Pisa, sprazzi del vero Tramoni

Contro la Cremonese il numero dieci ha sfoderato la sua miglior prestazione

Non poteva essere quello vero, dai. Comprensibile il salto, l’aumento di difficoltà dalla B alla A, ma tutti coloro i quali lo hanno visto giocare nelle ultime stagioni sapevano che quello visto nelle prime dieci giorni non era il vero Tramoni.

Lo sapeva pure Alberto Gilardino che, dopo averlo fatto giocare in tutte le prime nove partite, contro il Torino per la prima volta lo ha lasciato in panchina per novanta minuti. E anche contro la Cremonese non è apparso nei novanta minuti: impossibile togliere Moreo dopo la doppietta. Con la partita chiusa, però, al 67esimo minuto il cambio è quasi obbligato: è il momento del numero 10. E possiamo dire che, per la prima volta, Tramoni ha fatto il Tramoni. Quello che il pubblico di Pisa conosceva. Un lancio impressionante, una sterzata netta ai danni di Baschirotto e quindi il cross da fermo, pennellato, che serve l’incornata vincente di Touré. Suo l’assist, il primo della stagione.

Da quel momento Tramoni appare sbloccato mentalmente, più leggero. Dalla medesima posizione, sul versante sinistro, un cross di esterno che solo un giocatore in fiducia fa per poco non si tramuta in un altro assist, ma il colpo di testa di Nzola esce di poco. Al triplice fischio è visibilmente uno dei più soddisfatti, Tramoni, e il pubblico pure, con la speranza di aver trovato nuovamente la sua stella, il suo numero dieci.

Redazione

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