Per Pisa Cremona è sempre Cremona

Anche in un momento così difficile quella del 21 giugno 1987 resta "La partita" per tutti i pisani che hanno almeno una cinquantina d'anni. Ma non solo. Una partita tramandata un po' di racconto in racconto. Di generazione in generazione.

Il racconto di Cremonese-Pisa 1-2 del 21 giugno 1987

Lo scenario

Ultima giornata del campionato di serie B. Alla Cremonese basta un pari per andare in serie A, al Pisa serve una vittoria dopo aver messo ko per 3-0 la Lazio riscattando la clamorosa sconfitta di Cagliari contro una squadra già retrocessa. Lo scenario di classifica è da film thriller: Sette squadre possono ancora andare in A, o agli spareggi. Cremonese, 43 punti, Genoa, Pescara e Pisa, 42, Cesena e Lecce, 41, e Parma 40.  Il Genoa va a Taranto, contro una squadra in cerca di punti salvezza, il Pescara ospita il Parma di Arrigo Sacchi che è all’ultima partita prima di andare al Milan. Il Cesena ospita il Catania, altra squadra che deve salvarsi, e il Lecce va a far visita al già retrocesso Cagliari. Testa allo Zini ma anche orecchio alla fedele radiolina che in caso di mancato successo diventa fondamentale per le notizie dagli altri campi.

L’attesa

Tre treni speciali, tante auto, pullman e mezzi vari portano in Lombardia circa settemila tifosi. Chi resta a casa o guarda la partita contro un muro, come diceva Lucio Dalla, o si porta la radiolina al bar o al mare.  Lo Zini è un catino, lo stadio è esaurito. Il caldo è opprimente, l’attesa sfiancante. Ma quando inizia questa partita.  I padroni di casa si sentono piuttosto sicuri. Forse troppo. La Cremonese di Bruno Mazzia è forte però del primato in classifica, dei due risultati su tre a disposizione e soprattutto dell’imbattibilità casalinga. Anche se c’è un solo punto di differenza serve un’impresa.

La gaffe

Addirittura lo speaker dello stadio chiederà ai tifosi di non scendere in campo per festeggiare a fine partita ma di attendere la festa in piazza che è stata organizzata per la serata. E’ la mossa che dà la carica definitiva ai nerazzurri allenati da Gigi Simoni che da giorni è in ritiro nella vicina Brescia. Arbitra Tullio Lanese di Messina.

Ed è il 2-0

Alle 16,30 si parte sotto un sole caldo e una temperatura resa ancora più alta dalla posta in palio. Il Pisa lascia l’inizativa alla Cremonese di Bruno Mazzia  che dopo una ventina di minuti passati all’attacco inizia ad andare in tilt. Il Pisa aspetta, cresce e colpisce. Al 28’ Cecconi va via in velocità, entra in area e salta Gualco che lo atterra. Rigore netto che Lanese concede senza esitazioni. Dal dischetto Sclosa batte Rampulla davanti al muro dei tifosi nerazzurri, impazziti di gioia. Il Pisa non si ferma e al 42’ si materializza uno di quei momenti in cui tutti i tifosi vorrebbero fermare il tempo: splendida giocata a destra di Cuoghi cross nel mezzo per  il tuffo di testa di Lamberto Piovanelli. Citando il popolare telecronista Aldo Orsini:” Ed è il 2-0, altro numero di gran classe di Lamberto Piovanelli”.

La Cremonese ci prova

In chiusura di tempo l’arbitro Lanese concede un rigore anche alla Cremonese con Nicoletti che accorcia le distanze e riapre la gara. Nella ripresa il Pisa si difende ma non rinuncia a giocare di rimessa mettendo spesso in difficoltà i grigiorossi. Grudina, che sostituiva Mannini,  si fa trovare pronto in più occasioni, soprattutto quando respinge una velenosa punizione di Nicoletti a dieci minuti dalla fine.  I volti dei tifosi sono carichi di ansia e paura. La beffa può essere sempre dietro l’angolo. Le punizioni dal limite sono tante e in campo c’è uno specialista come Alviero Chiorri ma il Pisa non è forte solo in attacco ma anche in difesa. Solo che quella partita sembra non finire mai.

La festa

Lanese allunga il recupero e proprio dopo un lungo rinvio di Grudina qualche minuto dopo il 90’arriva il fischio finale. E’ una vera liberazione. Può iniziare la festa. Quella nerazzurra. Romeo Anconetani è in campo con una bandiera nerazzurra. I giocatori restano in mutande perché maglie pantaloncini sono stati lanciati nel settore ospiti. Lo stesso Romeo sottolinea l’epica di quel momento coniando un semplice  quanto storico “Eroi di Cremona” per descrivere quella squadra. Che prima di tutto era un gruppo che niente e nessuno poteva scalfire. Dopo un solo anno il Pisa si torna in serie A. Simoni come nel 1985 vince e saluta tutti. Qualche anno dopo porterà in A, conquistando anche due salvezze nella massima serie e un Trofeo Anglo-italiano.

Il ritorno a casa

Il viaggio di ritorno lo facciamo raccontare dalle parole di Lamberto Piovanelli in una intervista a Il Tirreno di un anno fa: “Le cose belle ed emozionati che restano non sono tanto le vittorie ma la soddisfazione di aver regalato tanta felicità alla gente che ci segue. Le giornata di Cremona, non solo per il mio gol di testa,  resta la più emozionante della mia carriera. Ringrazierò per sempre Romeo Anconetani per tante cose ma anche per avermi convinto a prendere il pullman della squadra. Inizialmente dovevo tornare in auto ma mi sarei perso quel viaggio fantastico e irripetibile. Non c’erano le feste organizzate o le passarelle di oggi ma il viaggio da Cremona a Pisa è stato fatto con un lungo corteo di macchine che in pratica ci ha scortato fino in città. Loro suonavano i clacson e noi rispondevamo dal pullman”. 

I verdetti

I verdetti di quella giornata dicono Pisa in A assieme al Pescara, che liquida 1-0 il Parma, mentre la Cremonese va agli spareggi con Cesena e Lecce che battono rispettivamente il Catania per 2-1 e il Cagliari per 1-0. Crolla il Genoa per 3-0 a Taranto. Proprio il Taranto va agli spareggi salvezza con con Campobasso e la Lazio partita da -9. Si salveranno i pugliesi e i capitolini. Mentre la Cremonese crolla anche negli spareggi a tre che alla fine premiano il Cesena.

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