Pisa merita di più.
La sconfitta per 2-1 contro il Genoa ĆØ l’ennesimo capitolo di un campionato da dimenticare. E che questa tifoseria, che come sempre l’ha incitata fino alla fine, non merita. Che la nostra cittĆ non merita. E che anche i giocatori della promozione, la rosa andava rinforzata perchĆ© in pochi conoscevano bene la categoria superiore, non meritano.
Il fatto che da queste parti l’aria della serie A non si respirava da troppo tempo non può essere la giustificazione a un campionato del genere.
Anche l’ultima volta nella massima serie il passivo delle sconfitte fu pesante, 20 su 34 giornate, ma l’ultimo Pisa in A di Romeo Anconetani riuscƬ almeno a vincere 8 partite. Retrocedere non ĆØ certo un’umiliazione, farlo come lo sta facendo il Pisa sƬ.
Il Pisa di oggi ha conquistato appena 2 vittorie, ci sono ancora 5 gare da giocare, in 33 partite. E per 19 volte ĆØ uscita sconfitta. Non ci sono attenuanti, non ci sono scuse.
La solidità e i progetti in ottica futuro non possono addolcire la pillola di una stagione che più amara non poteva essere.
A maggior ragione se pensiamo al livello piuttosto basso di questa serie A. Dove in coda Lecce e Cremonese hanno persino aspettato Pisa e Hellas Verona che però sono ormai piantate alla casella dei 18 punti.
Dall’estate ad oggi la societĆ non ne ha azzeccata una sotto il livello sportivo. Di 16 nuovi acquisti, tra estate e inverno, per il momento si ĆØ salvato solo Aebischer.
Appena Gilardino ha chiesto rinforzi di categoria e che conoscevano il campionato italiano si ĆØ puntato solo sul mercato estero. L’unico che conosceva la serie A ĆØ arrivato dopo l’esonero del tecnico di Biella. L’ultimo giorno di mercato.
Il giocatore è Iling Junior,ex Juventus e Bologna, che però il Pisa ha pescato dal West Bromwich Albion nella Championship inglese.
Significativo il fatto che abbia giocato pochissimi minuti e da tre partite non è neppure convocato. Così come il suo alter ego del mercato estivo. Il brasiliano Lorran.
Inutile fare la lista degli errori ma per il momento nessuno si ĆØ ancora assunto le proprie responsabilitĆ . La proprietĆ non parla mai di calcio giocato, come nella recente intervista del patron Alexander Knaster, e i dirigenti ( dal presidente Giuseppe Corrado, al figlio Giovanni e al direttore sportivo Davide Vaira) hanno commentato raramente le partite o il mercato.
Non solo in questa stagione, questa ĆØ una costante indipendente dai risultati. Ma qualcosa la gente si aspetta di sentire. Anche un semplice ci dispiace, cercheremo di fare meglio il prossimo anno in B.
Molto probabilmente lo faranno a bocce ferme. Anche perché è solo quando riconosci di aver sbagliato che puoi ricominciare a fare il tuo percorso nel modo giusto.
Numeri alla mano la scelta di sostituire Alberto Gilardino con Oscar Hiljemark è stata finora un flop. La squadra non sarà competitiva ma fino a gennaio ha fatto quel che ha potuto ed era sempre lì a 4 punti dalla zona salvezza. La media punti di Gilardino è di 0,60 a partita, 14 su 23 partite, mentre quella di Hiljemark è di 0,4 ad incontro. Una vittoria come Gilardino ma un pareggio e 8 sconfitte su 10 gare. Troppo poco.
Anche con il Genoa si sono viste poche idee di gioco e confuse. Tatticamente la squadra aveva azzeccato il piano partita iniziale ma non puoi pensare di fare solo difesa e contropiede. Senza contare l’isolamento estremo di Moreo in avanti.
Hiljemark, al netto delle proprie responsabilitĆ , ha ragione quando dice che , una volta sbloccato l’incontro con il colpo di testa di Canestrelli, non puoi sbagliare, per l’ennesima volta, una ripartenza con due giocatori davanti alla porta come contro il Torino.
Con grande dispiacere per Angori che nel complesso ha giocato una buona partita e aveva mandato in gol Canestrelli.
Oltre agli errori sotto porta non sono mancate le solite amnesie in difesa. I gol subiti diventano 60. Sul primo c’ĆØ una voragine su un fallo laterale da metĆ campo, poi il Genoa nello stretto va a nozze e alla prima sgasata dopo essere andata sotto pareggia con Ekhator.
Nella ripresa la gara si decide sul rigore trasformato da Colombo e concesso per il fallo di mano di Canestrelli. Il Pisa ĆØ generoso ma non basta. Anche stavolta i cambi, nonostante la caparbietĆ infinita di Piccinini, non mutano il volto della partita. Meister, Durosinmi e compagnia non fanno neppure il solletico alla difesa di De Rossi.Ā
Adesso la palla passa alla società . Perché il calcio sarà anche cambiato però allo stadio si va per divertirsi e quando si perde e si gioca male giornata dopo giornata, gol subito dopo gol subito, gol mancato dopo gol mancato, è impossibile tornare a casa con il sorriso.
Cambiare adesso Hiljemark forse non avrebbe senso, però una riflessione per la prossima stagione va fatta. Anche perché la B, che non è certo un campionato dei bar, la conosciamo bene. Visto che il Pisa nella sua storia ci ha giocato a lungo. e non è un ridimensionamento. Sappiamo però che non puoi iniziare a lavorare tardi, a perdere tempo, a dare per scontato di lottare per la serie A.
Non lavorare già da oggi per costruire una squadra competitiva sarebbe un ennesimo autogol. Anche perché in B in tanti attenderanno le mosse del Pisa e dovrai affrontare squadre di spessore ma anche neopromosse con la bava alla bocca che non stanno certo ad aspettarti.
E’ vero, ci sono ancora 5 partite per salvare almeno la faccia e la dignitĆ ma la societĆ deve giĆ pensare al futuro. PerchĆ© anche se sei solido economicamente e hai progetti il campo ĆØ tutta un’altra cosa. No, nessuno si sta divertendo.
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Concordo in pieno con AlĆØ Pisa alĆØ alĆØ. Ma anch’io faccio parte dei poveri provinciali. Anzi siamo anime nere (definizione corradiana), bubbolatori che invece di esssere contenti stiamo a criticare per una cosa da nulla come un’umiliante retrocessione.
Andrebbe cambiata in toto la dirigenza sportiva ma questo lo vedo impossibile. A Knaster sembra vadano bene le cose cosƬ come sono condotte. Salutiamo tutti il calcio industriale, provinciali che non siamo altro. Ma vaff……