Un ritorno difficile.
Restano ancora sei partite e 9 punti da recuperare, con 18 in palio, ma dopo 32 giornate il confronto con il Pisa che ha fatto la serie A per l’ultima volta è nettamente negativo. E quella squadra è retrocessa in B.
Ovviamente va detto che era un calcio diverso, che c’erano quattro retrocessioni e non tre, e si giocava per i 2 punti a vittoria e non per i 3. Resta il fatto che aver rivisto la serie A dopo 34 anni è stato come un viaggio nell’ignoto. E le brutte figure fatte finora non possono essere giustificate solo dalla lunga assenza nella massima serie.
Dopo 32 giornate questo Pisa ha conquisto 18 punti ed è ultimo assieme all’Hellas Verona. Il Pisa che aveva iniziato la stagione con il compianto Mircea Lucescu e l’ha chiusa con Luca Giannini ne aveva 22. Che saranno anche i punti finali. Va detto però che il Pisa con i tre punti a vittoria ne avrebbe fatti 30. Quindi 12 in più del Pisa di questa stagione che ha iniziato con Alberto Gilardino e che sta chiudendo con Oscar Hiljemark.
Quel Pisa vinse 8 partite, oggi nessuna delle ultime 5 in classifica arriva a 8 vittorie, quello attuale appena 2. Lo stesso Giannini che è stato in panchina per 10 giornate ha vinto due partite. Il 3-2 in casa del Parma, che ancora oggi è l’ultima vittoria in trasferta nella storia del Pisa, e l’1-0 in casa contro il Bari alla 32esima giornata. Hiljemark può ancora migliorare la media bassa di 0,44 punti a partita contro quella di 0,70 di Giannini, ma fin qui ha vinto solo con il Cagliari.
Lucescu riuscì a vincere 6 partite nelle prime 17 disputate. Il Pisa di oggi ala 17esima aveva vinto una sola partita. Quella per 1-0 contro la Cremonese con Gilardino in panchina. Gilardino è stato esonerato alla 23esima giornata con la media di 0,82 punti a partita. La media punti di Lucescu al momento dell’esonero alla 24esima giornata del 1990-91 era di 1,04 punti a partita. Se contiamo i criteri attuali di punteggio.
Il Pisa di oggi ha perso meno di quello di 35 anni fa: 18 contro 20. I nerazzurri hanno pareggiato di più rispetto all’ultima volta in A: 12 contro 6. Anche grazie ai pareggi Gilardino era riuscito a mettere insieme sei risultati utili di fila.
La striscia positiva massima del Pisa del 1990-91 si fermò al massimo a tre gare di fila senza sconfitte. E’ accaduto nelle prime tre giornate di campionato e tra l’ultima di andata e le prime due di ritorno. Il recupero perso per 1-0 in casa del Milan, tra la vittoria di Roma e il 2-2 in casa con il Bologna, vale per la 13esima giornata di andata.
In comune ci sono i tanti gol subiti. dopo 32 giornate nel 1990-91 erano 55, oggi sono 58. Nelle ultime due gare del campionato di A precedente il Pisa subì 5 reti. Quattro in casa della Juventus e uno in casa della Roma.
I gol fatti in questa stagione sono 23, quelli alla 32esima del 1990-91 erano 32. Ala fine saranno 4 con le reti di Neri e Simeone nella sconfitta per 4-2 a Torino che precede lo 0-1 interno con la Rioma.
Moreo, con 6 reti, è il capocannoniere della squadra attuale. Padovano con 11 è il miglior marcatore, e finora unico nerazzurro in doppia cifra nella storia del Pisa nella serie A a girone unico, del Pisa 1990-91. Piovanelli, nonostante il grave infortunio segnò ben 8 reti.
Va detto che queste due annate di serie A sono state costellate dagli infortuni. Quello di Piovanelli incise non poco. Adesso con le rose ampie il discorso è diverso. C’era anche la possibilità di intervenire a gennaio in modo più importante. Anche se con meno tempo a disposizione rispetto a quando, come nel 1990-91, il mercato si faceva in autunno. Per la cronaca partì Mario Been ed arriva José Antonio Chamot.
Il Pisa di oggi ha impiegato finora 34 giocatori, quello del 1990-91 22.
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