Il calcio italiano e mondiale piangono Gigi Riva. Ancora oggi Riva è il miglior marcatore della storia della nazionale italiana con 35 reti in 42 partite. All’inizio del secondo tempo di Inter-Napoli, finale di Supercoppa a Riad, è stato osservato un minuto di silenzio in suo onore. A Cagliari proclamato il lutto cittadino.
Rombo di tuono, come lo aveva ribattezzato Gianni Brera, si è spento all’età di 79 anni all’ospedale di Cagliari in seguito a un malore accusato nella propria abitazione sabato scorso. Riva è stato il protagonista assoluto dell’unico scudetto vinto dal Cagliari nella stagione 1969-70. E vero orgoglio di un’intera regione che ha sognato con i suoi gol.
Ha sempre detto alle grandi squadre che lo hanno cercato più volte durante la sua carriera. Riva era nato a Leggiuno il 7 novembre del 1944. A soli 18 anni gioca già nel Legnano e un anno dopo passa al Cagliari. Da lì nasce un legame indissolubile con l’isola.
Da quel momento in poi veste solo il Rossoblù dei sardi, che trascina prima in A e poi allo scudetto, e l’azzurro della Nazionale. Al mondiale del Messico nel 1970 arriva secondo con la Nazionale di Ferruccio Valcareggi ed è protagonista, segnando anche un gol, della partita del secolo. La semifinale dell’Azteca Italia-Germania 4-3. In una carriera caratterizzata anche da tanti infortuni realizza 164 reti in 315 partite con la maglia del Cagliari.
Campione d’Europa con la nazionale nel 1968, gol nella finale vinta 2-0 contro la Jugoslavia, Secondo nella classifica del pallone d’oro nel 1969 e terzo in quella del 1970. E’ stato anche dirigente della Nazionale con la quale ha vinto il mondiale in Germania nel 2006 nel ruolo di team manager. Uomo tutto d’un pezzo e calciatore d’altri tempi. Vero simbolo di un calcio che non esiste più.
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