Migliore in campo, prima doppietta in Serie A e leader della squadra. Antonio Caraciolo al termine della vittoria del Pisa contro il Cagliari ha parlato in conferenza stampa.
SULLA PARTITA – La partita si era messa bene all’inizio, poi dopo l’espulsione avremmo potuto entrare in un loop negativo, dato il nostro momento, invece abbiamo reagito nel sacrificarci. A prescindere dall’aspetto personale, che fa piacere, dobbiamo pensare di partita in partita e dare tutto fino alla fine. Dobbiamo continuare così”.
VICINO AL TERZO GOL – “Ho provato a fare il terzo gol, ma l’importante è aver vinto”.
DEDICA – “Ai miei figli e a mia moglie. Sono contento per i gol, certo, ma è più importante i tre punti. Che sia un punto di partenza per le nove finali che ci restano. Il primo gol ero alto? Avevo il sentore della rimessa laterale sarebbe arrivato a buon fine”.
MIGLIORE IN CAMPO – “Lo do a Stefano Moreo? No, me lo tengo (ride, ndr)”
RICOMPATTARSI – “Abbiamo cercato di ricompattarci il più possibili. Quando ci sono annate negative è facile criticare. Abbiamo cercato di togliere tutti gli alibi possibili. Se siamo così non è colpa di nessuno, ma di tutti. Abbiamo cercato di essere il più positivi possibili”.
I PENSIERI AL 3-1 – “Abbiamo pensato di addormentare il più possibile la partita. Dopo il 3-1 sarebbe stato un attimo subirne un altro. Abbiamo cercato di spegnere la partita”.
GIOCARE PER L’ORGOGLIO – “Dobbiamo giocare per l’orgoglio. Restano nove partite, pensando di dare tutto ciò che abbiamo e onorare la maglia. Ciò è quello che dobbiamo fare. Sperare non costa nulla, sappiamo che è difficile, abbiamo perso tante partite. Dobbiamo solo lottare e finire bene, con un atteggiamento positivo. Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno e fare il miracolo, ma se non succede dobbiamo partire col piede giusto, e ciò sarà più semplice chiudendo bene”.
LA STAGIONE COMPLICATA – Momenti complicati sono stati alla base del nostro percorso quest’anno. Come ha detto Calabresi, che ci è andato duro, sappiamo cosa abbiamo fatto. Ma non si può tornare indietro. I rimpianti ci sono, quella è una pecca grandissima dal nostro punto di vista, ma non possiamo farci nulla. Dobbiamo onorare ciò che significa Pisa: i giocatori vanno e vengono, il Pisa resta. Certo, tutti speravamo in una Serie A diversa. Non pensavamo di essere costretti a questa rincorsa adesso. Dobbiamo stare tutti uniti. Mollare adeso è troppo facile. Spesso ci siamo sciolti al 70esimo. Dobbiamo solo continuare a crederci. Abbiamo solo una storia: quella di essere il più positivi possibili”.
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Stagione fallimentare.