Un racconto breve per ricordare gli albori del club nerazzurro.
Una passione e un amore lungo 117 di storia. Una passione, due soli colori: il nero e l’azzurro. Questi colori il 9 aprile del 1909, quando prende vita il Pisa sporting club, non erano ancora stati scelti quando in una cantina di una casa vicino a Piazza San Paolo a Ripa dāArno, di proprietĆ di Piergentino Valori.
Quella cantina diventa in pratica la prima sede ufficiale del club. Oltre a Valori, nominato cassiere del club,Ā tra i 21 soci fondatori ci sono Enrico Canti, primo presidente del Pisa, e Ferruccio Giovannini, futuro giornalista della Gazzetta dello sport, al quale si devono i colori nerazzurri. Con i primi risparmi si comprano le maglie con i laccetti e il primo pallone di cuoio.
Nel 1910 vengono scelti i colori nerazzurri come quelli dell’Inter nata nel 1908 e che vincerĆ il campionato italiano proprio nel 1910. I ragazzi del Pisa Sporting clubĀ adesso giocano stabilmente al velodromo Stampace e con i risparmi si comprano le prime divise con i laccetti. Difficile trovare tracce delle prime partite non ufficiali, una sicuramente porta la data del 16 aprile 1910 contro il Porta a Mare vinta per 4-1. LāattivitĆ però era sporadica, anche perchĆ© i calciatori erano tutti studenti e soprattutto a primavera inoltrata dovevano fare i conti con gli esami.
Si gioca un po’ ovunque, ma dopo appena tre anni si presenta la prima sliding doors della storia nerazzurra. In cittĆ gioca anche la squadra dellāAlfea. Ma due galli in un pollaio sono troppi Due squadre di calcio sono troppe per la nostra cittĆ e quindi il 28 gennaio si decide di giocare la partita della vita tra il Pisa Sporting Club e l’Alfea che indossa una maglia granata. Chi vince rappresenterĆ Pisa, chi perde dovrĆ farsi da parte.
Si gioca al campo Abetone sotto una pioggia battente. Succede tutto nel secondo tempo. Il Pisa sbaglia un rigore con Mattiello, complice il terreno pesante, poi l’Alfea passa in vantaggio con Eschini a 25 minuti dalla fine.
Il destino sembra colorare il calcio pisano di granata ma negli ultimi 10 minuti Mattiello si riscatta e realizza il pari, poi serve ad Eschini la palla del definitivo 2-1. In campo Mattiello aveva messo una rabbia enorme, non tanto per il rigore fallito ma perchĆ© sembra che un giocatore dellāAlfea ronzasse intorno alla sua ragazza. Forse ĆØ anche grazie a quella ragazza che siamo diventati nerazzurri per sempre.
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