Pisa, cronaca di una crisi senza fine

L'analisi di Roma-Pisa 3-0. L'ennesima amarezza di una stagione da dimenticare. A fine campionato servirà fare tesoro degli errori per ripartire più forti di prima.

L’ennesima figuraccia della stagione.
Il Pisa perde per 3-0 in casa della Roma e subisce la sconfitta numero 18 di un campionato che definire deludente è un complimento.  Il tecnico Oscar Hiljemark ha detto di essere contento della prestazione. Probabilmente è il solo ad esserlo.

Il Pisa effettua un solo cambio nell’undici iniziale rispetto alla sconfitta con il Torino. Touré tornava titolare dopo 5 partite ma non per togliere un esterno. In un Pisa a cui serviva coraggio, visto che ormai c’é poco da perdere se non la faccia, l’allenatore decide di giocare con una punta sola Moreo. Con Leris che gioca in una posizione ibrida tra centrocampo e trequarti e Tramoni di nuovo mezzala.
Prendere gol dopo tre minuti da Malen è come fare una tappa di montagna del Giro d’Italia e dopo pochi chilometri venire a sapere che è stata aggiunta un’altra salita. La rete dell’attaccante giallorosso è favorita dal solito campionario di errori della difesa nerazzurra.

E dispiace che a commetterli siano due totem come Caracciolo e Calabresi. Come a Como la gara viene indirizzata nei primi minuti da un errore dei nerazzurri. A Como era stato Moreo a sbagliare un retropassaggio.

La rete non carica eccessivamente la Roma che si limita ad un normale controllo delle operazioni e talvolta lascia iniziativa al Pisa. L’unico graffio del primo tempo prova a portarlo Tramoni ma Svilar è reattivo sul suo tiro al volo su cross di Moreo.
Alla Roma basta sfiorare appena l’acceleratore per tornare a far vedere i sorci verdi al Pisa. Nel finale di tempo Semper è prima salvato dalla traversa sulla punizione di Pellegrini e poi di nuovo battuto da Malen. La rete seconda dell’olandese arriva dopo una giocata da flipper con Touré che prima dell’epilogo sbaglia nel liberare l’area.
Il secondo tempo è tutto scritto nella legge più antica del calcio: gol fallito, gol subito. Hojholt calcia addosso a Svilar, su assist di Aebischer, la palla del possibile 2-1; pochi minuti dopo Malen fa tris su una bella giocata di Soulé che taglia in due la difesa nerazzurra.

Tra i subentrati Piccinini offre le risposte migliori. Spirito da rugbista e anche un rigore negato, contatto in area giallorossa con Cristante, che non avrebbe certo cambiato le sorti dell’incontro.

La squadra è in disarmo e al primo colpo di vento viene travolta. Può capitare all’inizio, Como e Roma, o alla fine, emblematico il 4-0 subito nella ripresa in casa della Juventus, ma la sostanza è quella.
Hiljemark è in confusione ma sicuramente il caos di questa stagione è stato creato da chi ha messo in piedi la squadra. La proprietà ha speso tanto ma la resa non c’è stata. Il mercato fatto da Giovani Corrado e Davide Vaira non è stato all’altezza di una categoria così importante.
Il famoso livello non si è alzato, anzi. Il Pisa a Roma aveva in campo al fischio d’inizio dieci giocatori su undici della passata stagione. L’eccezione è rappresentata da Aebischer. Probabilmente l’unico volto nuovo a salvarsi. Non solo all’Olimpico ma in tutta la stagione.
Giocatori come Calabresi e Hojholt non erano titolari fissi in B, anche se soprattutto il primo ha dato un contributo importante, e Leris aveva giocato solo all’inizio prima di saltare la stagione scorsa per l’infortunio al crociato.
Questo per dire che la serie A è stata affrontata facendo un passo indietro. I vari Cuadrado, Albiol e Stengs dovevano dare esperienza ma non si sono quasi mai visti anche a causa degli infortuni. Così come giocatori presentati come possibili sorprese come Vural, Lorran e Iling Junior. Questi ultimi due non convocati a  Roma.

In estate non sono stati messi i giusti anticorpi di esperienza a una rosa che conosceva poco la serie A. Il problema non è solo il presente ma anche il futuro per quanto riguarda la costruzione del Pisa che verrà. Tra giocatori in scadenza di contratto, tra questi senatori come Marin, già sicuro che non resterò,  e Caracciolo,  e altri con un possibile mercato la società dovrà iniziare fin da subito a capire che linea adottare per la ripartenza.La matematica tiene in gioco il Pisa ma è difficile pensare a un miracolo sportivo con sei partite da giocare e nove punti da recuperare, in attesa di sapere i risultati di Cremonese e Lecce, se in 32 gare la squadra ha avuto la forza di vincere appena due partite. La dignità però va tutelata da qui fino all’ultimo secondo di Lazio-Pisa.

Il patron Aexander Knaster , presente all’Olimpico, sicuramente non sarà contento e tutti sono sotto osservazione. La speranza, lo dirò fino alla nausea, è quella che la società ammetta gli errori e ne faccia tesoro. Per tornare quanto meno a regalare un sorriso a una tifoseria che non meritava di conoscere l’abitudine alla sconfitta e lo scoramento continuo che va avanti da troppi mesi.

Redazione

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1 Comment
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Alessandro
5 mesi fa

Ottima analisi, ma temo che la dirigenza, se rimarrà il duo attuale, non abbia la volontà di prendere atto del fallimento né tantomeno le capacità di fare una squadra competitiva. Ci vorrebbe umiltà ed esperienza.

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