaghi nell’ultimo mese arriva proprio dalla difesa. Appena due gol subiti nelle ultime cinque gare. Si difende tutti assieme e si riparte tutti assieme. Come a Cremona c’è la sensazione che la squadra gol non la prende e che invece quando accelera può fare male. La Sampdoria è tutta nella volontà dell’ottimo Akinsanmiro e nella qualità del nuovo entrato Pedrola, ma non basta per scalfire le certezze del Pisa.
Anche i nuovi entrati in casa nerazzurra sanno a memoria cosa devono fare. Come Abildgaard che a cinque minuti dalla fine sventaglia per Touré che sa benissimo che dietro di lui sta arrivando Angori, palla sul mancino e poi in fondo nell’angolino. Anche questa è un’altra bella storia di questo Pisa. Per Angori, preferito all’ultimo istante a Beruatto, è il primo gol in serie B. L’unico rammarico della giornata è il giallo a Marin che salterà la partita di Carrara.
Inzaghi voleva una risposta dalla squadra, temendo troppa euforia, per dare continuità al successo di Cremona e allo splendido inizio. E l’ha avuta a chiare lettere. Se il Pisa fosse una canzone sarebbe Don’t stop me now dei Queen, che si sente sempre a fine partita, tanta è la voglia di correre e di portarsi in attacco come un’onda impetuosa che non vuole smettere di crescere e spazzare via gli ostacoli.
Un dato su tutti certifica lo strapotere attuale dei nerazzurri. Il Pisa ha il doppio dei punti della Sampdoria, 30 contro 15, che veniva messa tra le favorite alla promozione. Inoltre come dopo la vittoria casalinga con i blucerchiati della passata stagione, per 2-0 con Aquilani in panchina, il Pisa si porta a trenta punti. Con la differenza che oggi siamo alla tredicesima giornata e lo scorso 10 febbraio eravamo già alla ventiquattresima. Stessi punti con undici partite in meno.
Analisi perfetta!
Bravi ragazzi avanti cosi